PEDOFILIA, CONDANNA DEFINITIVA PER ALESSANDRO RIVA.CASSAZIONE CONFERMA 6 ANNI

 

di Roberta Lerici

La Corte di Cassazione, riunitasi il 2 dicembre, ha confermato la condanna a sei anni per il critico d'arte Alessandro Riva, ritenuto colpevole di abusi sessuali nei confronti di cinque bambine compagne di scuola delle sue figlie. Nessun quotidiano, a parte il Giornale, ha riportato la notizia nonostante il caso Riva, scoppiato nel 2007, avesse suscitato molto scalpore. Per questo, oltre alla notizia data ieri da Il Giornale, di seguito troverete una sintesi della vicenda.

Condanna definitiva per il critico Riva

È passata in giudicato la condanna a 6 anni e mezzo di reclusione per Alessandro Riva, il critico d’arte accusato di aver molestato cinque bambine minori di 10 anni. La pena era stata stabilita il 20 ottobre 2009 dai giudici della prima corte d’appello, che avevano ridotto la condanna a 9 anni inflitta in primo grado. Ora la Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza, rendendola definitiva. Via Celentano fonte:http://www.ilgiornale.it/milano/brevi/04-12-2010/articolostampa-id=491393-page=1-comments=1

IL CASO RIVA

Di Roberta Lerici 

Alessandro Riva, critico d'arte, ex braccio destro di Vittorio Sgarbi quando nel 2007 era assessore alla cultura del Comune di Milano, scrittore e collaboratore di Carlo Lucarelli nel programma "Blu Notte" di Rai Tre, era stato arrestato nel 2007 dopo che alcune bambine amiche delle sue figlie avevano insospettito le loro maestre per il loro comportamento e per il loro comportamento e per degli strani racconti. L'indagine era quindi partita da una segnalazione della scuola. Le bambine di età inferiore ai dieci anni hanno sostenuto un incidente probatorio quasi subito e si scrisse, allora, che si era voluto cristallizzare le prove per evitare che passasse troppo tempo dai fatti.

Riva si difese dicendo di essere stato frainteso dalle bambine, e i suoi avvocati (Gentiloni Silverij e Guglielmo Gulotta) tentarono di far passare questa tesi parlando di giochi male interpretati e di "pettegolezzi contagiosi" dovuti al particolare stile di vita di Riva. Ma la condanna in primo grado a nove anni, ridotta a sei in appello,il 2 dicembre 2010 è stata confermata.

Ricordiamo che a Riva era stata sospesa anche la patria potestà sulle figlie e nessuna dichiarazione è mai stata fatta dai suoi familiari, rimasti in silenzio in questi due anni e mezzo (il caso scoppiò nel maggio 2007). Restano in rete i commenti increduli del mondo dell'arte, gli appelli e le raccolte firme di chi all'inizio assicurava di conoscerlo benissimo e giurava sulla sua innocenza. Si disse, allora, che in Italia "si vedevano pedofili ovunque" e che qualcuno era dedito alla "caccia alle streghe".

Insomma, per Riva abbiamo assistito al repertorio completo di proclami e azioni messe in campo ogni volta che una persona "insospettabile" viene accusata di pedofilia.Lo stesso dispiego di mezzi ed energie, difficilmente viene usato per difendere le vittime, e questo crea un senso di sgomento in molti di noi.Leggere di volta in volta parole offensive e denigratorie nei riguardi dei bambini e dei loro genitori da parte, per esempio, di politici, vescovi, uomini di cultura, giornalisti, conduttori televisivi, avvocati o semplici cittadini, non fa onore alla nostra società, a prescindere dalle sentenze.

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