Va di moda uccidere le donne, o almeno portargli via i figli

 

"Delle 127 donne che hanno perso la vita nel 2010, 114 sono state uccise da membri della famiglia, di cui 68 erano partner della vittima, mentre 29 ex partner."

di Roberta Lerici

Prendendo spunto dall'articolo di Valeria Abate su L'Espresso, "Va di moda uccidere le donne", vorrei proseguire sul tema, aggiungendo il capitolo mancante: quello sulla sottrazione dei figli alle madri vittime di violenza familiare.

E' un fatto ormai noto  e ratificato anche da una risoluzione del CSM , che le indagini sulle violenze familiari e gli interventi successivi sono pieni di falle.  Questo comporta che la donna a volte è meglio che subisca in silenzio le violenze del partner, altrimenti rischia di vedersi portare via i figli da una  "squadra catturandi" inviata dalla questura su ordine del Tribunale dei Minori .

Diversi casi simili sono finiti sui giornali, altri restano nell'ombra, ma tutti sappiamo che sono moltissime le donne a cui viene sconsigliata la denuncia, perchè "potrebbe essere presa come una ripicca nei confronti del coniuge" o perchè "è difficile da dimostrare",  o perchè "potrebbe comportare l'allontanamento dei minori con conseguente loro collocamento in casa famiglia", in attesa che terminino tutte le varie cause.

In pratica potrebbero volerci degli anni, e se una donna non ha la forza economica per sostenere le cause, è destinata a soccombere. Così, alla violenza fisica si aggiunge una inaudita violenza psicologica che minerà anche l'equilibrio dei figli. Conosco donne che sopportano in silenzio da 12 anni le violenze psicologiche e fisiche dei partner, per il terrore che a rimetterci siano i figli. In molti casi, però, le donne trovano il coraggio di denunciare lo stesso il partner, e contestualmente, iniziano la causa di separazione.

Ma cosa succede a questo punto? Che i due procedimenti, quello per le violenze e quello per la separazione, viaggiano su due binari distinti, come se l'uno non sapesse nulla dell'altro. E alla fine, la sorpresa è che talvolta i figli vengono affidati al padre violento, quello di cui la donna è stata vittima magari per anni. Un caso recente è quello di Ginevra Amerighi  alla quale è stata sottratta la figlia di 18 mesi. Nonostantel'ex marito  avesse precedenti penali per lesioni e maltrattamenti e la pendenza di procedimento penale a suo carico dinanzi al Tribunale penale di Roma per lesioni e maltrattamenti perpetrati nei confronti della signora  anche durante la gestazione, il tribunale dei minori ha affidato a lui la bambina.Il caso è stato oggetto di una recente interrogazione parlamentare.

Questo implica anche che i tribunali dei minori ignorano, solo per citare alcuni esempi, che la crescita e lo sviluppo dei bambini piccoli è strettamente connessa alle cure materne; le carezze materne, infatti, sviluppano l’ormone della crescita e stimolano l’ipotalamo mentre quelle paterne no o, almeno, non ancora… . Per evitare questo abominio, nel 2010 l’associazione Differenza Donna, il CSM nella persona del consigliere Fabio Roia e altri soggetti hanno sottoscritto un protocollo che prevede la comunicazione fra procure e tribunali dei minori in caso di richiesta di affidamento o collocamento dei figli nelle separazioni conflittuali, in modo da evitare che per un tribunale qualcuno risulti un santo e per un altro un delinquente incallito. Siamo a febbraio 2012 e mi pare che questo protocollo sia stato purtroppo ignorato.

Le donne vengono uccise talvolta da sole, altre volte insieme ai figli, e altre ancora muoiono a poco a poco per le vessazioni di un sistema giudiziario che, anche a causa di teorie pseudoscientifiche sulla psicologia femminile, non ha ancora individuato un modello di intervento vincente nel tutelare donne e minori vittime di violenze in famiglia. A volte la verità è così semplice da diventare pericolosa ed è per questo che in tutto il mondo fioriscono ogni giorno nuove teorie che incauti operatori della giustizia fanno proprie, senza sapere neppure da dove provengano nè quale sia il fine della loro promozione.

La violenza è semplice, tangibile, facile da vedere e verificare. Se, però, le vittime finiscono così spesso per passare dalla parte della ragione a quella del torto, allora il problema italiano non riguarda più la giustizia, ma la nostra coscienza ed integrità morale.

Autore Roberta Lerici- www.bambinicoraggiosi.com 18 febbraio 2012