Il pediatra confessa gli abusi all'asilo: «Mi scattava qualcosa»

 

 IL CASO. Il medico arrestato dalla polizia è stato interrogato a lungo in carcere ieri mattina: «Sto vivendo un periodo difficile non so cosa mi sia successo». Sono state convalidate le manette. Il professionista resta al S. Pio X(nella foto: Il pediatra Domenico Mattiello, 64 anni)

Il pediatra ha confessato gli abusi all'asilo nido. Dopo 36 ore in una cella in isolamento al S. Pio X, il dottor Domenico Mattiello ha spiegato al giudice di voler rispondere alle domande. Affiancato dall'avv. Lino Roetta che lo difende, ha parlato per un'ora e mezza davanti al giudice Agatella Giuffrida. Se fra le ipotesi più probabili c'era quella che - non potendo incontrare il suo legale prima dell'interrogatorio - il professionista si avvalesse della facoltà di non rispondere per studiare una strategia difensiva, in realtà Mattiello ha voluto parlare.

E lo ha fatto a lungo. Da quanto è emerso - bocche cucite ieri a palazzo di Giustizia, anche il difensore ha preferito non parlare -, Mattiello, 64 anni, residente in città in borgo Casale, ha confessato le molestie sessuali sulla bambina di tre anni trovata mezza nuda nell'ambulatorio dell'asilo nido Cariolato di Bertesina quando la polizia ha fatto irruzione. I filmati, d'altronde, sarebbero inequivocabili, tanto che il procuratore Paolo Pecori, che coordina l'indagine del pubblico ministero Barbara De Munari, li aveva definiti «prove granitiche». Il pediatra, con studio in viale della Pace, avrebbe fatto riferimento anche agli altri due episodi emersi in questa prima fase delle indagini.

Si tratta delle presunte molestie avvenute sempre nello stanzino attrezzato ad ambulatorio a scuola, ai danni di una bimba di tre anni, avvenute il 24 maggio scorso; e di quello, di fine marzo, nel suo ambulatorio, con una bimba di 6 anni. Perchè questo comportamento? Mattiello, che non si sarebbe scusato, non sarebbe riuscito a spiegarlo. «Non so che cosa mi è successo», è il senso del suo ragionamento. Il professionista, 30 anni di carriera alle spalle e una stima consolidata e riconosciuta, ha fatto riferimento a delle difficoltà che stava incontrando nell'ultimo periodo, che lo avrebbero indotto a comportamenti per lui inediti; e da codice penale.

Non è emerso se Mattiello abbia parlato anche di altri episodi. La difesa ha chiesto un'attenuazione della misura cautelare, ma il gip, accogliendo la richiesta del pm De Munari che ha parlato di pericolosità sociale, pericolo di inquinamento delle prove e possibilità di reiterazione, ha convalidato l'arresto e ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il giudice Giuffrida dovrà valutare la sospensione dell'attività professionale, già disposta comunque dall'Ordine dei medici che ha affidato i suoi 800 piccoli pazienti ad altri pediatri. Se Mattiello sarà probabilmente interrogato nei giorni prossimi direttamente dal magistrato, proseguono le indagini della polizia per fare luce sui due episodi che avevano portato ad avviare l'inchiesta. E cioè sulle molestie del 24 maggio a scuola e di fine marzo, in ambulatorio. Nel primo una bimba raccontò che il medico la fece giocare «a cavalluccio» toccandole «la farfallina», nel secondo la piccola riferì ai genitori che «il dottore è matto» e che l'aveva «toccata là». Non solo. I detective della Mobile, che in questi giorni stanno rispondendo alle centinaia di domande dei genitori dei pazienti e degli allievi delle scuole dove il pediatra esercitava l'attività (oltre al Cariolato, anche il nido del Villaggio del Sole e uno privato), devono anche approfondire gli altri presunti casi. In parte sono stati segnalati dalle famiglie, in maniera generica, in parte dalle educatrici degli istituti. E quindi devono esaminare il contenuto delle cassette - sovrascritte - sequestrate nella fotocamera del medico e in casa sua, assieme ai computer e ad altro materiale. Mattiello non avrebbe spiegato il motivo dei filmati, anche se secondo gli inquirenti l'ipotesi più plausibile è che volesse tenere traccia dei «giochi» con i bambini. Proprio questo termine il medico aveva usato in questura, martedì, quando era stato bloccato dai poliziotti del questore Angelo Sanna e del vicequestore Michele Marchese. «Non ho fatto alla bambina niente di male», ha detto. Diego Neri fonte