Scuola Baccarini, protesta: spazi sottratti alla materna per destinarli alla caserma

 

La protesta Spazi tolti ai bambini per darli ai soldati Lo strano caso della scuola "Baccarini" Scuola Baccarini

 I genitori occupano la materna di via Sforza: la caserma "Medici" restituisca la palestra ai nostri bambini costretti a fare ginnastica in un sotterraneo. E lanciano l'allarme: le 15 caserme dismesse che stanno per essere vendute, siano destinate a spazi di pubblica utilità. La richiesta di un tavolo di trattativa al sindaco Alemanno. Il sostegno alla battaglia di Nieri (Sel) e Foschi (Pd)

Spazi sottratti alla scuola materna per destinarli alla caserma.

Accade nel centro di Roma, accade alla scuola materna “Alfredo Baccarini” dove i genitori hanno aperto una vertenza molto importante nei confronti del Comune di Roma per chiedere la restituzione della palestra e di alcuni spazi che le sono stati tolti per destinarli alla caserma “Giacomo Medici” che è attaccata all’edificio. Si tratta di una diatriba che va avanti da qualche anno, infatti, come spiegano le mamme e le maestre “la palestra apparteneva alla scuola e negli anni cinquanta venne data alla Caserma. Qualche anno fa sono state mandate delle richieste al Comune affinché venisse restituita alla scuola ma non ci sono state risposte”.

E che oggi ha portato all'occupazione simbolica di via Sforza, dove si trova la scuola.

L'OCCUPAZIONE - Il problema è serio, infatti, nella scuola a parte le aule non ci sono spazi di socialità: i bambini fanno ginnastica e attività sportive in un seminterrato, una stanzetta dove non arriva la luce e in più manca la mensa. “C’è uno spazio adibito a refettorio, ma è molto piccolo e siamo costretti a fare tre turni per far pranzare i bambini, alcune classi devono aspettare le 14 per il loro turno, non è accettabile”, afferma una maestra.

Proprio per portare avanti questa battaglia, oggi pomeriggio il Coordinamento dei genitori e il Comitato per l’uso pubblico delle caserme hanno organizzato un’occupazione festosa di via Sforza, dove si trova la scuola, davanti alla caserma, durante la quale i bambini hanno giocato a basket, portando così in strada la palestra che non hanno. Fabio Bonanno del Comitato per l’uso pubblico delle caserme, durante questa iniziativa, ha spiegato: “Oggi siamo qui per promuovere questa vertenza, in cui chiediamo che alcuni spazi, tra cui la palestra, vengano immediatamente restituiti alla scuola, per permettere ai bambini di fare attività sportive in un posto consono e sicuro e di poter avere anche uno spazio decente dove mangiare.

Ma il problema non si ferma qui – prosegue Bonanno – questa scuola rappresenta un caso specifico, ma bisogna sapere che il 28 ottobre del 2010 è stata approvata dal Comune di Roma la delibera numero 8, che prevede un protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa per la vendita di 15 caserme dismesse. Noi, come Comitato chiediamo che queste caserme non siano vendute, ma siano destinate al pubblico che ne possa usufruire a seconda delle esigenze”. In tempi di crisi, dunque, il Comune di Roma cerca di svendere buona parte del patrimonio pubblico per far cassa, non tenendo in considerazione le richieste dei cittadini.

IL SOSTEGNO DELLA POLITICA - All’iniziativa di oggi, che si è tradotta in una festa dove i bambini giocavano e cantavano insieme “ridateci la nostra palestra”, hanno partecipato anche esponenti dei partiti, come Emiliano Monteverde, rappresentante del Pd Esquilino che a Paese Sera ha spiegato: “Il fatto che a questa scuola sia negato il legittimo accesso alla palestra è grave e dobbiamo aggiungere che, nel quartiere dell’Esquilino, manca del tutto una palestra popolare.

Dobbiamo bloccare la vendita delle caserme e insistere perché il Sindaco permetta che siano destinate ad un uso pubblico e sociale”. La politica oggi non s’è fatta attendere, infatti a portare la loro solidarietà è arrivato in via Sforza anche Luigi Nieri (Sel) che sulla faccenda ha dichiarato: “Questa vertenza è una dimostrazione del fatto che ci sono molti luoghi nella città che sono risorse preziose e venderle è un atto scellerato. Le caserme in tutta la città potrebbero essere un polmone sociale, utili a tutti i cittadini”.

Insieme a lui Enzo Foschi(Pd), che ha aggiunto: “Questa faccenda va risolta col buonsenso, ci troviamo di fronte alla legittima esigenza della scuola di avere una palestra e un refettorio a norma”. Quando qualche settimana fa c’è stato il nubifragio che ha mandato in tilt la città, la scuola è stata chiusa perché si è allagata, “entrava acqua dalle finestre che sono vecchie” ha dichiarato Bonanno.

IL CASO DELLE 15 CASERME - Dunque il Comitato per l’uso pubblico delle caserme e il Coordinamento dei genitori della scuola Baccarini in questa vertenza sono uniti e chiedono “che la palestra e gli spazi necessari vengano restituiti alla scuola e che la vendita delle 15 caserme dismesse si blocchi subito, facendo si che diventino spazi di cui i cittadini possano usufruire. Per questo chiediamo un tavolo di trattativa con il Sindaco, il presidente del I municipio e il prossimo ministro della Difesa”. di Gianluca Palma

 http://www.paesesera.it/Societa/Spazi-tolti-ai-bambini-per-darli-ai-soldati-Lo-strano-caso-della-scuola-Baccarini