Processo Rignano, "mia figlia descrisse il corpo di un imputato".La difesa:"Bufale"

 

. A Tivoli un'altra udienza del processo sui presunti casi di pedofilia nella scuola Olga Rovere

 TIVOLI - Una bambina della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio che avrebbe subito abusi sessuali descrisse alla madre particolari anatomici di uno degli imputati. È emerso questo dalla deposizione in aula di uno dei genitori-testimoni, davanti al tribunale penale di Tivoli, nel processo che vede cinque persone (le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l'autore tv Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lunerti), a vario titolo e a seconda delle posizioni, sotto processo per violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza.

 Il senso delle parole della madre (costituita parte civile) sono state rese note dal suo legale, l'avvocato Mirko Mariani. Quattro i genitori sentiti oggi in aula; tutti hanno confermato quanto hanno denunciato in passato. Secondo quanto si è appreso, oggi è stato anche il giorno in cui uno degli imputati, la maestra Marisa Pucci, ha rilasciato dichiarazioni spontanee; avrebbe sostenuto che la "Casa degli orrori" indicata dai bambini che avrebbero subito gli abusi non sarebbe la sua. Lasciando la sede giudiziaria, la Pucci non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione; una sola frase: «È tutta una bufala».

«Oggi - ha commentato l'avvocato Roberto Borgogno, difensore dei coniugi Scancarello-Del Meglio - abbiamo avuto una madre che ha detto che per lei è credibile tutto ciò che le ha detto la figlia, compreso cose molto improbabili come quella che la figlia abbia riconosciuto in foto un leader politico europeo dei Verdi, Cohn-Bendit, dandolo come presente a casa della maestra Patrizia. I carabinieri hanno ovviamente appurato che non vi era alcun legame. Lascio a voi il commento».

 «Abbiamo sentito in aula 20 genitori - ha commentato l'avvocato di parte civile Antonio Cardamone - e, a meno che qualcuno non voglia sostenere che sono tutti bugiardi, i fatti di reato indicati emergono sicuramente provati. Le testimonianze sono tutte univoche e concordanti; i genitori hanno descritto tempi e modalità di fatti di cui sono venuti a conoscenza dalla viva voce dei figli». Prossima udienza il 21 marzo.

Lunedì 21 Febbraio 2011 - 19:21 IL MESSAGGERO