Le Iene e le caramelle del prete pedofilo.

 

Pubblico con piacere il comunicato inviatomi dall'associazione Il piccolo Davide che riguarda l'esiguità della condanna inflitta al sacerdote in questione.

 “ il contenuto di questo video è adatto esclusivamente ad un pubblico adulto ” Questa è la scritta, che mercoledì 23 marzo 2011, nel programma televisivo “ le Iene ”, è stata trasmessa prima di mettere in onda un servizio sulla pedofilia clericale, a firma di Luigi Pelazza. L’intraprendente giornalista è andato a documentare una vicenda di abuso sessuale, da parte di un sacerdote ultrasettantenne ai danni di una bambina di appena sette anni. http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/216896/pelazzaun-prete-pedofilo.html

L’episodio risale al 24 febbraio 2007 ed avvenne in Lombardia, per la precisione ad Arese, in un oratorio gestito dai salesiani. In base alle accuse il sacerdote avrebbe attirato la piccola nel proprio ufficio con la promessa di darle delle caramelle. Rimasto da solo con lei nel proprio ufficio, l’avrebbe molestata, costringendola a subire atti sessuali. Le indagini, partite con la denuncia all’autorità giudiziaria da parte del padre della piccola, proseguite con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche del presunto pedofilo, hanno confermato in pieno le accuse. Il sacerdote è stato indagato, processato, giudicato e condannato con sentenza di 1° grado, a due anni e mezzo di reclusione, a fronte dei cinque anni richiesti dal pubblico ministero Giancarla Serafini. Quindi l’indagato è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima e dall’aver commesso il fatto in qualità di ministro di culto.

Nonostante la condanna alla reclusione, il sacerdote non è stato arrestato, poiché ha usufruito dei benefici previsti dalla legge italiana, che stabilisce la sospensione della pena per gli incensurati che ricevono una condanna inferiore ai tre anni. La richiesta del pubblico ministero ad una condanna superiore ai tre anni, mirava proprio ad ottenere la reclusione in carcere del prete abusante. Obiettivo non raggiunto dall’accusa perché il giudice ha stabilito che la violenza era limitata ad “ unico e breve episodio di abuso su una bambina ”, e lo ha quantificato come “ fatto di minor gravità ”.

I giudici hanno riconosciuto all’abusante l’attenuante della lieve entità della violenza sessuale. Questi i fatti sino a mercoledì 23 marzo, ma dopo il servizio-denuncia delle “ Iene ”, nel quale si leggono alcuni stralci del processo, ed emergono nuovi indizi, nuove testimonianze, quelle attenuanti applicate al sacerdote abusante sembrano svanire. Al contrario sono emerse delle aggravanti. Infatti anche il giudice, basandosi sulle conversazioni intercettate, domandò all’imputato il significato di alcune sue espressioni, usate anche con altre bambine: “ ti do una caramella speciale ” e “ ti do la caramella grande ”. Riguardo alla definizione del reato quale “ fatto di minor entità ”, nel servizio giornalistico viene descritta la violenza nei minimi dettagli. Il sacerdote mise la mano nelle mutandine della bambina, introdusse il dito nella farfallina e lo muoveva. Per la legge questa sarà anche una violenza di minor gravità, ma per la bambina è sicuramente un atto contro la sua volontà, quindi una tremenda violenza, con terribili conseguenze affettive e psicologiche.

Come genitore e come portavoce dell’Associazione “ il piccolo Davide ” di Giffoni Valle Piana, ritengo che dalle notizie documentate nel filmato ci siano elementi utili ad ulteriori indagine e all’apertura di altri fascicoli d’inchiesta, anche a carico dell’intera congregazione ecclesiastica dei salesiani, ipotizzando il reato previsto dall’articolo 40 del Codice Penale - Rapporto di causalità: “ Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

La nostra Associazione auspica che le autorità investigative esaminino con attenzione il filmato ed accertino ulteriori responsabilità, inoltre che le autorità giudiziarie si attengano al principio fissato dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Foggia, Antonio Diella, nell’ambito di un procedimento analogo, nei confronti di un sacerdote della Congregazione del Sacro Cuore di Foggia. Questo è il punto fissato dal giudice Diella: “ Se un prete pedofilo pecca durante l’esercizio delle sue funzioni, la responsabilità civile è anche della Parrocchia e dell’intera congregazione ecclesiastica cui il sacerdote appartiene ”. In fede, Alberto Senatore . 30 marzo 2011, Giffoni Valle Piana. Associazione “ il piccolo Davide “ – via de Cataldis 29, e mail - ilpiccolodavide@hotmail.it