ABUSI ALL'ASILO, LA CURIA DI BOLOGNA SAPEVA E HA NASCOSTO TUTTO

Note di Roberta Lerici

Non capisco perchè tutte le attenzioni del Vaticano siano rivolte agli episodi di pedofilia nella chiesa avvenuti all'estero.In Italia abbiamo attualmente alcuni sacerdoti sotto processo, che vengono difesi quotidianamente dalla curia, la stessa curia che non dedica una sola parola alle vittime.Ma gli appelli del Papa sembra che siano rivolti ad altri, visto che in Italia restano inascoltati.Sarebbe il caso che qualcuno informasse i vescovi di ciò che dice il Papa, perchè pare ci siano problemi di comunicazione.

PEDOFILIA, CECCONI: "CURIA BOLOGNA SAPEVA E HA NASCOSTO TUTTO"

Due anni fa un sacerdote bolognese è stato condannato in primo grado per molestie sui bambini di una scuola da lui gestita. Per Maurizio Cecconi di 'Rete Laica Bologna', che sostiene i genitori, la curia sapeva. E ora non vuole pagare i danni. A CNRmedia ha parlato anche Claudia Colombo, avvocato delle vittime.

"Nella sentenza di primo grado che è già stata emessea e che ha condannato il prete a 6 anni e 10 mesi di reclusione per molestie su 10 bambini, il comportamento della curia viene definito dai giudici omertoso e di ostacolo sia della presentazione della denuncia alle autorità giudiziare, sia nel reperimento delle prove e delle fonti", dice a CNRmedia Maurizio Cecconi, portavoce di 'Rete Laica Bologna', insieme di associazioni che si battono per la laicità delle istituzioni e che sostiene i genitori dei bambini che sarebbero stati molestati da un sacerdote nel bolognese.

"A gestire questa vicenda sono stati monsignor Ernesto Vecchi e il cardinal Carlo Cafarra, i massimi vertici della curia bolognese", aggiunge Cecconi. "Tra l'altro la curia non vuole risarcire nemmeno i genitori dei bambini coinvolti, per cui il tribunale in primo grado aveva disposto un risarcimento di 28 mila euro. Il sacerdote però è nullatenente e la chiesa non vuole pagare", prosegue Cecconi e aggiunge che 'Rete Laica Bologna' ogni mese organizza un sit in davanti all'arcivescovado per chiedere più trasparenza nella vicenda.

"Il sacerdote è stato rimosso dal suo incarico solo due anni fa, quando è stato condannato in primo grado.- continua Cecconi - Ma nulla si è fatto quando le maestre e la direttrice della scuola e le maestre delal scuola sono andate in curia a Bologna e hanno denunciato a monsignor Vecchi i loro sospetti. Non si tratta di mettere alla berlina un sacerdote, ma qui si tratta di bambini. L'unica risposta è stata la minaccia di licenziamento neanche tanto velata da parte della curia.

Mi sembra che l'unica volontà sia di nascondere il prete pedofilo, invece di tutelare i bambini vittime di molestie". "L'appello è slittato nel 2012 , tra l'altro questo comporta un forte rischio di prescrizione dei reati di cui il sacerdote è sttaoritenuto colpevole in primo grado , che risalirebbero al 2002 -2003 - aggiunge il portavoce, secondo cui - la Chiesa gioca sulla prescrizione per difendere un suo sacerdote che ha commesso un reato, esattamente come fa Berlusconi".

"Si tratta di un processo che è durato molti anni, tra indagini e dibattimento. Pare da quanto scrivono i giornali, perchè a me come legale non è ancora stato notificato nulla, che il processo di appello avverrà nel 2012. La prescrizione, trattandosi tre gradi di giudizio, non è poi un' ipotesi così remota", conferma a CNRmedia Claudia Colombo, legale di parte civile delle famiglie dei bambini.

La sentenza prevedeva anche un risarcimento di 28 mila euro, disposto in via provvisoriamente esecutiva, alle famiglie delle vittime, che non è stato mai versato. "La curia giuridicamente non è tenuta a risarcire le vittime, come ho spiegato nella lettera aperta al cardinal Cafarra, in quanto la sentenza di condanna di primo grado del prete impuatato ha decretato che spetti a lui adempiere a questo risarcimento provvisoriamente esecutiva", aggunge il legale che ha scritto, dice, solo per chiedere aiuto e comprensione.

"Il senso della mia lettera aperta al cardinale Cafarra era di lamentare il silenzio della curia, anche solo come scuse o rammarico per quanto è accaduto". Il legale però non vuole entrare nel merito della vicenda processuale. "Attendiamo sempre un cenno di risposta alla lettera aperta inviata alla curia bolognese, e aspettiamo l'appello - aggiunge l'avvocato Colombo - Intanto ci lecchiamo le ferite, perchè quello che più ci dispiace è l'isolamento in cui ci siamo visti confinare. Ci tengo a precisare che si tratta comunque di delitti commessi all'interno di una scuola materna parrocchiale", ha concluso. La curia bolognese, il prete coinvolto e i legali del sacerdote, interpellati da CNRmedia, hanno preferito non rilasciare alcun commento.

CNRmedia 17/03/2010