Torino, bullismo allo Steiner: Condannata insegnante che non impedì le violenze su alunno disabile

di Roberta Lerici 

02 Dicembre 2010  Il Tribunale di Torino ha condannato a sei mesi di carcere (pena sospesa) l'insegnante dell'Albe Steiner per il caso del video-choc con le vessazioni su uno studente con problemi di inserimento. L'ex insegnante Anna Mairino, andata in pensione subito dopo il caso, e' stata riconosciuta colpevole di concorso omissivo nelle ingiurie e nella violenza privata.Il caso risale al 2006, quando su Youtube circolo' un filmato che riprendeva un gruppo di studenti insultare e tormentare un loro compagno mentre erano in classe. L'insegnante compariva nel filmato e questa è stata cinsiderata dai giudici  la prova che l'insegnante non poteva non essersi accorta di quanto stava accadendo.

IL CASO:

Video shock dei bulli dello Steiner parte il processo all' ex insegnante

15 dicembre 2009 — pagina 6 sezione: TORINO E' COMINCIATO ieri il processo per l' ex professoressa dello Steiner che era rimasta coinvolta nel video choc del 2006 in cui alcuni studenti picchiavano e umiliavano un ragazzo disabile. Quel video, finito su you-tube, aveva sollevato in tutt' Italia il problema del bullismo filmato e messo su Internet. L' insegnante Anna Mairino, andata in pensione dopo quel clamoroso episodio di violenza, compariva per pochi istanti in uno dei due spezzoni del filmato quasi in concomitanza con le vessazioni nei confronti del ragazzo. Per ben due volte il sostituto procuratore Livia Locci aveva chiesto l' archiviazione, a cui si era opposta l' avvocato Michela Malerba che assiste la famiglia del ragazzo disabile: secondo la procura non si poteva sapere con certezza se avesse davvero assistito alla scena, oppure se avesse già abbandonato la classe al momento dei fatti, mentre per l' avvocato era impossibile che l' insegnante non avesse responsabilità visto che compariva nel filmato e veniva inquadrata, eppure non avrebbe fatto nulla per difendere Francesco, affetto da autismo, o per evitargli gli insulti. Per ben due volte però il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta del pm, disponendo la cosiddetta «imputazione coatta».

E ieri è iniziato il dibattimento davanti al giudice Flavia Nasi: la professoressa deve rispondere dell' accusa di concorso omissivo in violenza privata e ingiurie. Difesa dall' avvocato Maurizio Anglesio ha sempre negato l' accusa. Ieri la famiglia del ragazzo si è costituita parte civile e il processo è stato rinviato al cinque febbraio.

Si era invece già concluso nell' ottobre del 2008 il procedimento penale nei confronti dei quattro studenti: il tribunale dei minori aveva imposto loro un percorso di recupero, al termine del quale il giudice aveva estinto i reati di violenza privata, ingiuria e minaccia. - SARAH MARTINENGHI la repubblica