TELECAMERE NEGLI ASILI: MOIGE E MUSSOLINI FAVOREVOLI, CONTRARI I GENITORI DELL'AGE

 L'asilo nido di Pinerolo

DI Roberta Lerici

Essendo da tempo una grande sostenitrice delle webcam negli asili, non può farmi altro che piacere notare che l'idea stia raccogliendo il consenso di un numero sempre maggiore di persone. .Ritengo però che le sole webcam non siano sufficienti ad offrire sicurezza assoluta ai bambini e che dovrebbero essere poste in essere altre misure, come un ampliamento dei requisiti richiesti per aprire un asilo nido e accurati controlli periodici sia sulle qualifiche del personale impiegato che sul funzionamento in generale delle strutture private convenzionate con i comuni.

Personalmente sostengo l'uso delle webcam e non quello delle telecamere a circuito chiuso, perchè  il secondo è un sistema molto più costoso e più facile da manomettere (è già accaduto in alcuni asili sotto indagine dei carabinieri). Un sistema di webcam, invece, costerebbe al massimo 1000 euro, e consentirebbe ai genitori di osservare il comportamento e la crescita dei loro bambini in un ambiente diverso dalla loro casa.Insomma, le webcam non sarebbero solo una "dimostrazione di sfiducia" nei confronti della scuola, come afferma il presidente dell'Associazione Genitori Toscani, Davide Guarnieri, ma anche un modo per capire di più i propri figli.In America questi sistemi sono già stati messi in pratica anni fa e non mi pare abbiano suscitato grossi problemi.

Forse non tutti sanno che esistono asili nido dove ai genitori non è consentito l'ingresso, dove se per qualche ragione familiare arrivi in anticipo a prendere tuo figlio, ti viene impedito di portarlo a casa fino a una certa ora, o dove le visite a sorpresa sono sgradite. Questo non è l'atteggiamento giusto per delle strutture a cui i genitori affidano i loro bambini, talvolta così piccoli da non saper neppure parlare e non dovrebbe essere consentito comportarsi così anche se non si ha nulla da nascondere.

Le regole sono certamente comprensibili, ma in certi casi talune regole sono sbagliate.Pensiamo a quegli asili che impediscono ai genitori di accompagnare in classe i loro bambini di due o tre anni; i bambini non sono abituati, piangono al distacco dalle mamme, e sarebbe quindi molto più logico fare sì che si abituassero gradualmente evitando di traumatizzarli facendoseli strappare di mano urlanti da una bidella davanti ai cancelli della scuola. Eppure tutto ciò accade molto più spesso di quanto si pensi.E allora bisognerebbe indagare su quale tipo di preparazione abbiano alcune delle persone che si occupano di bambini,ma il discorso diventerebbe davvero troppo lungo. Quello che vorrei ricordare a tutti, è che per ogni asilo che finisce sui giornali, ce ne sono molti altri per i quali non leggerete neppure una riga, infatti sono pochissimi i genitori che denunciano comportamenti scorretti negli asili; molto più spesso preferiscono ritirare i loro bambini senza sporgere denuncia.

L'anno scorso in un nido privato sono stati ritirati ben 18 bambini su 20, ma nessuno ne ha saputo nulla e, soprattutto, nessuno saprà mai se la titolare di quell'asilo stia ancora lavorando a contatto con i bambini.Per concludere, ritengo che per tutelare le moltissime persone serie che lavorano a contatto con l'infanzia, si dovrebbero poter individuare coloro che con l'infanzia non dovrebbero avere nulla a che fare, perchè se è vero che le mele marce sono una minoranza, è pur vero che quella minoranza ha il potere di minare l'intera credibilità del sistema, oltre a quello di  causare traumi gravissimi in tanti bambini innocenti.

 Di seguito un comunicato sul tema:

 Asili orrore, Mussolini: Telecamere contro abusi. Moige: Installare webcam per genitori. Age: Puntare sulla fiducia Roma, 11 nov.

(Apcom) - La proposta della Mussolini, e in generale l'idea di installare telecamere negli asili anche visionabili via Internet dai genitori dei bambini, divide le associazioni dei genitori. Secondo Antonio Affinita, direttore generale del Moige-Movimento italiano genitori, "sono tanti gli asili corretti e non credo debbano temere di diventare 'trasparenti' aprendosi al controllo delle telecamere.

Viviamo in una società in cui il collegamento in rete è diffuso, quindi quella delle telecamere a disposizione dei genitori non è un'idea che respingiamo. Anche sulla privacy non vediamo situazioni di rischio particolari: il primo bene è quello del minore e la tranquillità del genitore. Si potrebbero installare delle webcam: un nido non deve avere nulla da temere, anzi sarebbe un elemento di ulteriore garanzia per dire essere trasparenti". Contrario, invece, Davide Guarneri, presidente dell'Age-Associazione italiana genitori onlus: "L'educazione si poggia su rapporti fiduciari tra genitori e educatori: è molto più importante realizzare accordi e percorsi formativi comuni, piuttosto che puntare su reciproci sospetti e controlli. Non possiamo creare una società nella quale con le telecamere gli uni controllano gli altri.

L'educazione è fatta di promozione e non di sospetti". "Il vero controllo di tipo sociale - conclude Guarneri - è nella costruzione di relazioni positive tra insegnanti e genitori, in un contesto positivo: più le scuole sono aperte ai genitori, più queste situazioni si riducono. Certo che c'è la patologia o il caso isolato, ma con le telecamere si dice che degli insegnanti non si può fidare. Un messaggio assolutamente negativo".

WWW.BAMBINICORAGGIOSI.COM 15 NOVEMBRE 2010 

FOTO INTERNET: "ASILO NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE" DI PINEROLO