Abusi Rignano Flaminio, Testimonianza carabiniere: Registri non aggiornati e discordanza tra presenze a scuola e a mensa

Abusi alla «Olga Rovere» di Rignano Flaminio, al via il processo

 

Prima udienza del dibattimento per le presunte violenze sessuali su 21 bambini della scuola materna. Il giudice ha ascoltato i carabinieri che hanno compiuto le indagini. Le parti civili: «Sui registri presenze irregolari». La difesa: «Indagini favorevoli agli imputati» Si è svolta a porte chiuse la prima udienza dibattimentale del processo per i presunti abusi su 21 bambini della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. In aula c'erano due dei cinque imputati, la maestra Patrizia Del Meglio e suo marito Gianfranco Scancarello, autore tv. Sono accusati, a vario titolo, assieme alle maestre Silvana Malagotti e Marisa Pucci e alla bidella Cristina Lunerti, di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. I primi a testimoniare sono stati gli investigatori dei carabinieri che hanno compiuto l'indagine. Il capitano Massimo Capobianchi ha raccontato in aula - così come riferito dagli avvocati di parte civile Antonio Cardamone, Pietro Nicotera e Franco Merlino - che i bambini potevano uscire dalla scuola senza essere visti dall'esterno e che dall'uscita secondaria dell'istituto si potevano raggiungere alcune abitazioni delle maestre in breve tempo. I legali che rappresentano alcuni dei bambini e delle loro famiglie hanno riportato anche altri passi importanti della deposizione del carabiniere. Tra questi il fatto che «la presenza a scuola delle maestre pativa una gestione superficiale dei registri che venivano aggiornati raramente e che gli stessi recavano discordanze tra le presenze alla mensa e le presenze dei bambini a scuola». Sarebbe capitato, infatti, che alcuni alunni risultassero regolarmente a scuola ma non alla mensa e viceversa. In aula si è parlato anche dei condizionamenti subiti dall'inchiesta e delle difficoltà incontrate dagli investigatori in un paese piccolo e di provincia come Rignano Flaminio, dove tutti si conoscono e dove tutti sapevano dell'esistenza di un'attività investigativa in atto. Spesso, è stato osservato, ciò avrebbe pregiudicato l'esito delle indagini.

Per l'avvocato Roberto Borgogno, difensore dei coniugi Del Meglio-Scancarello, «l'audizione del capitano fa emergere che nella totalità dei casi le indagini volte ad individuare i riscontri oggettivi all'ipotesi accusatoria hanno avuto esito favorevole per gli imputati». «L'uscita dalla scuola - osserva il difensore - resta un'ipotesi totalmente implausibile perché in primo luogo non è spiegato come maestre con classi di 18-20 alunni potessero spostarsi da scuola senza che si notasse la loro assenza, e in secondo luogo lo stesso ufficiale di polizia giudiziaria ha riconosciuto che il paese è talmente piccolo che non può sfuggire assolutamente nulla; ciò nonostante non è stato mai trovato nessun testimone dei fatti. Eventuali fughe di notizie nel corso delle indagini non sono certo addebitabili agli imputati e non si vede come potrebbero essere utilizzate a loro danno». il giornale 25 ottobre 2010