TORINO:UN ALTRO PEDOFILO A PIEDE LIBERO

Pedofilia: Adescava i bambini, è libero. Riconosciuto da una vittima:"ma senza flagranza niente arresto" 

E´ stato bloccato dalla polizia dopo 4 denunce. Filmati porno nel suo cellulare

Niccolò Zancan

Riconosciuto da una vittima: "Ma senza flagranza niente arresto"  Torino.Testimone di Geova, quarant´anni, incensurato, capelli rossi ondulati, segni particolari: molti anelli alle dita e una passione perversa per i bambini. «Da un mese era diventato l´incubo di Madonna di Campagna - raccontano in un bar di via Breglio - i poliziotti lo hanno fermato sabato pomeriggio proprio qui davanti, alla fermata del pullman». Bloccato, portato in questura, riconosciuto da una vittima, ma denunciato a piede libero per tentata violenza sessuale nei confronti di minorenni. «Non essendoci la flagranza di reato non è stato possibile arrestarlo», spiegano gli investigatori. Ci sono però quattro denunce contro di lui. Una quinta sta per essere formalizzata dai genitori di un altro bambino. Incubi in fotocopia.


Il testimone di Geova girava su un´Alfa 147 nera con i vetri oscurati. Portava con sé una valigetta ventiquattrore e un telefonino pieno di filmati porno. Avvicinava i bambini davanti alle scuole, altre volte ai giardini del quartiere, offriva soldi - venti euro - mostrava le immagini, chiedeva se volevano salire in auto. Ha tentato di accarezzarli, in qualche caso. Erano giorni che gli agenti delle Volanti gli davano la caccia. Giorni di rabbia e preoccupazione per il quartiere. Pochi gli spunti investigativi da cui partire: l´auto scura e gli anelli.
Da martedì - cioè il giorno dell´ultima denuncia - è stato un lavoro continuo: appostamenti, controlli, verifiche sulle persone con precedenti specifici. Nulla. Non c´era traccia dell´uomo con la valigetta. Poi un colpo di fortuna ha rotto gli equilibri. Sabato pomeriggio una vittima, un ragazzino di 13 anni, ha riconosciuto il maniaco mentre camminava nel quartiere. È stato prontissimo. Ha chiamato immediatamente il padre con il cellulare: «È lui, lo vedo, sono sicuro, è quello che ha cercato di farmi salire in macchina».
Il padre ha avvertito il 113 e si è precipitato. La caccia è scattata subito. Un´ora più tardi il pedofilo è stato bloccato alla fermata del pullman. Stava salendo sul 75.
Un personaggio inquietante. Non ha detto una parola. Non ha ammesso, ma neppure ha cercato di giustificarsi. Silenzio e sguardo basso. Non ha precedenti penali. Un vita da insospettabile. Lavoro in una carrozzeria ben avviata, casa in Strada Altessano. Abiti molto curati, pettinatura particolare, molti anelli vistosi alle dita. Quasi tutto il tempo libero lo dedicava all´impegno come testimone di Geova, almeno questo pensavano i suoi amici. Nessuno sospettava della sua doppia vita.
Sabato sera il caso è finito sulla scrivania del pm di turno, Marcello Tantangelo. Sono in corso degli accertamenti. Controlli sui computer e sui telefoni. Il cellulare che aveva in tasca non conteneva filmati compromettenti. Nella valigetta c´era solo materiale divulgativo del suo credo religioso. Per ora, è stato fatto solo un riconoscimento. Quello del ragazzino che ha fatto scattare le ricerche. Una testimonianza sicura. Nessuna esitazione, con il particolare decisivo proprio di un anello descritto con precisione. Molti dettagli ora tornano anche nelle altre denunce. Mentre il padre di una vittima dice: «Ringrazio la polizia per l´intervento tempestivo, ma non siamo affatto contenti di sapere che quell´uomo è ancora in giro. Se si ripresenta davanti a scuola ci faremo giustizia da soli».
( L'Espresso Local 26 febbraio 2008) 

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