ABUSI SUI MINORI: LA CREDIBILITA' DEI BAMBINI

  

Tratto da “Abusi su Minori: manuale investigativo” di Marco Strano
Nota: Marco Strano, Psicologo e Criminologo è presidente dell’ICAA ed è considerato uno dei maggiori esperti del mondo di Psicologia investigativa e criminal profiling.
 
 
Capitolo II – IL COLLOQUIO CON I MINORI NEL CORSO SI UN’INDAGINE DI ABUSO – di Marco Strano e Roberta Bruzzone
Premessa - I casi di abuso sessuale infantile sono spesso molto difficili da provare. Solitamente lo scenario si risolve nella valutazione del giudice della parola di un bambino (la vittima) contro la parola di un adulto (il child molester). Ragion per cui è di importanza cruciale che uno degli obiettivi cardine di ogni indagine su un caso di abuso sessuale infantile sia l’arrivare a costruire un impianto probatorio tale per cui sia resa “superflua” la testimonianza processuale della vittima ed ogni situazione che corra il rischio di riattualizzare il trauma subito….
 
La rivelazione dell’abuso sessuale infantile: dobbiamo credergli?
 
- I bambini sono credibili quando raccontano di essere stati abusati? Esistono delle condizioni che limitano o facilitano tale rivelazione? I bambini più piccoli, in età prescolare, sono attendibili quando raccontano di un abuso? Secondo Sgroi (1982), il riconoscimento dell’abuso sessuale sui bambini dipende totalmente dalla disponibilità interiore delle persone a prenderne in considerazione l’esistenza.
 
Il bambino vittima di abuso è spesso l’unico testimone dell’accaduto e se, superate paure e reticenze, ne parla all’adulto, questo deve essere disponibile ad “ascoltare” ciò che il minore gli dice. In alcuni casi sono solo le parole del minore a “raccontare” la violenza subita, dato che, a differenza del maltrattamento fisico, l’abuso sessuale può lasciare segni meno evidenti... Una ricerca del 2003, di Edelstein e Jones, rivela che le maggiori resistenze alla rivelazione dell’abuso si riscontrano nei bambini più grandi mentre quelli più piccoli (3-5 anni) tendono viceversa a raccontare la violenza subita prima e più facilmente.
 
Tali loro studi ci suggeriscono quindi che le vittime in età prescolare sono statisticamente più inclini ad aprirsi perché avvertono meno la loro responsabilità (i sensi di colpa) in quello che è accaduto… Kellog e Hoffman concentrano le loro ricerche sui bambini che hanno ricevuto abusi multipli (da parte di più di un abusatore) che tendono a trovare più difficoltà nella rivelazione dell’abuso.
 
Un loro articolo, pubblicato nel 1997, sottolinea infatti come la frammentazione della violenza porti le conseguenze peggiori nelle piccole vittime. Un recentissimo studio (2004) di Lovett sottolinea con forza che la rivelazione dell’abuso infantile è fortemente agevolata, nelle famiglie non- abusanti, da un atteggiamento recettivo e facilitante da parte del caregiver primario (la madre) che si configura quindi come il ricevente elettivo della rivelazione a discapito di eventuali professionisti esterni impegnati nel caso. Le famiglie (non-abusanti) di bambini vittime di violenze sessuali rappresentano quindi per Lovett il più affidabile punto di riferimento nella localizzazione degli abusi (…)
 
Il modello NRR nella rivelazione dell’abuso – Uno studio di Bradley e Wood (1996) analizza i meccanismi di rivelazione delle violenze sessuali da parte dei bambini come dei veri e propri “percorsi dinamici” al cui interno possono trovare posto, senza inficiare la veridicità delle affermazioni, anche temporanee ritrattazioni e successive riaffermazioni (definito NRR negazione-ritrattazione-riaffermazione) e riveste carattere di normalità.
 
Sorenson e Snow raggiungono risultati analoghi attraverso un loro studio sistematico, ribadendo la non correlazione tra ritrattazione e non-affidabilità del testimone bambino. Attendibilità delle vittime di abuso in età prescolare – Il bambino vittima di abuso in età prescolare rappresenta quasi sempre l’unico testimone del dramma che ha subito.
 
Talune condizioni, legate alla loro ridotta maturazione psicologica e linguistica implicano l’esigenza di una grande cautela e professionalità nell’acquisire e valutare resoconti su abusi subiti anche se l’azione dei genitori sembra essere in tale ambito quella maggiormente affidabile. I bambini in età prescolare vengono spesso ritenuti come “testimoni di scarsa attendibilità”.Tale situazione contrasta con la copiosa letteratura scientifica in materia. Le ricerche sembrano infatti indicare che i bambini, anche piccoli, non sono inclini a riportare azioni non accadute se non suggestionati; in particolare i bambini piccoli (fino a tre-quattro anni) sono generalmente meno accurati dei bambini più grandi nella rievocazione libera.Tuttavia gli errori sono per lo più di omissione, oppure sono evidenti segni di confabulazione, facilmente identificabili. Inoltre i bambini, anche in età prescolare, sono capaci di rievocare gli elementi centrali di un evento, che sono rilevanti da un punto di vista forense.
 
