PEDOFILIA, VICENZA BLINDA GLI ASILI: PROVVEDIMENTO INUTILE E PERICOLOSO

di Roberta Lerici

A Vicenza, dopo il caso del pediatra pedofilo MATTIELLO, il Comune ha stilato un codice di comportamento che prevede norme rigide per gli ingressi degli estranei nei nidi e nelle scuole materne. Ma cosa c'entrano gli estranei con il caso Mattiello, se il pediatra era a tutti gli effetti un interno negli asili? Leggiamo che le nuove regole pensate dall'amministrazione di Vicenza, prevedono che le visite pediatriche vengano effettuate non più all'interno degli asili, ma negli ambulatori del distretto e che i bambini non debbano mai essere lasciati soli dal personale docente.

Benissimo, ma sarebbe bastato che i bambini non fossero lasciati soli durante le visite all'interno degli asili, o che il personale scolastico che negli anni ha lavorato nelle strutture assegnate al pediatra, si fosse interessato di quanto avveniva durante le visite mediche.Ma, incredibilmente, nessuno in tanti anni si è mai accorto di nulla. Dunque, quando emerge un caso grave come quello del pediatra Mattiello, non è certo blindando gli asili che si possono prevenire futuri casi di pedofilia, ma cambiando radicalmente l'approccio alla tutela dei minori. Leggiamo ancora che ai genitori "verrà impedito l'ingresso fuori orario nei nidi".Ci domandiamo, quindi, in che modo impedire la presenza fuori orario dei genitori possa prevenire la pedofilia. Un'altra delle nuove regole vicentine prevede il divieto di ingresso negli asili agli estranei. Provvedimento giustissimo, ma in tutti gli asili in cui si sono verificati casi di abusi o maltrattamenti, non sono mai stati gli estranei ad essere sotto accusa, ma le maestre, i bidelli, i dirigenti scolastici e, appunto, i pediatri.

Dunque, è paradossale che, una volta assodato che i pericoli per i bambini provengano dall'interno, si prendano provvedimenti tutti rivolti all'esterno.Non è chiudendo gli asili che si tutelano i bambini, ma rendendoli trasparenti, aperti ai genitori e senza segreti. I bambini, inoltre, si tutelano svolgendo regolari controlli all'interno delle strutture da parte delle istituzioni, installando webcam attraverso le quali i genitori possono seguire di tanto in tanto i loro bambini dai computer di casa (come avviene in tanti paesi esteri da anni), assicurandosi che gli asili convenzionati con i comuni abbiano tutti i requisiti di legge per operare, e che i loro titolari e il personale impiegato abbiano i titoli di studio idonei.

In molte regioni italiane, infatti, a chi apre un asilo nido non è richiesto neppure il certificato penale: paradossalmente anche un condannato per pedofilia potrebbe aprirne uno, senza che qualcuno se ne accorga. A Roma, il sindaco Alemanno ha ampliato le convenzioni con i nidi privati, in quanto meno costosi: non si è domandato, il sindaco, come mai il costo sia inferiore nei privati? Non si è chiesto se anche la qualità e il personale impiegato siano inferiori? Attualmente sono tanti i processi aperti per maltrattamenti e pedofilia negli asili.L'ultimo, in ordine di tempo, è il caso dell'asilo di Coperchia, nel salernitano, in cui gli indagati per pedofilia sono addirittura 11.

Questi 11 indagati sono tutti impiegati nello stesso piccolo asilo: cosa si è fatto o si sta facendo per evitare che casi come questo, o come quello dell'asilo Cip e Ciop di Pistoia, o di Casarile, o di Rignano, o di Pinerolo, Conselice, Fasano, Feltre, Vallo della Lucania, e tanti altri non si verifichino più?

Di seguito, un articolo sui provvedimenti presi a Vicenza.

Nuove regole anti-pedofilia: asili blindati

DOPO IL CASO MATTIELLO. Il Comune ha stilato un codice di comportamento che prevede norme rigide per gli ingressi degli estranei nei nidi e nelle scuole materne Tra le novità: visite pediatriche all'interno del distretto sanitario Vietato l'accesso dei genitori fuori dagli orari prestabiliti ALESSANDRA MORETTI 04/09/2011 Visite mediche fuori dagli asili e dalle materne comunali. A tre mesi dalla terribile vicenda che ha avuto come protagonista il pediatra Domenico Mattiello, 64 anni, accusato di pedofilia, scattano i primi provvedimenti dell'amministrazione volti a tutelare il mondo delle scuole. Da qui in avanti i controlli sui bambini, che fino allo scorso anno scolastico avvenivano all'interno della struttura, saranno effettuati nei distretti sanitari. Una decisione «necessaria - afferma l'assessore all'istruzione Alessandra Moretti - dopo quanto accaduto ad inizio estate. I bambini non devono essere lasciati soli».

INTESA. Il provvedimento - che sarà licenziato tra pochi giorni - è frutto di un protocollo d'intesa avviato dal Comune con l'Ulss 6 e coinvolgerà quasi 2000 bambini. Sono 650 gli iscritti agli asili nido comunali, mentre 1240 quelli che frequentano le materne. «Le normali visite mediche - spiega Moretti - non dovranno più essere effettuate all'interno della scuola; saranno svolte in distretto». Un cambiamento che non comporterà modifiche alle figure professionali che operano accanto ai bambini delle strutture scolastiche. «Rimarrà il pediatra, cosiddetto di comunità, che opererà all'interno delle scuole - continua l'assessore - ma si limiterà a seguire le questioni generali come la nutrizione o le malattie più diffuse».

SCUOLE BLINDATE. Ma non è finita qui. Oltre a spostare le visite mediche all'interno dei distretti, l'amministrazione ha deciso di mettere i lucchetti - metaforicamente - ai cancelli delle strutture. L'assessore Moretti con il dirigente Silvano Golin ha siglato il "Codice di comportamento del personale per l'ingresso di persone estranee". Una serie di regole che dovranno essere rispettate dal personale degli 11 asili nido e dalle 16 scuole materne comunali. «Alcune norme - specifica l'assessore - erano già praticate ma è stato deciso di metterle per iscritto migliorando il sistema di accesso». ESTRANEI. L'accesso alle strutture scolastiche sarà vietato agli estranei, salvo autorizzazione del dirigente. La richiesta d'ingresso dovrà essere inviata con 5 giorni di anticipo via fax o mail. Stop anche ai genitori, che non potranno entrare all'interno della struttura fuori dagli orari prestabiliti. Inoltre, se non saranno loro a prelevare il proprio figlio, potrà presentarsi solamente chi è stato delegato ad inizio anno. «Perché - aggiunge Moretti - la scuola non è un supermercato dove si va e viene quando si vuole. Da parte dei genitori ci vuole responsabilità». Sarà infine predisposto un registro dove si segnerà nome, cognome e orario di entrata della persona estranea.

MONITORAGGIO. Regole ferree anche all'interno della scuola. «I bambini non dovranno mai essere lasciati soli», assicura Moretti. Gli alunni saranno «sempre» seguiti dai docenti. «Sia quando saranno dal pediatra all'interno della scuola - prosegue - sia quando ci sarà un "esperto" a supporto dell'attività didattica». Il provvedimento coinvolge anche i genitori che durante le riunioni con gli insegnanti dovranno «tenere i figli accanto a sé». Nicola Negrin