Abusi sui minori in comunità: "Al Forteto ci processavano e il profeta abusava di noi"

 

L'INCHIESTA

Le denunce delle vittime che accusano il fondatore della Cooperativa, Rodolfo Fiesoli, arrestato con l'accusa di violenza sessuale Da bambino, non aveva ancora compiuto dieci anni, aveva subìto abusi sessuali da parte di un amico di famiglia e da un parente al quale la madre l’affidava spesso. Quel ragazzo, oggi 24 anni, è stato per 12 anni al Forteto, affidato a una famiglia, insieme al fratello più piccolo.

Nel gennaio 2011 è il primo a mettere nero su bianco anni e anni di sofferenze dentro quella struttura che doveva essere «il porto sicuro in cui lenire le proprie ferite» — come scrive il gip Paola Belsito nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto del fondatore della comunità, Rodolfo Fiesoli, 73 anni — e che invece si è rivelato un inferno.

Esce davvero di tutto dall’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo, coordinati dal procuratore capo, Giuseppe Quattrocchi, e dall’aggiunto Giuliano Giambartolomei. Il ritratto, fatto dal gip, dell’uomo che si faceva chiamare «il profeta» è spietato: un uomo animato da «smania di potere, interessi personali, egocentrismo, mancanza di rispetto, se non disprezzo per gli altri e i loro sentimenti, accompagnato da un forte senso di sè, che lo ha portato a paragonarsi a Dio in terra e al profeta», protagonista di «costrizioni, vessazioni, abusi, offese, umiliazioni, soprusi, se non addirittura sevizia e violenza di tipo fisico e psichico».

Il racconto del ragazzo che ha fatto scattare l’indagine è preciso: quando, nel dicembre 2008, in preda a una crisi personale, lui voleva scappare dal Forteto, Fiesoli tentò di abusare di lui nella sua camera da letto. «Faceva leva sulle mie paure e debolezze, cercando di convincermi che i gesti di affetto ambigui erano gesti normali e che non c’era nulla di male.

Vi era un tentativo di manipolare la mia coscienza, diceva che era arrivato il momento di affrontare i problemi legati alla materialità e al corpo. Al mio rifiuto Fiesoli ha cominciato a dire che non volevo affrontare i problemi, che non mi fidavo di lui, facendomi sentire terribilmente in colpa». Dopo un mese confidò ad alcune persone le violenze che avvenivano al Forteto. Uno di loro disse che «le sue iniziative andavano accettate per fede, perché ci si doveva credere e che il Fiesoli non provava piacere nel fare certe cose ma perché i ragazzi potessero affrontare l’omosessualità che si portavano dentro».

Le parole delle undici vittime — assistite dall’avvocato Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’infanzia — incrociate con quelle di altri testimoni, raccontano un luogo chiuso e impenetrabile. Se qualcuno prova a scappare si fa leva sui sensi di colpa, se qualcuno prova a ribellarsi finisce nella rete dei cosìdetti «chiarimenti». Che funzionavano così: «Ti mettono seduto, ti viene contestata una cosa e tu devi stare lì a spiegare. A volte stavamo ore per giustificarci. Per poter superare il tutto gli dicevamo quello che si volevano sentir dire». Si parla di «lavaggi del cervello» per mettere le vittime contro i genitori, per accusare i parenti di nefandezze o violenze sessuali (che hanno portato alla condanna di una madre di una delle vittime). Nelle parole delle vittime quello è un universo chiuso, fatto di amori omosessuali imposti e regole rigide.

«Una volta che entri lì dentro, il mondo fuori non esiste più», racconta un’altra vittima. E poi i soprusi, anche di fronte agli occhi degli altri. Come quando una persona si permise di dire che non votava a sinistra: non andava bene. «Sono tutti fatti da accertare.

Credo che la difesa sarà in grado di dimostrare che quelle accuse non siano vere», spiega l’avvocato Lucia Mininni che ieri è andata a trovare Fiesoli in carcere ma che probabilmente rinuncerà all’incarico. Sarà Lorenzo Zilletti a difenderlo. Domattina l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Simone Innocenti Antonella Mollica 22 dicembre 2011

 http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2011/22-dicembre-2011/al-forteto-ci-processavano-profeta-abusava-noi-1902625436813.shtml