Salviamo i consultori pubblici 5000 firme a difesa delle donne

 

 

FIRMA LA PETIZIONE

Salviamo i consultori pubblici 5000 firme a difesa delle donne Raccolta di adesioni contro il progetto di legge presentata dalla consigliere regionale del Pdl. La protesta si è svolta a macchia di leopardo di fronte a tutti i centri di assistenza sanitaria della città

di VALERIA PINI

Fra loro c'è chi ha i capelli bianchi, ci sono mamme in attesa, ragazze. Si sono unite per difendere i consultori. Vogliono dire 'No' alla proposta di legge presentata da Olimpia Tarzia, del Pdl, alla Commissione primaria delle politiche sociali della Regione Lazio per cambiare l'assistenza alle donne. Si sono date appuntamento davanti ai consultori della capitale, per affiggere un cartello con una scritta: "La proposta Tarzia non parla di noi. No all'abolizione dei consultori". Subito dopo hanno deciso di fotografare la loro mobilitazione. Si sono messe in posa e hanno immortalato la loro azione collettiva.

A dare il via alla mobilitazione 'l'assemblea permanente delle donne', che raccoglie 50 realtà fra associazioni, rappresentanti del mondo della politica, sindacati e consultori. La protesta si è svolta a macchia di leopardo di fronte a tutti i centri di assistenza sanitaria della città. Cinquemila le adesioni al movimento raccolte finora, anche attraverso Facebook, con una petizione contro la riforma. Solo sul sito del movimento sono state raccolte 1.500 firme. La protesta La proposta di legge Tarzia punta a riformare la disciplina dei consultori laziali riconoscendo le strutture private attive sul territorio, costituite da associazioni familiari o che fanno capo alle diocesi, e finanziandole con risorse pubbliche se sono accreditate.

E' previsto inoltre un assegno di sostegno mensile rinnovabile fino al raggiungimento del quinto anno di età del bambino, nel caso in cui la donna scelga di non abortire e abbia un reddito non superiore alla soglia di povertà. "La proposta vuole privatizzare i consultori e punta a erogare fondi pubblici ad associazioni confessionali - si legge nel comunicato - Inoltre cancella l'indipendenza e la competenza delle operatrici e degli operatori e avrebbe ricadute pesantissime sulla possibilità per migliaia di famiglie di accedere a minimi livelli di cura". L'assemblea permanente delle donne punta il dito contro la parte introduttiva della proposta di legge Tarzia.

Sul testo si legge che i consultori devono diventare strutture "non più deputate a fornire servizi sanitari, bensì a sostenere la famiglia e i valori etici di cui è portatrice". Si parla poi di importanti principi a "tutela del figlio concepito" che "va già considerato membro della famiglia, ai quali l'attività dei consultori è chiamata a conformarsi". Un chiaro riferimento agli aborti e un'accusa indiretta ala funzione dei consultori. Ma, come ricorda Giulia Rodano dell'Idv, i dati ci dicono che il 50 per cento delle interruzioni di gravidanza passano da ospedali e medici di famiglia, mentre i consultori tutelano la donna. Dal web alle sedi dei consultori la protesta non si ferma. Domani il coordinamento ha organizzato un incontro "Salviamo i consultori pubblici e gratuiti" per raccogliere altre adesioni.

(La Repubblica 21 settembre 2010)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/09/21/news/la_mobilitazione_per_s...