Avetrana, Michele Misseri scarcerato fra gli applausi:"Ma il colpevole sono io"

di Roberta Lerici

Abituati come siamo a sentire gli accusati dei crimini più atroci negare tutto, negare sempre, soprattutto l'evidenza, ci siamo trovati a non credere ad un uomo che si autoaccusava di omicidio.  Non abbiamo mai creduto che lui avesse ucciso sua nipote Sarah, e più si accusava , meno gli credeva la gente di Avetrana.Eppure il reato di occultamento di cadavere è gravissimo, come è gravissimo mentire su chi sia stato il reale assassino di una bambina innocente.E allora perchè ad Avetrana la scarcerazione di zio Michele è stata salutata dalla gente con un applauso?

Perchè in questi mesi la debolezza di quest'uomo è apparsa sempre più manifesta, il suo essere succube di sua moglie e sua figlia fino ad autoaccusarsi di un omicidio spaventoso non è parso inverosimile, ma plausibile. Quelle frasi trapelate dal carcere:"Qui mi sento libero", "Qui mangio, sono anche ingrassato", "Non voglio più uscire da qui", hanno dato l'esatta dimensione del dramma di un uomo che all'improvviso scopre un'altra dimensione di vita, e ne è talmente ed ingenuamente sorpreso, da manifestarlo pubblicamente. Eppure ci vuole coraggio per maneggiare, trasportare e infine buttare in fondo ad un pozzo la propria nipote.Ma forse Michele è riuscito in questa macabra impresa solo per l'amore o la soggezione che nutriva nei confronti della moglie e della figlia, ovvero si è sacrificato in nome di un interesse superiore.Si è sentito investito di un compito difficilissimo ma che avrebbe rappresentato la salvezza della sua famiglia, e così lo ha fatto.

Ma poi, con il tempo, il rimorso ha preso il sopravvento e Michele ha parlato. Dalle intercettazioni ambientali si evince è stato rimproverato per i cambi di versione dati, per i particolari imprecisi forniti e quelle intercettazioni aiutano a comporre il quadro complessivo di una famiglia i cui egoismi malati e privi di quei minimi filtri culturali,  hanno fatto precipitare in un abisso.

E così i cittadini di Avetrana plaudono all'arresto di Cosima Misseri, insultandola mentre viene portata via, ma assolvono il marito Michele, che pur avendo compiuto un gesto punibile con sette anni di carcere, è apparso anche lui vittima della sua stessa famiglia malata.

Alcuni quotidiani non smettono di sottolineare come le imputate Cosima e Sabrina, madre e figlia, siano state arrestate senza che su di loro ci sia uno straccio di prova.Il quadro ricostruito dagli inquirenti, però, oltre ad offrire una serie di indizi concordanti ed univoci, indica almeno due prove certe: Cosima ha mentito quando ha detto di  dormire in camera sua al momento dell'omicidio di Sarah, perchè il suo telefono agganciava la cella del garage e lo stesso vale per il cellulare di Sabrina.Poi ci sono le registrazioni dei colloqui tra Cosima e Michele, il nuovo avvocato scelto da Valentina all'insaputa del padre, i diari tenuti nascosti, ecc. ecc..Basterà quanto è stato ricostruito dalla procura per affermare con certezza che sia stata Sabrina ad uccidere Sarah e che Cosima non abbia impedito l'evento?

Solo Michele può sciogliere quest'ultimo nodo, ma non sappiamo se essere tornato a casa sua, dove è arrivata l'altra figlia, Valentina, potrà giovargli. Valentina, infatti, ha sempre proclamato l'innocenza di sua madre Cosima e di sua sorella Sabrina, indicando il padre come unico colpevole.

Oggi due nipoti di Michele Misseri hanno detto al tg2 che erano andate a trovare lo zio, ma che è stato detto loro che lui non voleva vederle. "Non è stato lui, ma Valentina che non vuole che andiamo a trovarlo", ha dichiarato in lacrime una delle nipoti. E la storia continua....

 Autore Roberta Lerici- www. bambinicoraggiosi.com 31 maggio 2011