Pediatra Pedofilo, Claudio Foti: una malattia nulla toglie al danno procurato alle vittime

Pedofilo perchè ha un tumore? Anche se così fosse, nulla toglie al danno patito dalle vittime Graziano Guerra, Presidente S.o.s. Infanzia Onlus - Sul caso del pediatra pedofilo si legge oggi anche questo titolo:Vicenza, il pediatra pedofilo ha un tumore al cervello: "Per questo abusava delle bimbe"

Dopo la sconfitta nazista le popolazioni tedesche attorno ai lager, prima di essere costrette con la forza dalle truppe americane a visitarli, pensavano che i forni crematori fossero un'invenzione. E' arduo pensare cosa può fare un adulto ad una bambina che egli può controllare in ragione del suo potere o del suo legame, sia esso affettivo, professionale o istituzionale, usando diverse strategie. Vorremmo pensare che fosse un disadattato, un emarginato, magari un extracomunitario.

Quando però le statistiche ci dicono che nella stessa percentuale ci sono laureati e analfabeti nella categoria degli abusanti per i primi si cercano attenuanti di qualsiasi tipo, quasi a volere allontanare l'idea che possa essere possibile una simile realtà. Il caso del pediatra presunto pedofilo ha creato una nuova attenzione dei media e dell'opinione pubblica al fenomeno della pedofilia. Si ripropongono vecchi e nuovi interrogativi. Chi sono i pedofili e che cos'è la pedofilia? E' possibile che persone ritenute stimate ed ineccepibili sia moralmente che professionalmente siano dei mostri?

Non è facile affrontare e chiarire la complessità del problema in poche righe o nella velocità che la comunicazione mediatica impone. I pedofili tendono ad essere percepiti e rappresentati dalla comunità in forme deformanti e distorte. Ma il pedofilo non è un mostro, anche se fa cose mostruose. Non è un orco, anche se aggredisce la speranza, la fiducia, la capacità di amare di un bambino, anche se gli sporca l'anima, più ancora del corpo. Il pedofilo non è un soggetto diverso da noi, dal comportamento strano, con la faccia da squilibrato. Frequenta i nostri ambienti, ha un viso familiare.

Dai nostri monitoraggi (2005 a Vicenza 2007 a Treviso), su 2000 studenti monitorati, è emerso che è un parente, il vicino di casa, l'amico di famiglia, il professionista, l'educatore, l'allenatore sportivo, che sa conquistarsi la fiducia della famiglia e sa individuare il bambino da sedurre e da manipolare, lo sa, purtroppo, con grande astuzia ed intelligenza criminale.

Il dott. Claudio Foti, noto psicoterapeuta esperto in materia afferma: Sul piano pratico, sgonfiato rapidamente il clamore massmediologico sulla Pedofilia, transitata l'opinione pubblica dalla Grande Indignazione al Grande Silenzio sul tema (cfr. U. Galimberti, "Il pericolo del silenzio" in la Repubblica, 30 settembre 2000 pp. 1-15), pedofili gentili e sadici, consumatori della pornografia su Internet, genitori incestuosi, clienti di prostitute e prostituti minorenni sul piano nazionale ed internazionale - soprattutto se appartengono a ceti economicamente garantiti e capaci di negoziazione sociale e politica - tornano tranquillamente a disporre di solidarietà diffuse e di validi alleati: avvocati pronti a dimostrare che l'abuso non può essere provato, psicologi pronti a sostenere che l'abuso è una fantasia inconscia delle bambine, giudici pronti a concludere che un padre di famiglia così perbene non può essere incriminato, insegnanti, educatori e pediatri che rifiutano di segnalare

 

 

 

 

 

 

 

indicatori evidenti di abuso sessuale, intellettuali pronti a teorizzare che la pedofilia, se è gentile ed altruistica, va depenalizzata, politici pronti ad affermare che i clienti delle prostitute non si toccano, tour operator che colludono con la promozione di avventure turistico-sessuali, ecc... Siamo certi che in ragione della gravità di questi orrendi delitti tutti gli adulti vorranno essere più informati e correttamente educati su queste tematiche.

Oltre il clamore, la giusta rabbia ed il doveroso sdegno, ci auguriamo che dal male possa nascere anche il bene, divulgando adeguate conoscenze su un fenomeno ancora largamente sommerso e sconosciuto. Conferenze, incontri aperti a tutta la cittadinanza, approfondimenti nelle scuole di ogni ordine e grado, ascolto di testimonianze per capire le dinamiche dell'abuso. Se tra coloro che raccolsero la segnalazione su simili sospetti sullo stesso pediatra, già anni fa, ci fosse stato un contesto di adeguato ascolto, possibile con idonea formazione, forse, oggi non ci troveremo a discutere su simili interrogativi.

La solidarietà da parte nostra va sicuramente in primis alle vittime innocenti e ai loro familiari, auspicando la sacrosanta necessità di dare giustizia ed adeguato riconoscimento della verità a chi ingiustamente ha patito la follia umana della perversione. Dimostrare che sia causata o meno da una malattia al cervello forse può essere un interesse degli adulti, alle piccole vittime immaginiamo non importi assolutamente niente. E quest'ultimo, come cita la legge, si chiama "interesse superiore del Bambino".

