Pedofilia, Don Mauro Stefanoni:nuova perizia medica disposta dalla Corte D'Appello di Milano

 STEFANONI.jpg (180×200)

Pedofilia/ Nuova perizia, riaperto processo a don Stefanoni Accusato di abusi su un ragazzino. Pena di 8 anni in primo grado

APCOM I giudici della prima Corte d'appello di Milano hanno riaperto il processo a carico di don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio (Como) accusato di abusi su un adolescente disponendo una perizia medica sull'imputato, che dovra' accertare la sua capacita' ad avere rapporti sessuali e dunque essere responsabile delle violenze contestate. Il sacerdote, sospeso da qualsiasi incarico canonico, e' accusato di aver abusato di un ragazzo affetto da disabilita' mentale all'epoca quindicenne, dall'agosto 2003 all' ottobre 2004.

In primo grado il religioso e' stato condannato a otto anni di reclusione e in appello l'accusa ha chiesto la conferma della condanna. Gia' in primo grado una perizia del tribunale di Como aveva riscontrato un difetto anatomico del sacerdote, che lo rendeva incompatibile ad alcune delle violenze denunciate dal ragazzo. gli atti. "Ben venga questa perizia, se servira' ad accertare che don Mauro non aveva le capacita' di compiere quelle violenze", ha commentato l'avvocato Guido Bomparola, legale del religioso. L'udienza e' stata rinviata al 21 giugno, quando verra' conferito l'incarico ai periti con l'indicazione dei giorni utili per la consulenza.

DA UN ARTICOLO  TRATTO DAL BLOG "WILDGRETA"

 I nikname del p.c. di don Mauro Stefanoni erano “Sborra boy”, “caxxone”, “cazzone”. 

Da un articolo di Peverelli che per il quotidiano "Il Corriere di Como" ha seguito il caso:

"...gli avvocati di don Mauro contestano un po’ tutto, compresa la «mancata indicazione delle date nelle quali sarebbero stati commessi gli abusi», visto che il lasso temporale preso in considerazione dalla Procura va «dall’agosto del 2003 al 21 ottobre 2004, ovvero 448 giorni». Oppure la lista dei testimoni della difesa «tagliata» in modo eccessivo, fatto che avrebbe «leso in maniera grave i diritti dell’imputato». Come detto, anche la stampa e il processo a porte aperte (a cui gli avvocati di don Mauro si erano opposti) una volta che «stava per iniziare la fase di escussione dei testimoni della difesa», finiscono nel mirino dell’Appello. Così i soggetti che avrebbero dovuto sostenere la parte dell’ex parroco di Laglio, si sarebbero trovati «loro malgrado a deporre in un’aula sempre affollata, con l’incessante presenza di giornalisti e pubblico, tra cui alcuni facinorosi ”sostenitori” della tesi dell’accusa». E, particolare clamoroso, sarebbe stato proprio questo il motivo per cui il fratello di don Mauro, testimone cardine, si sarebbe avvalso invece della facoltà di non rispondere.

L’ultima parte dell’appello è dedicata ai riscontri che nella sentenza confermerebbero la versione del ragazzo, dalla vhs pedopornografica alle “vocine” erotiche, dalla visione su Sky di film per adulti al rapporto con un ex parrocchiano di Ponte Tresa. Fino alla patologia dell’imputato, la fimosi serrata, che, secondo gli avvocati, avrebbe impedito di avere rapporti sessuali. Come emerso del resto - sostiene la difesa - nell’incidente probatorio in cui il perito del Gip evidenziò un «marcato processo infiammatorio» di «indubbio ostacolo al compimento dell’atto sessuale», ritenuto «doloroso» e «traumatico».

 

Don Mauro davanti alla Corte d’Appello: “Io sono innocente”

venerdì 23 aprile 2010 “E’ come se avessi affrontato i tre stadi di una malattia. Ma come fa un cittadino normale a dimostrare la propria innocenza?”. Così don Mauro Stefanoni oggi, in Tribunale a Milano, davanti ai giudici della prima Corte d’Appello. Per l’ex parroco di Laglio, condannato in primo grado a Como ad otto anni per violenza sessuale su un ragazzino minorenne, il processo bis davanti ad un collegio composto da tre donne. L’uomo ha sempre respinto tutte le accuse rivolte dalla Procura lariana ed anche oggi lo ha fatto con forza e sdegno: “Non voglio essere paragonato agli altri preti che si sono macchiati di pedofilia –ha dichiarato l’ex parroco – non ho paura di essere condannato per ciò che non ho fatto. Esiste un altro giudice di cui bisogna avere paura”.

Dopo l’appello a Milano, per Stefanoni il processo canonico per decidere il suo futuro nella Diocesi lariana. Don Mauro è attualmente è sospeso. Oggi il pg Piero De Petris ha chiesto che venga confermata la condanna di primo grado. Prossima udienza il 4 giugno, quando è prevista la sentenza.

ciao como 23 aprile 2010