I bambini in età prescolare sono anche meno accurati nel rispondere a domande oggettive o contenenti indizi e, in effetti, hanno dimostrato di esser molto più suggestionabili dei bambini più grandi, ma tale possibilità di suggestione è possibile prevalentemente negli aspetti periferici degli eventi. In pratica i bambini in età prescolare possono con più facilità essere suggestionati (es. da domande tendenziose o reiterate) su elementi corollari della violenza subita ma più difficilmente sulla presenza o meno della violenza che normalmente, se è avvenuta, viene percepita, compresa, ricordata e spesso verbalizzata nella maggior parte dei casi….
 
In definitiva se un bambino in età prescolare racconta ai propri genitori di aver subito un abuso sessuale, tale abuso, secondo le conoscenze scientifiche attuali, nella maggior parte dei casi è avvenuto.
 
Capitolo IV – IL CRIMINAL PROFILING DEI CHILD SEX OFFENDER – di Roberta Bruzzone
Le caratteristiche salienti – Le quattro caratteristiche principali del child molester preferenziale (pedofilo) sono le seguenti:
- 1) Pattern di comportamento stabile a lungo termine
- 2) Preferenza sessuale stabile per i bambini -
3) Tecniche molto sviluppate per procurarsi l’accesso a bambini -
4) Fantasie sessuali focalizzate sui bambini Estratto dal punto 3) Tecniche molto sviluppate per procurarsi l’accesso ai bambini - Grande abilità nell’individuare le vittime potenziali più vulnerabili. - Abilità di identificarsi nei bambini - Accesso ai bambini - Attività con i bambini che escludono la presenza di altri adulti - Grande abilità di manipolazione - Hobbies ed interessi che attraggono l’attenzione dei bambini - Mostrare materiale pornografico esplicito ai bambini
 
Accesso ai bambini - Questo è uno degli indicatori più importanti da un punto di vista investigativo. Una cosa è certa: questo genere di soggetti avrà sicuramente elaborato un modo per garantirsi la possibilità di avere accesso ai bambini. Può arrivare a frequentare o sposare una donna che ha figli semplicemente per poter garantirsi un accesso privilegiato ai suoi bambini.
 
Oppure può essere il classico “ragazzo della porta accanto” dal volto rassicurante che ama far giocare i bambini dopo la scuola o portarli a fare una gita. Alcuni di questi soggetti arrivano a scegliere professioni che gli consentono di avere contatti con i bambini in maniera sistematica. Possono scegliere di fare gli insegnanti, i capi scout, i babysitter, gli autisti degli scuolabus, i bidelli, gli allenatori delle giovanili, i pediatri, i preti, gli assistenti sociali e anche i poliziotti. Naturalmente la lista potrebbe essere molto più lunga.
 
Capitolo I – EZIOLOGIA E MANIFESTAZIONI CLINICHE DELLA PEDOFILIA – di Marco Strano e Mario Di Fiorino
 
La pedofilia femminile - Il giudizio clinico tradizionale ha sostenuto che le perversioni sono rare nelle donne. Questo punto di vista è cambiato negli ultimi anni, come risultato della ricerca empirica e dell’osservazione clinica che hanno dimostrato come le fantasie perverse siano di fatto comuni nelle donne. Contro lo stereotipo culturale che vede il pedofilo incarnato in un individuo di sesso maschile, alcuni studi mostrano infatti l’emergere della figura dell’abusatrice sessuale.
 
In uno studio esauriente sulle perversione nelle donne, Kaplan (1991) sottolinea che i clinici non sono stati in grado di identificare le perversioni nelle donne, poiché queste implicano delle dinamiche più sottili rispetto alla sessualità più prevedibile delle perversioni maschili. … / …. Alquanto smoking la classificazione dei comportamenti d’abuso al femminile proposta da Bura (2002):
1) Abusi su neonati e bambini quali …(omissis per nausea). Questi abusi sarebbero tipici di strutture mediche o paramediche, o strutture ricreative o di assistenza di bambini in tenera età. Spesso sono perpetrati da gruppi di donne.
2) Abusi sessuali per l’avviamento alla prostituzione o l’inserimento all’interno della vita sessuale di coppia…./
3) Abusi sessuali diretti praticati da baby sitter o domestiche che si esprimono di solito con lavaggi genitali non necessari, toccamenti e penetrazione e/o con forme di esibizionismo…/
4) Abusi diretti verso pre-adolescenti con vere e proprie iniziazioni al sesso…/
5) Abusi sessuali dove l’intensa eccitazione sessuale è caratterizzata dall’infliggere punizioni o spaventi al bambino ed è generalmente seguita dalla solitaria manifestazione (masturbazione).
6) Abusi all’interno di riti satanici: variano da forme di abuso sessuale a manifestazioni di sadismo di gruppo
7) Abusi di tipo incestuoso dove il molestatore è rappresentato dalla mamma, da una sorella, o, in altri casi dalla nonna o dalla zia
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IL LIBRO: Il Manuale, che vede il contributo di esperti provenienti da svariate discipline e professionalità sotto l’egida scientifica dell’International Crime Analysis Association e dell’ISCOM, è destinato primariamente a tutti coloro che per ruolo istituzionale o per attività professionale si trovano schierati in prima linea contro gli abusi sui minori, ma può rappresentare un importante strumento conoscitivo anche per coloro che vogliono semplicemente aumentare la loro conoscenza in materia e con essa la loro consapevolezza sociale. L’opera, particolarmente curata ed esaustiva, affronta la tematica in modo capillare e trasversale, mantenendo però una chiarezza espositiva e un’organizzazione espositiva esemplare fornendo una preparazione operativa difficilmente reperibile su testi analoghi.

 

250 pagine: costo in libreria 30€ (ICAA STORE 15€)