SCUOLA, ALUNNI PICCHIATI: QUATTRO MAESTRE INDAGATE A VEROLI

 

Veroli Lunga mattinata di interrogatori ieri davanti al Gip del tribunale di Frosinone L'inchiesta è partita diversi mesi fa a seguito delle denunce di alcuni genitori

Maltrattamenti sugli alunni

Le «violenze» sarebbero state filmate da telecamere nascoste nelle classi

DI Franca Roma

VEROLI Alunni schiaffeggiati e strattonati in una scuola elementare della periferia di Veroli: quattro maestre sono state denunciate a piede libero dalle forze dell'ordine e ieri mattina sono comparse davanti al giudice per rispondere della grave accusa di maltrattamenti verso minori. Un reato che il codice penale punisce con il carcere fino a cinque anni.

A far scattare le indagini sono state le denunce presentate da alcuni genitori, allarmati dallo strano comportamento dei propri figli che da qualche tempo rifiutavano di andare a scuola e raccontavano episodi preoccupanti. L'indagine, lunga e complessa, sarebbe quindi partita diversi mesi fa e si sarebbe avvalsa di un alto profilo professionale e tecnologico, proprio in considerazione del coinvolgimento di minori.

Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti giudiziari, infatti, nella scuola elementare verolana sarebbero state piazzate anche delle microcamere che avrebbero documentato quanto accadeva durante le ore di lezione. A rafforzare il castello accusatorio è stata poi l'azione del Pubblico Ministero che, stando alle voci di corridoio, avrebbe avanzato al Giudice per le indagini preliminari una richiesta per l'applicazione, a carico delle quattro insegnanti, della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio e, quindi, dall'insegnamento. Ieri mattina il successivo passaggio davanti al Gip, nella sede del Tribunale di Frosinone, dove le quattro insegnanti, assistite dai rispettivi legali, sono state sottoposte ad interrogatorio.

Una procedura, quella dell'interrogatorio dell'indagato nel corso delle indagini preliminari, prima di decidere sulla richiesta avanzata dal PM, in questo caso espressamente prevista dal codice di rito. Durante l'interrogatorio, alle insegnanti sarebbero stati contestati alcuni episodi specifici e solo in quella sede avrebbero appreso dell'esistenza di intercettazioni video. Le maestre «incriminate» però, si sarebbero difese respingendo tutte le accuse e ridimensionando l'accaduto.

Stando a quanto si è appreso, al termine della lunga mattinata il Gip si sarebbe riservato la decisione sull'applicazione della misura cautelare richiesta dal PM. Dunque,una vicenda giudiziaria da cui si attendono sviluppi e in cui le immagini registrate dalle telecamere nascoste nella scuola, probabilmente rivestiranno un ruolo di primo piano.

il tempo 7 giugno 2011