Pedofilia: I bambini di Vallo della Lucania e l’impossibilità di farli curare

Torniamo sul caso di pedofilia di Vallo della Lucania per raccontare la via crucis dei genitori cominciata nel momento in cui i loro bambini hanno mostrato disagi e disturbi tali da dover richiedere cure specialistiche. Badate che non sto parlando di un processo non ancora cominciato, ma di ciò che è avvenuto nei quasi due anni ormai trascorsi dall’inizio del dramma dell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. Ci sarebbe da chiedersi come mai, in tutto questo tempo, i media non abbiano parlato di questo aspetto dei casi giudiziari in cui le vittime sono decine di bambini. Ma evidentemente non interessa a nessuno sapere come stanno. Eh, sì, perché se non c’è stata una condanna, anzi se non c’è ancora stato neppure un processo, non è contemplata l’ipotesi che ci siano comunque delle vittime, a prescindere dall’individuazione dei colpevoli. Invece a Vallo le vittime ci sono e sono i 36 bambini che hanno sostenuto l’incidente probatorio e, probabilmente, quelli che non ci sono arrivati per i motivi più diversi ma che hanno comunque dei disturbi psicologici.

E’ prassi generale che si attenda la conclusione dell’incidente probatorio per far curare i bambini che hanno subito abusi, questo per evitare che delle sedute di psicoterapia malfatte, inneschino nei bambini dei processi di rimozione di ricordi dolorosi che invece devono riferire ai magistrati. I tempi sono spesso lunghissimi e i genitori non sanno come aiutare i loro figli, né come gestire determinati comportamenti. Succede, quindi, che un gruppo di genitori di Vallo si rivolga alla Asl locale SA/ per chiedere un incontro con il direttore sanitario. Ma non ottiene risposta. Nel frattempo la dott.ssa Pustorino, che aveva iniziato ad occuparsi di alcuni bambini di Vallo, viene trasferita a Foggia in seguito a sua richiesta, già inoltrata da tempo. La stessa dottoressa, però,  si rende disponibile, utilizzando le proprie ferie, ad ultimare il percorso intrapreso con i bimbi. Nel marzo 2007 le famiglie, stanche di aspettare una convocazione da parte dell’ASL, decidono di recarsi presso l’ufficio del direttore sanitario. Questi, alla fine, decide d’incontrarli. Durante l’incontro, ignora la presenza della dottoressa Pustorino, come facente parte dell’organico, ma poi afferma che, non appena in possesso di relazioni da parte della dottoressa, entro 48 ore, potrebbe avviare la convenzione con una delle due strutture segnalate dai genitori per far assistere i loro bambini. Arrivano le prime relazioni, dove la dottoressa Pustorino segnala per alcuni bambini la necessità di un supporto psicologico urgente. La prima famiglia, con relazione alla mano, si reca dal direttore sanitario, il quale dopo un breve colloquio, non mette a disposizione nessuno dei due centri suggerti, ma una dottoressa locale, che non fa parte dell’organico, ma a suo dire, titolata, a fornire aiuto ai bimbi. Purtroppo si trattava della stessa dottoressa che prestava assistenza “all’asilo Paolo VI”. Era una proposta che nessuno avrebbe accettato. Dopo di che, il silenzio assoluto. Oggi, dopo quasi due anni, le famiglie sono ancora in attesa di essere convocate ufficialmente dalla Asl. Nel mese di maggio del 2007, l’onorevole Maurizio Turco ha presentato un’interrogazione parlamentare proprio per chiedere conto al Ministero della Giustizia,della Pubblica Istruzione, della Salute, dell’Economia e delle Finanze, del comportamento della Asl e dell’abbandono in cui erano state lasciate tante famiglie. Arriviamo al 2008.E’ di circa un mese fa la richiesta di rinvio a giudizio di Suor Soledad, novizia peruviana accusata di abusi sessuali sui 36 bambini che frequentavano l’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. Quella che segue è l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Maurizio Turco. Le riflessioni che dobbiamo fare di fronte a casi come quello di Vallo della Lucania sono le seguenti: 1) Per i media  Vallo non è interessante2) In televisione viene continuamente invitato il criminologo Francesco Bruno che parla anche di minori e della loro tutela senza mai dire di essere consulente della difesa di Suor Soledad3) Se al caso di Rignano Flaminio non fosse stato dato tanto risalto dai media e non ci fossero stati referenti alla Regione Lazio così sensibili, progetti come quello per offrire un supporto psicologico alla popolazione e tariffe agevolate per la psicoterapia, non sarebbero mai nati.4) A volte, la differenza la fanno le persone che si trovano nelle istituzioni e, troppo spesso, i posti importanti sono occupati da persone incompetenti. C’è qualcuno, oltre all’onorevole Maurizio Turco, che si è accorto che a Vallo della Lucania tante famiglie e tanti bambini con grossi problemi sono state abbandonate a loro stesse?

Autore Wildgreta Fonti: www.wildgreta.wordpress.com  e www.vivicentro.org