Pedofilia: Troppi i preti sotto accusa difesi da vescovi, e nessuna parola per le vittime

Pedofilia:Cei,in Italia abbiamo vigilato Seguite direttive S.Sede, no a discredito generalizzato

di Roberta Lerici

Leggo oggi la seguente dichiarazione della Cei sulla pedofilia nella chiesa, "Il Italia abbiamo vigilato".Mi dispiace dover contraddire questa affermazione, ma non mi pare proprio che sia andata così.

Don Marco Baresi, arrestato nel 2007 e condannato in primo grado a 7 anni e mezzo. Comunicato di monsignor Monari all'arresto di don Marco: ""il dramma di chi è vittima di pedofili non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave ed è innocente è pure di grande portata"

Monsignor Zenti, vescovo di Verona, sui presunti abusi all'Istituto Provolo : «È una vicenda che ci ha lasciato sgomenti, sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne». Il vescovo di Verona, riguardo a Giorgio Dalla Bernardina, presidente dell'Associazione Sordomuti "Antonio Provolo" che ha portato alle luce i casi denunciati dagli ex allievi dell'istituto religioso, ha detto: «Io mi trovo tra l'incudine e il martello: il signor Dalla Bernardina è un nostro diocesano, è un mio fedele. Se voleva fare la guerra doveva corazzarsi, non usare la bicicletta e la baionetta da bersaglieri». «Quello che risulta dall'Espresso è da allucinazione».

 Don Mauro Stefanoni, condannato a 8 anni: Secondo l’ipotesi accusatoria, il vescovo emerito di Como nel novembre del 2004 avrebbe convocato in Curia don Stefanoni per riferirgli dell’esistenza dell’indagine penale nei suoi confronti per violenza sessuale.

Don Marco Cerullo, insegnante di religione, condannato per abusi su un suo alunno dodicenne.

Scrissero tre anni fa: "La Curia aversana già conosceva le presunte debolezze di don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno che, nell’immediatezza delle festività natalizie, è stato sorpreso dai carabinieri in auto, parcheggiata in aperta campagna, mentre avrebbe tentato di abusare di un ragazzino di dodici anni? La risposta, stando ai bene informati, sarebbe positiva, soprattutto se si considera che la stessa Curia aveva disposto, un mese prima, il trasferimento del giovane sacerdote, di 33 anni, da viceparroco di una parrocchia a Villa Literno ad un’altra di Casal di Principe, nel maldestro tentativo di fare in modo che il sacerdote si redimesse. Una speranza assurda, se così fosse. Visto che trasferire una persona non significa certamente fare in modo che vengano meno le sue inclinazioni, più o meno corrette che siano. Qualche anno fa la stessa decisione sarebbe stata adottata, a fronte di voci più o meno circostanziate, nei confronti di un altro sacerdote trasferito in fretta e furia in un paesino di un’altra provincia campana. Insomma, la Chiesa aversana si comporterebbe come lo struzzo. Farebbe quasi finta di non vedere, limitandosi ad un trasferimento che non ottiene altro risultato se non quello di inquinare altre realtà." (fonte:http://www.pupia.tv/aversa/cronaca/1302/pr...ria-sapeva.html)

don Luciano Massaferro, in carcere per presunti absui su una dodicenne, viene così difeso dal vescovo di Albenga e Imperia,monsignor Olivieri: «Personalmente continuo ad essere sempre più convinto che l’arresto di don Luciano sia il risultato di un equivoco colossale. Sono certo che il sacerdote sarà in grado di poter dimostrare la sua completa estraneità alla vicenda della quale è accusato. E poi, ripeto, una persona deve ritenersi innocente sino a prova contraria».

Da parte della Curia non una parola per la vittima presunta, nonostante le istanze di scarcerzione  di don Luciano siano state tutte respinte.Attualmente don Lù è in carcere, in attesa della chiusura delle indagini.

Pedofilia:Cei,in Italia abbiamo vigilato Seguite direttive S.Sede, no a discredito generalizzato

22 marzo, Pedofilia:Cei,in Italia abbiamo vigilato (ANSA)- CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR - La Chiesa italiana ha seguito le direttive della S.Sede per vigilare e prevenire la pedofilia nel clero. Cosi' Bagnasco. Nella sua relazione al Consiglio episcopale permanente, Bagnasco sottolinea che di fronte agli scandali sulla pedofilia, la Chiesa ha imparato da Benedetto XVI a non tacere o coprire la verita' ''anche quando e' dolorosa e odiosa''; ''questo pero' -continua Bagnasco- non significa subire, qualora ci fossero, strategie di discredito generalizzate''.