Torino, l'ultimo saluto ad Alessandra e Marianna, vittime di un sistema sbagliato

 

Fabio Costa, «Lotterò con tutte le mie forze perché Alessandra e Marianna abbiano giustizia e per­ché la loro morte non sia vana »

di Roberta Lerici

Vorrei dire, che anche noi lotteremo affinchè Alessandra e Marianna abbiano giustizia, perchè una tragedia del genere, è il sintomo chiaro e incontrovertibile che il sistema ha falle profonde che non possono essere ignorate. Se per i giornali il volo di Alessandra da una finestra della comunità Opera Pia Viretti con in braccio la piccola Marianna, non è più d'attualità, l'associazione Bambini Coraggiosi e Roberta Lerici continueranno ad occuparsene, fino ad arrivare a capire che cosa sia successo e di chi siano le responsabilità di una simile tragedia.

Mi scrive il dottor Giorgio Gagliardi, "Il suicidio non è un disturbo mentale, è la conseguenza di una via di uscita che è dipinta sul muro e quindi solo ipotizzata.E' in quel momento che scatta la soluzione finale che non si vuole, ma verso la quale si viene spinti dai fatti". Ecco, noi lotteremo affinchè si scopra chi ha causato quei fatti e perchè ad Alessandra non sia stata offerta una soluzione giusta e degna di una società civile.

Di seguito la commovente cronaca del funerale, celebrato il 23 febbraio

L'ultimo saluto a Marianna: «Giustizia per mia figlia»

L'ultimo saluto a Marianna: «Giustizia per mia figlia»«Lotterò con tutte le mie forze perché Alessandra e Marianna abbiano giustizia e per­ché la loro morte non sia vana » . Fabio Costa parla di fronte alle decine di persone che ieri pomerig­gio hanno affollato la chiesa San Giovanni Bo­sco di Cascine Vica, nel cuore del quartiere Maia­sco, dove Costa è residen­te. E dove avrebbe voluto tornare insieme alla sua bambina e, in futuro, in­sieme alla sua compagna, Alessandra Guzzon, 33 anni, per costruire final­mente una famiglia. Ma non è stato così: giovedì scorso la donna, con la sua bambina di tre anni stretta tra le braccia, si è gettata dalla finestra de ll ' ultimo piano della palazzina che ospita l'Opera Pia Viretti a Tori­no.

Le due bare sono arrivate a piedi. Il papà apre il corteo sorreggendo il fe­retro bianco della piccola Marianna. Poi in chiesa si siede su uno sgabello e sembra che due braccia non gli bastino per ab­bracciare il legno delle due bare. In silenzio ascolta l'omelia di don Giacomo Crotti. «Queste sono vicende che toccano nel vivo le nostre comunità.

Sentia­mo la fatica dell'impegno per la vita, la fatica del farla crescere soprattutto in quelle persone più de­boli. Una fatica che inter­pella tutti: famiglie e isti­tuzioni » . Persone indebolite da una vita martoriata come quella di Alessandra che, denunciano i parenti, or­mai da tempo diceva di essere stanca, di non ave­re più voglia di lottare. « Noi ci sentiamo sconfitti in queste situazioni ma resta il desiderio per la vita per cui lottare » , con­clude don Giacomo Crot­ti. Anche Alessandra si era sentita sconfitta, ma lei aveva smesso di lotta­re.

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