Pisa, violenze all'asilo: genitori chiedono installazione telecamere

 Le violenze all'asilo, i genitori chiedono l'installazione obbligatoria di telecamere

PISA - Il quadro che emerge dalle indagini condotte dai Carabinieri di Pisa e che questa mattina hanno portato all'arresto di Sonia Ori, 58 anni, originaria di Sillano in Garfagnana ma residente sotto la Torre pendente, accusata di maltrattamenti verso i bambini dell'asilo in cui lavorava, si fa sempre più inquietante. Le viokenze avrebbero avuto inizio prima dello scorso anno scolastico ma le indagini dei carabinieri, condotte anche attraverso microspie e telecamere, hanno avuto origine nell'ottobre scorso a seguito della denuncia presentata da un'addetta alla mensa dell'asilo. Gli episodi contestati alla donna sono 19 (vedi articolo e video)

Il Comune ha sià sospeso dal suo incarico l'educatrice e avviato le stesse procedure nei confronti di due colleghe che lavoravano nella stessa sezione e he sono state riprese dalle telecamere mentre assistevano senza reagire alle violenze fisiche e psicologiche sui bambini, fra i quali c'è anche un piccolo disabile. L'hanno difesa fino all'ultimo - ha raccontato una delle mamme che hanno partecipato a un'assemblea pubblica organizzata dal Comune - Anche stamani la colleghe dell'educatrice hanno detto che era senza macchia e che è soltanto vittima di qualcuno che la vuole rovinare" Gli inquirenti hanno comunque appurato che, in altre occasioni, la stessa maestra sarebbe stata oggetto di critiche e osservazioni da parte dei colleghi e che, in una di queste, avrebbe risposto: "Mi rendo conto che il mio atteggiamento non è consono...se ci fosse stata una telecamera mi avrebbero arrestata.

Violenze negli asili: le strane valutazioni della senatrice Puglisi

Note di R. Lerici

Fermo restando che rigorosi controlli nelle scuole sarebbero auspicabili, (visto che si continua a trascurare il tema " telecamere"), la lettura di alcune di queste dichiarazioni mi ha lasciato senza parole. Informo comunque la senatrice Puglisi che i casi di maltrattamenti negli asili, nelle scuole materne e alle elementari, sono centinaia. Parliamo, quindi, di una vera e propria emergenza, considerando anche che non tutti i casi arrivano a processo e solo una parte ha una rilevanza mediatica.

Mi sarei aspettata, inoltre, che ne "La Buona Scuola" si fosse pensato anche a mettere per iscritto ciò che non si può fare ai bambini. Sembra infatti che in molti casi si scambi l'educazione con la vessazione, il consiglio con l'imposizione, la comprensione con il terrorismo, la crescita con la sottomissione, la relazione con l'umiliazione, la cura con la violenza fisica, e l'insegnamento con l'asservimento. Vogliamo interrompere questa catene dell'orrore o preferiamo continuare a parlare di niente? Maltrattamenti negli asili: nuove regole in arrivo per tutelare i bambini

Violenze negli asili: le strane valutazioni della senatrice Puglisi

Arrivano nuove regole per tutelare i bambini negli asili e contrastare episodi come quello avvenuto nel Pisano, dove un’educatrice scolastica di 58 anni ha minacciato, insultato e punito ripetutamente bambini piccolissimi. “Con la legge delega puntiamo a colmare un vuoto”, spiega la promotrice del disegno di legge 1260, la senatrice Francesca Puglisi, che ha poi fatto confluire quel progetto nelle linee guida della Buona scuola.

Roma, materna Poggiali: condannata maestra che legava i bambini con lo scotch

 

Roma, 9 luglio 2013

Oggi il tribunale ordinario di Roma ha riconosciuto colpevole Maria Teresa Carrarini dei reati di maltrattamenti su minori ed abuso di mezzi di correzione, condannandola a due anni e due mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali. I fatti risalgono all’ottobre 2006 e furono denunciati dai genitori degli alunni della scuola materna Maurizio Poggiali, quartiere EUR, a Roma.

