Pedofilia, Pino La Monica: in attesa della sentenza insegna dai salesiani

Pino lavora dai salesiani la Gazzetta di Reggio — 22 maggio 2010 pagina 18 sezione:

CRONACA Fra tre settimane verrà emessa la sentenza sulla delicata vicenda di Pino La Monica, accusato di atti pedofili da sue 9 ex allieve. Ma l’educatore-attore è tornato nel mirino delle polemiche per un lavoro svolto con minori. Un’attività peraltro mai nascosta da Pino, anzi raccontata attraverso Faceebook con toni entusiastici e foto a corredo. Il corso ha coinvolto una classe seconda («La mitica 2ªC») e con quei ragazzi La Monica - insieme a due colleghi - ha costruito il videoclip musicale «Sperare nell’impossibile».

Un corso che si è tenuto a Parma, nel Centro italiano opere femminili salesiane (Ciofs), cioè in uno dei cento centri di formazione professionale, sparsi per l’Italia, ispirati al pensiero di don Giovanni Bosco (santo patrono dell’ordine salesiano) e che mirano all’inserimento lavorativo degli studenti. Un’attività lavorativa che ha fatto però storcere il naso a più d’uno nei siti e blog che affrontano - a volte anche con toni molto accesi - le problematiche legate alla pedofilia.

«Pino può, anzi deve continuare a lavorare (ci mancherebbe altro), ma ha tutte le carte in regola - scrive nel suo blog Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’Associazione Prometeo che da anni si occupa di lotta alla pedofilia - per farlo sempre e solo con gli adulti. Deve passare la regola, per lui e per tutti coloro i quali sono accusati di questo gravissimo reato, che non devono stare accanto ad un bambino fino a quando non sarà chiarita la loro posizione.

Quanto al Ciofs chiedo: è questo il modo con cui selezionate i vostri educatori? Queste sono le persone a cui consegnate i nostri figli? Sulla base di quali valori?». Valutazioni che il difensore di La Monica - l’avvocato modenese Tullio Virgili - non condivide.

«E’ una polemica vecchia - parte in quarta il legale - che già s’era affacciata durante il processo relativamente a dei corsi tenuti da Pino al palasport di Reggio. Come allora in aula, ribadisco che il mio assistito è un uomo libero, non ha restrizioni e sta facendo queste attività nella perfetta legalità. So che lavora come libero professionista, grazie ad alcune convenzioni con enti. L’ente salesiano di Parma l’ha incaricato di quel corso?

Indipendentemente da quello che sta vivendo Pino - conclude l’avvocato Virgili - l’ha ritenuto meritevole di fiducia». Sabato scorso - al teatro «Corso» di Rivalta - sempre La Monica, nelle vesti di regista, ha proposto «La favola del figlio rubato» e lo spettacolo ha visto la partecipazione degli allievi del corso propedeutico al teatro condotto dallo stesso Pino. Case-famiglia e bimbi dati in affidamento (coinvolgenti spesso bimbi tolti da situazioni di abusi) è il tema toccato dallo spettacolo.

Un’iniziativa stigmatizzata da Frassi: «Che La Monica si metta a fare “cultura” su questo tema mi sembra quantomeno improprio». - Tiziano Soresina la Gazzetta di Reggio 22 maggio 2010