Brescia, abusi all'asilo Sorelli: il 9 ottobre comincia il processo di appello.

 

Il 9 ottobre 2008, prenderà il via il processo di appello per abusi sessuali  danno di 23 bambini che frequentavano l'asilo Sorelli di Brescia negli anni 2003-2004. Il processo di primo grado terminò il 6 aprile 2007 con l'assoluzione degli otto imputati (Sei maestre, un bidello e un sacerdote), ma la Procura riteneva i bambini credibili, i loro racconti veri e le perizie significative e per questo ha presentato ricorso contro quella sentenza.Nell'articolo che segue, una breve ricostruzione della vicenda e le motivazioni alla base del ricorso in appello. Due nuovi avvocati di parte civile sono nel frattempo entrati nel processo. Si tratta di Carlo Taormina ed Elena Zazzeri, vicepresidente dell'Unione Camere Minorili di Firenze.

Elena Zazzeri,  è l'avvocato di parte civile che ha rappresentato  in giudizio le famiglie di 17 bambini vittime di abusi sessuali in una scuola materna in provincia di Prato nel 1998. Il caso si è concluso nel 2004 con la sentenza della Cassazione che ha condannato un bidello a 9 anni di reclusione. (vedi: PEDOFILIA: PRATO, GENITORI 17 BIMBI ABUSATI DA BIDELLO CHIEDONO DANNI e Intervista Elena Zazzeri

  
Adelaide Pierucci EPOLIS 4 ottobre 2007

Scuola Sorelli. Giancarlo Tarquini ieri ha impugnato la sentenza di primo grado davanti alla Corte d'appello

Abusi all'asilo, nuovo processo.Il Procuratore Tarquini: "Troppe lacune"

L'accusa: nessun atteggiamento forcaiolo, sono necessari approfondimenti specifici

Nuovo processo sul caso dell'asilo Sorelli. Si va in appello. Il procuratore Giancarlo Tarquini ieri ha impugnato la sentenza di primo grado che assolveva dall'accusa di pedopornografia sei maestre, un bidello e un sacerdote chiedendo alla Corte d'appello la rinnovazione totale dell'istruttoria dibattimentale.
L'impugnazione della stessa sentenza da parte delle famiglie dei piccoli che sarebbero stati oggetto di abusi, invece, sarà formalizzata oggi, ultimo giorno utile per la richiesta.

<<SI TRATTA di una vicenda di estrema delicatezza - ha detto il procuratore -. E noi non condividiamo la sentenza di assoluzione pronunciata dal tribunale. È per questo che nel mio atto sottolineo la necessità di approfondimenti specifici che in primo grado sono mancati". Ma non solo. Tarquini parla anche della necessità di discutere un tema (che non specifica, ndr) "del tutto ignorato nel processo di primo grado" e dell'opportunità di "una dialettica processuale tra i consulenti sotto il profilo medico legale, assente davanti al tribunale". Del caso dei presunti abusi nell'asilo Sorelli si erano occupati i pm Fabio Guidi e Roberta Licci ..assegnata di recente in un'altra sede.., ma il procuratore ha deciso di firmare in prima persona l'impugnazione. "Il nostro non è un atteggiamento forcaiolo - ha precisato -. Si è trattato e si tratterà di un processo difficile e umanamente impegnativo, ma la rinnovazione dell'istruttoria a parere della procura è necessaria con approfondimenti specifici che in primo grado sono mancati". "Stupisce che il personale docente e amministrativo chiamato al nobile compito di educare i bambini invece si possa essere reso protagonista di abusi sessuali sugli stessi bambini - ha aggiunto Tarquini -. Il tribunale lo ha ritenuto un assurdo, al di fuori del reale. Anche la procura lo ritiene assurdo, ma ha tenuto conto delle risultanze".
Intanto le famiglie dei piccole, come l'accusa, sono intenzionate di portare avanti la battaglia giudiziaria. ..el collegio di parte civile si aggiungono, agli avvocati Giuseppe Pesce e Renato Bianchi, Elena Zazzeri de Santis e Carlo Taormina. "..Abbiamo deciso di impugnare - ha spiegato Pesce - perché riteniamo la sentenza insoddisfacente, non tanto per la decisione in quanto tale, ma per i percorsi logici argomentativi che la sorreggono".

La chiave

1) Il racconto dei bambini
Alcuni bambini tra i 3 e i 5 anni dell'asilo Sorelli nel 2003 cominciano a raccontare in casa strane attenzione rivolte dal corpo insegnante e di incontri fuori dalla scuola. Scoppia il caso pedofilia.

2) Il tribunale assolve tutti
Partono le denunce. Due maestre vengono arrestate. I pm Paolo Guidi e Roberta Licci portano a processo sei maestre, un bidello e un sacerdote. Due anni di udienze e poi le loro richieste di condanna: 124 anni di carcere in tutto. Il tribunale però il 6 aprile scorso assolve tutti.

3) Dibattimento imminente

Ieri il procuratore Giancarlo Tarquini ha impugnato la sentenza di primo grado davanti alla Corte d'appello chiedendo la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale.

I dati
La città spaccata

Intanto Brescia continua a essere spaccata tra fazioni innocentiste e colpevoliste nei confronti delle insegnanti finite sotto inchiesta.

Come Rignano
Secondo il procuratore Tarquini: "Rignano è solo un caso più mediatico rispetto a Brescia, ma le realtà si presentano omogenee".


  
Fonte www.vivicentro.org