Affaritaliani.libero.it

Vicenza, il pediatra pedofilo ha un tumore al cervello: "Per questo abusava delle bimbe"

Giovedì, 27 ottobre 2011 - 09:28:02 Nove vittime, nove bambine toccate nelle parti intime, abusate dal pediatra accusato di pedofilia, Domenico Mattiello, noto specialista di Vicenza. Oltre alle sei bambine già individuate dalla procura, ce ne sarebbero almeno altre tre.

IL VIDEO DEGLI ABUSI - C'è un video choc di oltre venti minuti nei quali il pediatra di 64 anni tenta di abusare ripetutamente della piccola vittima. Lo ha recuperato il perito Doraldo Santagiuliana tra i file che il medico arrestato la scorsa primavera per violenza sessuale continuata su alcuni pazienti aveva cancellato sul suo pc.

La mania di riprendersi mentre insidiava sessualmente le piccole vittime era una prerogativa di Mattiello, il quale attualmente si trova agli arresti domiciliari in attesa del processo. "Anche in questo caso - confessò Mattiello, assistito dai suoi legali Lino Roetta e Marilena Gasparella, il 24 giugno al sostituto procuratore Barbara De Munari - ho ripreso la mia attività. Ho conservato il video che ho riguardato e poi l'ho cancellato. Non sono in grado di indicare per quale motivo ho utilizzato la macchina fotografica. Dopo la prima volta l'impulso della ripresa è sempre stato unito a quello del contatto con le bambine".

UN TUMORE AL CERVELLO - Ma c'è di più. Il dottore ha un tumore al cervello. E i medici non escludono possa aver influito sul comportamento del pediatra: la collocazione del cancro potrebbe infatti aver alterato il comportamento del dottore e influenzato anche la libido. L'insorgenza della malattia, scrive il Corriere Veneto, risalirebbe ad un anno e mezzo fa in coincidenza con i casi di molestie. Un elemento che potrebbe essere utilizzato dalla difesa. L'avvocato Lino Roetta, che assiste il pediatra, ha depositato negli uffici del gip l'istanza per la sospensione della misura cautelare ( Mattiello è ai domiciliari) per consentire al dottore di sottoporsi all'intervento chirurgico in programma per metà novembre. Se i comportamenti del medico fossero stati influenzati o addirittura scaturiti dall'alterazione del normale funzionamento del cervello, le sue azioni potrebbero essere considerate involontarie e incontrollabili. Situazione che potrebbe cambiare completamente la posizione giudiziaria del pediatra, arrestato a giugno mentre abusava di una bambina durante una visita ambulatoriale in un asilo di Vicenza.

Era stato quindi portato in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età delle pazienti e dal luogo (scuola e ambulatorio) dove erano avvenuti gli abusi. Sei casi di cui il pediatra deve rispondere. Il medico, il giorno in cui è stato fermato dagli uomini della Mobile di Vicenza, aveva acceso una telecamera per riprendere l'abuso. Per questo il pm Barbara De Munari aveva ordinato il sequestro di tutti i supporti informatici e videocamera in possesso del medico. Il pubblico ministero aveva affidato ad un consulente, Doraldo Santagiuliana, l'incarico di estrapolare tutti i file contenenti immagini. Il perito ha trovato circa 250 file, corrispondenti a 50, 60 foto, non tutte a sfondo sessuale.

LE BUGIE DEL PEDIATRA - Di fatto, quello che ormai è certo, è che Mattiello ha detto un sacco di bugie. È emblematica la risposta che il noto professionista diede al pm De Munari quando gli chiese se sul materiale informatico sequestrato dagli agenti del vicequestore Michele Marchese ci fossero altri video o fotografie. "No, assolutamente, non ci sono altre foto o video - afferma l'indagato -. Ci ho pensato tanto ed ho voluto indicare anche quando è stato il primo episodio che non mi sono ricordato con il giudice". Quattro mesi dopo la realtà è molto diversa. Nei ben 258 file che contengono decine e decine di fotografie di interesse processuale e video si prova inequivocabilmente la perversione alla quale era arrivato il medico.

CITTA' SOTTO CHOC - Oltre a una città sconvolta perché il medico era molto noto in città, sotto choc sono soprattutto i famigliari delle piccole vittime, che si sono affidati agli avvocati Raffaela Di Paolo, Ferdinando Cogolato, Rosanna Pasqualini ed Ennio Rancan, siano rimasti sconvolti quando hanno appreso che il comportamento del pediatra pedofilo, arrestato dalla polizia in flagranza di reato all'asilo nido Cariolato di Bertesinella dove prestava servizio, era molto più pesante di quanto già ci si attendeva in base alla sua confessione. Ma Domenico Mattiello, secondo la difesa, è una persona malata che ha bisogno di cure.