Maltrattamenti asilo Casarile, le maestre:"Non pensavamo di far male"

 

«Bimbi chiusi al buio e malmenati» Le maestre accusate anche di sequestro di persona. La rabbia dei genitori casarile

Le maestre: "Non pensavamo di far male", oggi l'interrogatorio.Per la difesa, le maestre erano inconsapevoli

Prima era stupore, incredulità. Adesso è rabbia, sconcerto. Mano a mano che i genitori dell'asilo di Casarile, in provincia di Pavia, vengono interrogati come testimoni dai carabinieri e informati di quanto accadeva nel nido dove ogni mattina portavano i loro piccoli, cresce la consapevolezza di aver consegnato i loro figli non a due educatrici ma a due aguzzine. I motivi dei maltrattamenti, talvolta vicino al sadismo, verso i bambini saranno spiegati dalle due insegnanti che verranno interrogate questa mattina. Ma pare che la linea di difesa sia quella di spiegare di non essersi rese conto della sofferenza provocata ai bambini. :leggi l'articolo de La Stampa

 «Bimbi chiusi al buio e malmenati» Le maestre accusate anche di sequestro di persona. La rabbia dei genitori casarile

CASARILE. Bimbi chiusi nello stanzino buio per punizione. Costretti a dormire con la testa sul tavolo. Insultati, se non mangiavano o facevano i capricci. Le accuse contestate alle due maestre dell'asilo nido Primi passi di Casarile stridono con i volti rassicuranti di Titti e Biancaneve incollati sulla porta dell'istituto. Roberta Bonizzoni, 33 anni, e la collaboratrice Elena P., di 32, devono rispondere, oltre che di maltrattamenti, anche di sequestro di persona. Accuse tutte da provare. Ma che ieri mattina hanno suscitato sconcerto e preoccupazione tra i genitori dei piccoli che frequentavano l'asilo nido tra via Leonardo da Vinci e via Mascagni, a ridosso della ex statale. «Dicono che ci sia un filmato, pretendiamo di vederlo», implorano, schierati davanti all'asilo. Famiglie che ora dovranno trovare un'altra sistemazione per i propri figli, ma che soprattutto vogliono sapere la verità sugli orrori di cui si parla nell'ordinanza firmata dal gip Anna Maria Oddone, che ha concesso i domiciliari alle indagate.

Le telecamere e le cimici piazzate dagli inquirenti nelle stanze dalle pareti color pastello avrebbero catturato immagini e parole. Di bambini strattonati e malmenati. Chiusi in bagno o nello stanzino buio per punizione. Per questo la procura di Pavia ipotizza anche il reato di sequestro di persona. Un bambino, più di altri, sarebbe stato sottoposto a vessazioni psicologiche. Dall'altra sera l'asilo è sotto sequestro. Ma attraverso i vetri si vedono gli armadietti rosa e azzurro con sopra i nomi dei bambini.

Sulla parete, tra i giochi in ordine e le panchette, c'è la lavagnetta con il menù di lunedì prossimo, che i bambini non mangeranno mai. Passato di patate e carote con la pasta, polpette di manzo, latte e biscotti per merenda. La retta in questa struttura privata costa 570 euro al mese. Ma alcuni genitori dicono che la responsabile, Roberta Bonizzoni, era disposta a venire incontro a tutti, in caso di difficoltà economiche. Eppure sono stati proprio due genitori, a gennaio, a denunciarla. Avevano incrociato i propri sospetti con la testimonianza di una ex maestra, che da tempo non lavorava più in quell'asilo e che li aveva messi in guardia. Nella struttura lavorava attualmente una terza dipendente, che risulta estranea ai fatti. Nelle immagini, anzi, appare imbarazzata di fronte alle presunte violenze.

Sarà sentita anche lei dai carabinieri di Binasco, che hanno indagato per tre mesi. Nei prossimi giorni saranno convocati anche i genitori degli altri bambini, che hanno saputo della chiusura della struttura solo ieri mattina. Si cercano ulteriori riscontri ai sospetti. Anche se per il sostituto procuratore Roberto Valli ce ne sarebbe abbastanza per chiedere il giudizio immediato. Le due maestre saranno interrogate lunedì. Roberta Bonizzoni abita con il marito elettricista a Vellezzo Bellini, mentre Eleonora P. si era da poco trasferita da Casorate a Trivolzio, in via Bargiggia. Ieri pomeriggio non è stato possibile mettersi in contatto con gli avvocati che le difendono, Alessandra Fusetti e Mariolina De Paola, del foro di Milano.20 marzo 2011 la provincia Pavese