Docenti pedofili: basta con questo assurdo garantismo.

Non si capisce per quale motivo, nella scuola le condanne non contino affatto. Il caso del professore di Aosta che, dopo una condanna a due anni per possesso e diffusione di materiale pedopornografico, chiede addirittura una promozione per rinunciare ad insegnare, ci porta ancora una volta a discutere di tutela dei minori in ambito scolastico. Non si capisce perché un cassiere di banca condannato per furto debba essere immediatamente sollevato dai suoi compiti, mentre un docente pedofilo no. O forse, come nel caso del professore di Aosta, si ritiene la condanna per possesso e scambio di materiale pedopornografico meno grave di un abuso sui minori  materialmente compiuto? E’ una storia che si ripete: taluni, infatti, pensano che “guardare violentare i minori” sia meno riprovevole che violentarli direttamente.

Eppure, secondo la Polizia Canadese, il 30% di coloro che scaricano e scambiano materiale pedopornografico è anche un abusante.La nostra legislazione, poi è molto severa anche per il possesso e lo scambio di materiale. Ma c’è il fatto che una condanna non è definitiva fino al terzo grado di giudizio, e che, quindi, chi viene condannato in primo grado, è innocente per altri sei o sette anni, ovvero fino a condanna definitiva in Cassazione. E allora mi chiedo, che differenza c’è fra chi non è subito alcuna condanna, e chi è stato condannato in primo grado? Davvero non ce n’è nessuna? Ovvero, il professore di Aosta sarà equiparabile a  tutti gli insegnanti d’Italia  per altri sei anni nonostante gli piacesse guardare immagini raccapriccianti su internet? E le “Norme Urgenti per La Scuola” varate da Fioroni all’inizio di questo anno scolastico che fine hanno fatto?

In quelle norme si diceva chiaramente che i docenti indagati o condannati per reati gravi come la pedofilia o gli abusi sessuali, devono essere immediatamente sospesi a scopo cautelare e poi, eventualmente, spostati ad altro incarico o licenziati. Questa regola è stata applicata anche dalla scuola di Aosta, ma il professore ha fatto ricorso ed il giudice del Lavoro gli ha dato ragione. Qui i casi sono due: o il giudice del Lavoro ha sbagliato, o è sbagliata la legge che il giudice del lavoro ha applicato e bisogna subito modificarla. Nel caso in questione, poi, il professore ha scambiato materiale pedopornografico dal computer della scuola media, quindi mi domando come possa permanere nel mondo della scuola anche con un altro incarico. Come mai i docenti e i sindacati degli insegnanti non protestano mai quando capitano questi fatti, e sono sempre tutti garantisti? Alcune associazioni e sindacati degli insegnanti hanno anche criticato le “Norme Urgenti”di Fioroni perché “troppo rigide”. Ma non lo sanno che la pedofilia è dilagante e che i pedofili scelgono spesso lavori che li portano a contatto con i bambini? Non hanno capito che per difendere tutti gli insegnanti onesti, bisogna essere duri con quelli che non lo sono? La Chiesa sta lentamente cominciando a capirlo (un po’ troppo lentamente), ma se il sentimento di condanna nei confronti dei preti pedofili è pressocchè unanime da parte dei media, c’è ancora troppo riguardo nei confronti di talune categorie della società civile.  Non si può combattere la pedofilia a settori. O si combatte nel suo insieme, o si deve dire chiaramente, che di tutelare i minori non importa niente a nessuno perché, in fondo, si ritiene che non contino nulla.

 

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