MALTRATTAMENTI A SCUOLA: 20 BAMBINI "SCIOPERANO" CONTRO LA MAESTRA VIOLENTA

 

Note di Roberta Lerici

Istituto Comprensivo Borsi, Milano: ennesimo caso di maltrattamenti a scuola, ed ennesimo caso in cui la scuola non si muove se non di fronte ad una protesta estrema di genitori e scolari.La paura, però, è che visto che la maestra violenta ha chiesto il trasferimento, finisca in un'altra scuola a maltrattare altri bambini. I nomi delle maestre violente, infatti, spesso non vengono pubblicizzati, e se non vengono condannate per reati gravissimi, nessuno saprà mai chi sono. Continuano tranquillamente ad insegnare le maestre condannate  a sei mesi per abuso di mezzi di correzione.Hanno traumatizzato i loro alunni, ma con una condanna a sei mesi e la non menzione, possono continuare indisturbate  a traumatizzarne altri, perchè la scuola non si libera mai di loro.Di seguito l'articolo sul caso del Borsi di Milano.

Venti bambini disertano le lezioni "La nostra insegnante ci maltratta"

La protesta all'istituto milanese Borsi. La maestra, una donna di quarant'anni, è accusata di proibire agli scolari di andare in bagno e di "spingerli spesso con forza fino a farli cadere"

di FRANCO VANNI Venti bambini disertano le lezioni "La nostra insegnante ci maltratta" Domani 20 dei 23 bambini di una seconda elementare dell’istituto comprensivo Borsi non saranno in classe. Lo «sciopero delle lezioni» è stato deciso dai genitori, che si dicono pronti a tenere a casa i figli «fino a quando la maestra di matematica non sarà sostituita». In un esposto presentato al provveditorato il 20 dicembre scorso, mamme e papà denunciano «comportamenti aggressivi sia a livello psicologico che fisico» da parte dell’insegnante nei confronti dei bambini di 7 anni.

Nella lettera si segnala come la donna «proibisca agli scolari di andare in bagno» e li punisca «spingendoli con forza, fino a farli cadere contro banchi e armadi» oppure «stortando loro le braccia». Secondo quanto riportato dal documento consegnato all’ufficio scolastico provinciale di via Ripamonti, «alcuni bambini sono presi di mira in senso negativo tanto da farli sentire “diversi” e umiliati». Il riferimento è al trattamento che l’insegnante avrebbe riservato a uno studente di colore a cui — secondo il racconto concordante di diversi genitori — più volte sarebbe stata requisita la merenda all’intervallo, con pretesti disciplinari sempre diversi.

La preside della scuola in via Viscontini — ai margini del parco Trenno, in zona via Novara — dopo avere ricevuto nelle scorse settimane le segnalazioni dei genitori, ha ora deciso di prendere provvedimenti. «Senza entrare nel merito della fondatezza delle accuse rivolte alla maestra, che non ci compete — dice Mari Fuduci, la dirigente dell’istituto — abbiamo provveduto a fare in modo che gli studenti da domani non debbano più incontrarla, per ripristinare un clima sereno in classe». Sarà il provveditorato a decidere nei prossimi giorni eventuali interventi disciplinari nei confronti dell’insegnante. La preside non dice se la scuola abbia o meno avvisato la Procura della Repubblica o le forze dell’ordine delle segnalazioni dei genitori.

A mettere in allarme le mamme sono stati i comportamenti dei bambini. Sette di loro, «accampando mal di pancia e altri disturbi», già dai primi giorni di lezione avevano cominciato a chiedere di potere lasciare la classe durante le ore di matematica. «Molti dei nostri bimbi faticavano a dormire e non volevano più andare a scuola — racconta un padre — la spiegazione era per tutti la stessa: avevano paura della maestra».

Quando i genitori hanno chiesto ai figli di riferire nel dettaglio cosa succedesse in classe, i piccoli hanno cominciato a raccontare. Bambini costretti a indossare il giaccone per tutte le ore di lezione, perché avevano osato lamentarsi del freddo in aula. Piccoli a cui l’insegnante, in più occasioni, ha dato spinte forti al punto da farli cadere in terra o contro i banchi. Ragazzini a cui è stato ripetutamente impedito di andare in bagno. «La cosa che più ferisce — dice una mamma — è che a essere vessati sono stati soprattutto i ragazzini più fragili, con situazioni familiari difficili». Il 25 ottobre scorso i genitori hanno informato della situazione la vicepreside in un’assemblea di classe straordinaria, ma a loro dire «nulla è cambiato». Le segnalazioni di violenza nelle settimane successive si sono anzi fatte più intense. Le famiglie hanno allora incontrato la preside per due volte, l’ultima il 15 dicembre, «ma anche in questo caso non è seguito alcun intervento concreto da parte della scuola». Ora, con l’annunciato sciopero delle lezioni, qualcosa si muove.

«Quello che ci preoccupa — dice una mamma — è che l’insegnante in futuro venga spostata in un’altra scuola e che continui a comportarsi con altri bambini come ha fatto con i nostri». La maestra, di origini siciliane, avrebbe infatti presentato una richiesta di trasferimento. (LA REPUBBLICA 08 gennaio 2012)