Torre Annunziata. Bimba violentata dal padre e dai suoi amici

Torre Annunziata. "Sì, è vero, mi facevano fare quelle cose…". Ha confermato tutto, ieri mattina, la piccola Anastasia (chiamiamola così, convenzionalmente, per tutelarne la privacy), la ragazzina oggi quindicenne che, dal 2004 in poi, appena undicenne, sarebbe stata costretta a subìre le violenze sessuali del padre naturale e di quattro amici dell´uomo.

Una spirale di giochi perversi poi sfociati in veri e propri stupri anche grazie al fatto che la piccola, sofferente per alcune patologie psichiche, non era in grado di opporre alcuna resistenza né a livello fisico né psicologico. Ieri, a Napoli, nell´aula protetta del Palazzo di giustizia riservata alle audizioni più "delicate", la ragazzina è stata interrogata su quei terribili episodi nell´ambito dell´incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari Elena Conte su richiesta del sostituto procuratore Francesca Falconi.

Una procedura destinata a "congelare" le dichiarazioni della vittima nell´attesa di un eventuale processo ai cinque uomini finiti nel registro degli indagati per le violenze inflitte alla ragazza, in modo da garantire che i ricordi e le deposizioni della piccola non "sfumino" nel tempo o non vengano influenzate in alcun modo (con minacce o in altro modo). Ieri, dunque, la testimonianza di Anastasia, interrogata con delicatezza grazie all´intermediazione di una psicologa che ha fatto da "filtro" fra le domande poste dal gip e dal pm e la vittima delle violenze. Un racconto, quello dell´adolescente, a tratti raccapricciante, a tratti crudissimo, reso con la sconvolgente autenticità di un linguaggio assolutamente inadatto a una ragazzina di quell´età e con quel vissuto, ma testimonianza, anch´esso, del clima degradato e degli episodi di brutalità in cui la piccola è stata immersa a lungo. Una deposizione, quella di Anastasia, che ha ripercorso tutti gli episodi salienti già venuti a galla durante le indagini, confermando punto per punto, indicando persone, facendo nomi.

Ora, messo tutto a verbale, non si attende che la conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Torre Annunziata. Poi, sorpassata la fase delle eventuali richieste di indagini integrative da parte delle difese, il pm avanzerà le sue richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. E sarà il gup a dover decidere chi dovrà essere processato o chi possa eventualmente essere prosciolto dalle terribili accuse di stupro ai danni di Anastasia.
La storia ricostruita dagli investigatori è terribile: il principale accusato, un pregiudicato torrese, per oltre due anni avrebbe abusato sessualmente della figlia naturale, disabile mentale che, all’epoca dei fatti aveva appena 11 anni. L´uomo avrebbe costretto ripetutamente la ragazzina ad avere rapporti sessuali completi, e poi avrebbe permesso che altre quattro persone abusassero, più volte della minore, mettendo a “disposizione” dei suoi amici la ragazzina, accogliendoli nella sua casa, diventata la prigione della piccola.
Una storia terribile, consumatasi in un appartamento di una delle zone popolari di Torre. In alcuni casi mentre la ragazzina subiva la violenza gli altri avrebbero assistito.
Per la terribile storia, ora, il padre-padrone e altri quattro uomini sono accusati di violenza sessuale in concorso su minore.
La vicenda ebbe inizio circa quattro anni fa, quando la ragazzina fu affidata al padre naturale. L’uomo, secondo le accuse, dopo qualche mese di convivenza con la figlia, iniziò ad avere atteggiamenti "particolari". Le molestie sessuali in poco tempo sfociarono nella violenza. La minore fu costretta a un rapporto sessuale completo col genitore. Poi la cosa diventò "normale". La ragazzina - sostiene l´accusa - per mesi fu utilizzata da suo padre come oggetto sessuale. Ma, per l’undicenne, il peggio doveva ancora venire.
L’abitazione della ragazzina era frequentata spesso dagli amici del padre. Giovani tra i tra i 23 e i 25 anni, ai quali - sostiene la versione dell´accusa - ben presto il padre-padrone offrì la piccola.

Trascorrono, così, circa due anni. Dal 2004 al 2006 la ragazzina viene abusata ripetutamente dai cinque uomini. Nessuno si limita a toccarla o a farsi toccare. Tutti vanno fino in fondo, imponendo alla piccola rapporti sessuali completi. La ragazzina, però, dopo due anni di violenze, iniziò a parlare con le assistenti sociali che la seguivano a causa del suo ritardo mentale. Parlò di quel padre, delle violenze, degli altri uomini, che più volte avevano abusato di lei. Così la macchina della giustizia si mise in moto e il padre-padrone con i suoi quattro amici si sono ritrovati nel registro degli indagati con l´accusa di concorso in violenza sessuale su minore. Ora, con ogni probabilità, si avviano verso il processo. La ragazzina, intanto, è stata affidata ad una casa-famiglia. Ma chissà se riuscirà mai a trovare un po´ di pace dopo quegli anni di inferno.

Metropolis 14 marzo 2008