YARA, FERMATO UN TUNISINO SU TRAGHETTO PER MAROCCO

 

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7 dicembre: Scarcerato l'operaio marocchino, quattro periti hanno ritradotto le intercettazioni telefoniche scoprendo che c'era stato un errore nella traduzione della frase incriminata, "Allah mi perdoni non l'ho uccisa io". L'operaio aveva detto un'altra cosa.Inoltre il suo datore di lavoro ha confermato la sua versione dei fatti. L'operaio andava in ferie e aveva comprato il biglietto da tempo.

6 DICEMBRE: ore 19.00 I vigili del fuoco stanno prosciugando  uno stagno alle spalle del cantiere.Una decisione improvvisa partita nel pomeriggio dalla procura. Dopo l'interrogatorio di garanzia dell'operaio marocchino il Gip si è riservato di decidere se confermare o no la carcerazione ci sarà entro domani.Il Pm, però, ha chiesto la scarcerazione dell'uomo perchè non sussistono più gravi indizi di colpevolezza in quanto le intercettazioni sono state mal tradotte.

 Il datore di lavoro del'operaio marocchino in stato di fermo ha confermato che il periodo di ferie era stato richiesto dall'uomo in precedenza.I testimoni che avrebbero visto due uomini discutere per strada verso le 19.00 del 26 novembre, sarebbero tre.Nessuna conferma dalla procura sulla notizia pubblicata da molti giornali secondo cui ci sarebbero due italiani indagati.

5 DICEMBRE: ore 16.57, parziali ammissioni del tunisino arrestato che però nega di aver ucciso Yara. Probabile coinvolgimento di almeno un'altra persona. Ricerche concentrate nel bosco dietro al palazzetto dello sport di Ambivere. Un secondo testimone parla di due uoimini che discutevano intorno alle 19.00 del 26 novembre, a 150 metri dalla casa di Yara.ore 15,30 : tunisino incastrato da intercettazioni "Che Allah mi perdoni, ma non l'ho uccisa io". Bergamo, 5 dic. - (Adnkronos) - Sarebbero alcune intercettazioni a incastrare il tunisino accusato di omicidio e sequestro di persona della tredicenne Yara Gambirasio scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate Sopra, in provincia di Bergamo. Massimo il riserbo dei carabinieri che continuano a scandagliare la zona alla ricerca del corpo della giovane promessa della ginnastica ritmica. Secondo indiscrezioni sono alcune le frasi che proverebbero che il tunisino fermato ieri a bordo di una nave diretta in Marocco avrebbe partecipato alla scomparsa della minore.Che Allah mi perdoni, ma non l'ho uccisa io".

Secondo indiscrezioni, sarebbe stata questa frase, intercettata al telefono, a convincere i Carabinieri che stanno indagando sulla scomparsa di Yara Gambirasio, della responsabilità del tunisino in carcere a Bergamo con le accuse di sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere. I sospetti sull'extracomunitario si sono indirizzati nei quando l'uomo si è assentato dal lavoro subito dopo la scomparsa di Yara Gambirasio.

ore 11.00: Carabinieri a casa della famiglia, per informarla sugli ultimi sviluppi delle indagini.

Caso Yara: tunisino in stato di fermo per omicidio  05 dicembre, ore 12:45 Bergamo, 5 dic. - (Adnkronos) - E' in stato di fermo per omicidio, presso la caserma dei carabinieri di Bergamo, il tunisino fermato ieri sera sul traghetto partito da Genova e diretto in Marocco, nell'ambito delle indagini su Yara Gambirasio, la ragazzina tredicenne scomparsa da Brembate Sopra il 26 novembre scorso senza lasciare tracce. Sul tunisino ci sono pesanti sospetti degli inquirenti.

NOTE:La notizia è ancora molto nebulosa, anche perchè Rai News parla di due persone fermate, mentre tutte le altre agenzie parlano solo di un tunisino.Di seguito due articoli che racchiudono tutte le informazioni pubblicate finora.Alle o,24 il TGCOM conferma la notizia sul fermo di un tunisino e un italiano.Forse il tunisino potrebbe essere un operaio del cantiere su cui si sono concentrate le ricerche.

 Yara, tunisino portato a Bergamo.Traghetto fatto rientrare in Italia

Il tunisino fermato nell'ambito delle indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio è in viaggio verso Bergamo dove probabilmente già nella notte saraà interrogato dal pm che si occupa del caso. Il fermo del nordafricano, su cui graverebbero indizi riguardo a un suo coinvolgimento nella vicenda, è stato effettuato facendo rientrare il traghetto sul quale era imbarcato dalle acque internazionali. La nave era in navigazione verso il Marocco (TGCOM ore 23.55)

YARA, FERMATI UN TUNISINO E UN ITALIANO A BORDO DI UN TRAGHETTO La nave, fermata a largo di Bordighera dai Carabinieri e dalla Capitaneria di porto, era diretta in Marocco ed è stata fatta rientrare. Da chiarire il motivo del coinvolgimento.

L'OPERAZIONE. Il blitz di Carabinieri e Capitaneria di porto è stato piuttosto complesso. Intorno alle 17 di oggi un ufficiale dei Carabinieri, impegnato nelle indagini sulla scomparsa della ragazza, ha contattato la Direzione marittima di Genova chiedendo di fermare la partenza del traghetto che da Sanremo era in procinto di salpare per il Marocco.

In quel momento, tuttavia, il traghetto era già partito da Sanremo e si trovava a 17 miglia dalla costa, in acque territoriali internazionali, dove non era possibile alcun intervento. A quel punto, il direttore marittimo della Liguria ha personalmente contattato il comandante del traghetto, spiegandogli la situazione. Quest'ultimo ha allora invertito la rotta ed è rientrato in acque italiane, dove la nave è stata raggiunta da un'imbarcazione dalla Guardia costiera a bordo della quale vi erano anche alcuni Carabinieri. I militari sono saliti sulla nave ed hanno fermato la persona sospetta, la quale è stata fatta salire a bordo dell'imbarcazione militare. Compiuti gli accertamenti, il mezzo militare ha fatto rientro a Sanremo, mentre il traghetto ha ripreso il viaggio verso il Marocco.

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-71e0a6d4-ed14-472...

 YARA: BLITZ SU NAVE AL LARGO DI SANREMO, FERMATO TUNISINO (AGI) - Sanremo, 4 dic. - Un blitz e' stato effettuato, in serata, dai Carabinieri su un traghetto al largo di Sanremo, che a quanto pare sarebbe partito da Genova, diretto verso il Nordafrica, a margine dell'indagine sul caso di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa nei giorni scorsi da Brembate Sopra (Bergamo) e delle quale non si hanno piu' notizie. Massimo riserbo da parte degli investigatori sull'esito dell'attivita', ma secondo quanto si apprende da fonti investigative sarebbe stato effettuato per controlli il fermo di un tunisino. L'unica cosa certa e' che in serata e' giunta la notizia dell'arrivo in porto di una motovedetta della Capitaneria di Sanremo, con a bordo una persona prelevata sul traghetto. Intorno alle 22, ai giornalisti presenti sul piazzale Vesco e' stato soltanto detto che non sarebbe stato portato nessuno. Secondo alcune indiscrezioni, la persona sarebbe stata sbarcata al porto di Aregai per essere portata a Bergamo.