COLLEGNO, MAESTRO ELEMENTARE MOLESTAVA ALUNNE:GENITORI INVOCANO TELECAMERE NELLE AULE

 

Di Roberta Lerici

In questo ennesimo caso che riguarda una scuola, si deve prendere atto della carenza di test psicologici periodici per valutare l'idoneità degli insegnanti e si ripropone il problema dei controlli di quanto avviene nelle scuole italiane.La mia proposta è sempre la stessa: webcam in tutte le scuole e negli asili controllate direttamente dai genitori a casa.Non è una mancanza di fiducia nei confronti degli operatori della scuola, ma un modo per evitare che gli errori o le devianze di pochi, gettino discredito sulle tante persone eccezionali che ogni giorno si prendono cura dei nostri figli, e che  rappresentano, naturalmente, la stragrande maggiornaza. Di seguito un articolo su quest'ultimo caso di molestie in una scuola elementare di Collegno.

TORINO, PRESO IL MAESTRO:MOLESTAVA LE ALUNNE

Il maestro era troppo affettuoso con le alunne. I suoi gesti, anche se fatti davanti a tutta la classe, si erano spinti oltre, erano diventati inopportuni e sgradevoli, varcando il confine tracciato dal codice penale. Per questo motivo, un trentaquattrenne insegnante in servizio - con contratto temporaneo - in una quarta elementare di una scuola di Collegno (Torino), è stato messo agli arresti domiciliari. Sono cinque, secondo quanto si apprende, le bambine che hanno ricevuto le sue attenzioni. In ambienti investigativi si invita a non parlare di violenza, di pedofilia, di orchi o di mostri.

 Il protagonista della vicenda è descritto come un single, proveniente da una famiglia «normale», che in tempi recenti ha avuto problemi di depressione e di crisi di panico. Una volta interrogato dai pm Laura Ruffino e Andrea Calice, ha ammesso tutto, spiegando comunque che non aveva intenzioni morbose. Del resto c'è un filmato a documentare il suo comportamento: è quello girato da una telecamera che i carabinieri della compagnia di Rivoli, messi sull'avviso dalle denunce di alcuni genitori, avevano nascosto in aula. Il maestro, peraltro, quando voleva coccolare le sue alunne non si appartava: restava in classe, davanti ai bambini e alle altre bambine. E qualcuno degli scolaretti ne ha parlato in casa.

Due settimane fa - ma lo si è appreso soltanto oggi - è scattato il fermo, che il tribunale ha trasformato subito in arresti domiciliari. Prima di definire il destino processuale del maestro bisogna capire se è il caso di ricorrere a una cura di qualche tipo. Per il momento, comunque, il suo difensore, l'avvocato Gianfranco Ferreri, non rilascia dichiarazioni: «È troppo presto». La notizia è piombata sulla «Marconi» come il fragore di un tuono. Solo i genitori della classe interessata erano stati avvertiti.

«Siamo mica su Scherzi a parte?», chiede al giornalista una delle mamme. «Se lo avessimo saputo subito - commenta una madre - forse il maestro avrebbe rischiato il linciaggio». E c'è chi invoca ulteriori misure di sicurezza: «Ci vorrebbero sempre le telecamere in classe e non soltanto quando accadono queste cose».

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