I bambini all’epoca dei fatti avevano tre, quattro e cinque anni. La maestra, riferirono i bambini, li puniva facendo un uso improprio dello scotch da pacchi “mortificandoli e punendoli in modo del tutto improprio e inadeguato, legandoli alla sedia con lo scocth o attaccando quest’ultimo in varie parti del loro corpo”.

I genitori esprimono profonda soddisfazione per il lavoro scrupoloso ed attento svolto dal giudice della IV sezione penale che oggi ha pronunciato la sentenza, al termine di un processo durato nel complesso più di sei anni. Pieno ascolto è stato dato alle parole dei bambini e dei consulenti del PM che nell’imminenza dei fatti avevano raccolto le deposizioni dei piccoli, e piena credibilità alle famiglie, che ringraziano per il supporto da sempre ricevuto durante la vicenda dalle Istituzioni.

La scuola, pubblica e privata, è un luogo in cui, ogni giorno, insegnanti e operatori svolgono con coscienza, dedizione e passione il proprio lavoro. Questa sentenza ci sembra tutelare proprio loro e i bambini da quanti, invece, agiscono diversamente.

Fonte: agenzie stampa

Note:

GIUSTIZIA MINORILE: LE LACRIME DI UN BAMBINO NON BASTANO PIU'

 

LE LACRIME DI UN BAMBINO NON BASTANO PIU'

Avv. Gerardo Spira

Del cosiddetto percorso protetto la legge non ne parla e nel DPR n. 616 del 1977 si parla in generale della materia dell'assistenza sociale affidata ai Comuni. La delega ne prevede la competenza disciplinare alle Regioni. Le leggi regionali, pur intervenendo sul tema dell'assistenza sociale, lo hanno trattato in via generale negli aspetti più marcatamente avvertiti, delegando ai Comuni l'organizzazione strumentale di supporto alle Istituzioni come la Magistratura.

Non troviamo alcuna disciplina riguardante la tutela del minore nei rapporti con la famiglia e con i genitori separati o divorziati. Troviamo invece molto approfondito l'argomento sui minori dalla legislazione internazionale e da quella Europea come: La Carta delle convenzioni internazionali, le direttive europee, la Carta di Noto, le linee guida del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, la Scheda dei diritti umani, leggi e documenti che insistono sull'obbligo di prestare ascolto al minore, di rispettare la sua personalità e i suoi diritti.

Milano, abusi alla materna: segretaria rinviata a giudizio

 Bambina di 3 anni subisce abusi dalla segretaria della materna

Bambina di 3 anni subisce abusi dalla segretaria della materna

La donna, durante il riposino dei bambini, toglieva la parrucca che porta abitualmente e, fingendosi un uomo, molestava la piccola. I genitori sono riusciti a scoprire cosa accadeva ed è scattata la denuncia Lo leggo dopo La segretaria di una scuola materna di Milano, M.B. di 54 anni, è stata rinviata a giudizio con le accuse di violenza sessuale e percosse nei confronti di una piccola di soli tre anni.

L'incubo per la bambina ha inizio nel luglio del 2011 quando, durante il 'centro estivo', su di lei si concentrarono le attenzioni della segretaria. La donna, che solitamente indossava una parrucca a causa delle cure che stava facendo contro un tumore, durante il consueto 'riposino' dei piccoli, si toglieva la parrucca e fingendosi un uomo prestava le sue particolari attenzioni nei confronti della bambina, accompagnate spesso da minacce e percosse.

A casa la piccola veniva spesso colta da crisi di pianto e da uno stato di inquietudine insospettendo i genitori che, pian piano, sono riusciti a farsi raccontare quanto accadeva. Il 2 agosto i genitori presentarono una dettagliata denuncia ai carabinieri che, dopo una lunga e articolata indagine, scoprirono quanto accadeva alla materna. La donna venne quindi iscritta nel registro degli indagati e ora è stata rinviata a giudizio. Fonte 

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