AFFIDO CONDIVISO BIS: AVVOCATI DELL'AIAF CONTRO IL DDL 957

 

Riportiamo la posizione dell'AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i minori) sulla proposta di modifica della legge 54/2006 sull'affidamento condiviso (DDL 957), documento redatto dall'avv. Milena Pini, Presidente AIAF. In allegato troverete il documento integrale, da cui abbiamo estratto i dati sull'applicazione dell'affido condiviso relativi al 2008:

 LEGGI IL DOCUMENTO DELL'AIAF

Dati dell’affidamento condiviso rilevati nel 2008 per Regione: Trento 92%, Piemonte 86,4%, Valle d'Aosta 85,0%, Lombardia 83,3%, Trentino-Alto Adige 89,4%, Bolzano 86,8%, Veneto 86,6%, Friuli-Venezia Giulia 84,9%, Liguria 87,9%, Emilia-Romagna 86,3%, Toscana 86,1%, Umbria 85,4%, Marche 86,5%, Lazio 77,8%, Abruzzo 72,8%, Molise 62,2%, Campania 64,7%, Puglia 67,8%, Basilicata 70,0%, Calabria72,4%, Sicilia 65,0%, Sardegna77,1%.

 

Si tenga anche conto che nel 2007 le separazioni, aperte e definite con rito consensuale, nelle regioni del Nord Italia sono state pari all’89,4% del totale, mentre al Sud la percentuale è stata del 79,2 %.  In Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Abruzzo le separazioni aperte come consensuali variano da una percentuale del 57% (Sardegna) ad un massimo del 69% dei procedimenti di separazione, dato che evidenzia non solo la conflittualità tra i coniugi su molteplici questioni, ma soprattutto le maggiori problematiche sociali ed economiche proprie di quei territori, che si riversano all’interno della famiglia. 

 

 AIAF sul DDL 957 


SULLA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA LEGGE 54/2006 SULL’AFFIDAMENTO CONDIVISO

Da qualche mese assistiamo ad una continua passerella mediatica di personaggi che insistono sull’esigenza di modificare la legge 54/2006 sull’affidamento condiviso dei figli, a seguito della separazione dei genitori, sostenendo che la legge non viene applicata e che le madri italiane, sostenute dai giudici, continuano ad opporsi nei fatti all’affidamento condiviso, con il chiaro scopo di lucrare ai danni dei padri, mediante l’assegnazione a vita della casa familiare e la richiesta di ingenti assegni per i figli, fondati sul pregresso tenore di vita.
Il tema è senza dubbio delicato e controverso, e tocca nel profondo le relazioni e le emozioni delle persone, che si immedesimano in pezzi di storia raccontate in tv o su alcuni siti internet e si lasciano trasportare sull’onda dell’emozione a parteggiare per l’una o l’altra parte.
Ma quale è la realtà? Cosa dicono i dati ISTAT e del Ministero della Giustizia sull’applicazione dell’affidamento condiviso, dal marzo 2006 ad oggi?
Quali sono le modifiche che propongono i Senatori del PdL Valentino, Ciarrapico, Tofani, Bevilacqua, Santini, Ramponi, Izzo, Amoruso, Di Giacomo, Saccomanno, Giancarlo Serafini, Asciutti, De Gregorio, Speziali, De Lillo e Amato, le Senatrici del Gruppo UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE, Thaler Ausserhofer e Giai, la Senatrice Boldi del Gruppo Lega Nord Padania, il Senatore Stradiotto del PD, tutti firmatari del DDL 957 “Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso”, che si “fonda su uno studio dell’associazione nazionale Crescere Insieme” (come si legge nella relazione accompagnatoria), associazione presieduta da Prof. Marino Maglietta, docente del Corso di Laurea in Ingegneria Civile, presso l’Università di Firenze?

L’AIAF ha esaminato con attenzione i dati che sono stati rilevati dall’ISTAT e dal Ministero della Giustizia, mediante la compilazione di questionari che vengono redatti durante i procedimenti di separazione e divorzio, consensuali o contenziosi, a cura delle cancellerie dei 165 Tribunali civili.
L’AIAF ha inoltre elaborato un testo, qui di seguito allegato, dove sono state inserite (caratteri in colore rosso) le modifiche e integrazioni proposte dal DDL 957, così da rendere chiaro e meglio comprensibile a tutti che cosa accadrà se viene approvata questa proposta.
Ogni articolo modificato è stato oggetto di attenta valutazione, e sono stati messi in luce (testo in colore blu) i dati ufficiali relativi alle separazioni e ai divorzi che riportano la reale situazione nazionale, e le critiche al DDL 957, che a nostro parere deve essere totalmente respinto.
Non vi è alcuna necessità di modificare le legge 54/2006. Una migliore applicazione del principio di bigenitorialità, così come un’equa ripartizione dei compiti domestici e di cura dei figli, è un obbiettivo che può e deve essere raggiunto con un più efficace intervento culturale sulle responsabilità familiari e genitoriali, ma non certo con l’imposizione di norme che penalizzano i figli e il genitore economicamente più debole, ed hanno l’unico scopo di risolvere i problemi di un centinaio di aderenti ad associazioni che non sono affatto rappresentative degli interessi della popolazione.

D’altro lato, stupiscono e risultano molto preoccupanti le dichiarazioni della Senatrice del PdL Maria Alessandra Gallone, che intervistata da Affaritaliani, il 20.8.2010 ha spiegato come il Parlamento stia migliorando la legge 54/2006 sull'affido condiviso attraverso il disegno di legge 957, di cui la stessa è relatrice in Commissione Giustizia del Senato.
Nella Sua intervista pubblicata su:

www.affaritaliani.it/sociale/legge_affido_alessandra_gallone170810.html

alla domanda “Quali sono i punti chiave del DDL 957” risponde: “Innanzitutto, il domicilio stabilito presso entrambi i genitori, altrimenti cadono i presupposti per l’affidamento condiviso. Tra l’altro, se un genitore dovesse convivere o risposarsi, il giudice può stabilire che quella casa non è più "interesse prevalente" del bambino. Poi ci sono i cambiamenti nelle modalità di mantenimento: non più un genitore dà l’assegno e l’altro decide, ma entrambi partecipano alle decisioni. Il “costo” dei figli sarà inoltre calcolato in base alle attuali esigenze dei bambini e alle attuali risorse economiche dei genitori.”
Alla successiva domanda “Buone notizie, quindi, per i padri separati in difficoltà economica?”, risponde:
“Non si fa più riferimento al tenore di vita passato, ormai sconvolto dalla separazione. Tanti papà sono costretti ad assegni familiare non congrui alle loro possibilità effettive. Ma la modifica interessa anche quelle mamme che hanno un tenore di vita superiore rispetto al marito.”
Auspichiamo che la Sen. Gallone si aggiorni meglio sui dati reali delle separazioni e dell’affidamento condiviso, e delle correlate conseguenze economiche, e non si faccia condizionare per motivi politici ed elettorali da gruppi di persone che non esprimono le esigenze della collettività.

LEGGI IL DOCUMENTO DELL'AIAF

www.bambinicoraggiosi.com 17 aprile 2011