RIGNANO FLAMINIO: CONVEGNO SU VERI E FALSI ABUSI: QUATTRO CHIACCHERE TRA AMICI, CON LE VITTIME FUORI DALLA PORTA

Qualche giorno fa ho ricevuto da Vittorio Apolloni, presidente dell’associazione falsi abusi e padre di Valerio, recentemente condannato per pedofilia a 2 anni e otto mesi (vittime i bambini della scuola materna Bovetti di La Loggia-Torino), il seguente invito: Spero di incontrarla a Rignano e che Lei abbia visionato le vergognose violenze fatte dagli inquirenti per condannare degli innocenti. 

Dal momento che, purtroppo, da un anno e mezzo vivo e studio il problema degli abusi sui minori, cercando di essere vicina con consigli, informazioni, indirizzi, alle persone i cui bambini sono stati abusati nella scuola materna di Rignano Flaminio e in altre parti d’Italia, (la magistratura dovrà stabilire i responsabili, naturalmente), mi è sembrato quanto mai inopportuno inoltrarmi un simile invito. Oltretutto, una mia cara amica mi faceva notare che i convegni hanno un senso se a parlare tra loro sono persone interessate del medesimo argomento (sia esso scientifico, giuridico, medico o altro) che, scambiandosi informazioni ed esperienze, arricchiscono le conoscenze di tutti i partecipanti.I relatori del convegno, invece, hanno una cosa che li accomuna tutti: i forti dubbi sulla veridicità degli abusi subiti dai bambini di Rignano e su quelli avvenuti nella altre scuole materne italiane (13 casi finora, di cui 2 terminati con condanne definitive di operatori scolastici).Il convegno si è svolto oggi, e vorrei riepilogare brevemente come i relatori si sono espressi sulla pedofilia, non solo riguardo al caso Rignano, sia in passato che oggi.

 Il Prof. Francesco Bruno , neuropsichiatra e criminologo, docente di psicopatologia forense presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Ha dichiarato in un’intervista a proposito del caso Rignano:  Per me un bambino fino a tre quattro anni non ha quasi nessuna credibilità se non in certe particolari circostanze che comunque rendono accettabile questa indicazione che però non può essere una testimonianza sotto il profilo giuridico.”Il professor Francesco Bruno, forse non sa che esistono innumerevoli sentenze della Cassazione che dicono esattamente il contrario. “Il bambino è un testimone a tutti gli effetti e la sua testimonianza resa in incidente probatorio ha valore di prova”. Ma forse non tutti sanno che il professor Bruno è consulente della difesa di Suor Soledad, rinviata a giudizio un mese fa per presunti abusi sessuali su 36 bambini dell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania.

** Al convegno di oggi afferma: La pedofilia al femminile non esiste e poi non è possibile trovare quattro donne pedofile in uno stesso asilo. Neppure le Suore pedofile ,secondo Bruno, agirebbero insieme. Mi sembra strana questa affermazione, visto che il processo di Bergamo per abusi sui bambini dell’asilo di Cazzano Sant’Andrea, vede imputate proprio due suore e nell’asilo di Calabritto le suore imputate erano due, di cui una è stata condannata a tre anni anche in appello e l’altra risulterebbe latitante da ben tre anni. L’uomo insieme al quale le due suore avrebbero abusato dei bambini, invece, è stato condannato in Cassazione a più di sei anni.
 

Il Prof. Ernesto Caffo, ordinario di neuropsichiatra infantile presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, presidente della ESCAP(Società Europea di Psichiatria Infantile e dell'Adolescenza), fondatore e presidente di "Telefono Azzurro"

Il Professor Caffo, ha espresso più volte i suoi dubbi sul caso Rignano (da La Stampa, 27/4/2007) “«Lo scenario è confuso e il contesto è deteriorato dal tempo” (sos minori-rassegna stampa 26 aprile 07) Sull'indagine di pedofilia nella scuola materna di Rignano Flaminio, il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo dice che esistono elementi di dubbio e che la vicenda era nota prima dell'estate scorsa.** Oggi al convegno, purtroppo non c’era, perchè c’è stato un fraintendimento sul giorno con gli organizzatori.  

 Il Prof. Modesto Mendicini, pediatra, ordinario di pediatria presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Il professor Mendicini si è affacciato a sorpresa sul caso Rignano, comparendo a Porta A Porta nel mese di maggio 2007, invitato, mi pare dal comitato pro indagati. Ricordo che disse più o meno questo:”I bambini non sono stati abusati, e poi non essendoci riscontri bancari che dimostrino l’arricchimento degli indagati, è ovvio che gli abusi non ci sono stati”. Lo stesso Bruno Vespa rimase interdetto da questa affermazione. Su quali basi e a quale titolo abbia espresso questa sua convinzione, è rimasto un mistero tuttora irrisolto.

** Oggi al convegno ha affermato che Rignano è un chiaro caso di contagio collettivo, e che se ne è accorto da subito dai titoli dei giornali. Per la sua professione, vede tanti bambini che vengono contagiati dalle madri. Quando li visita, i bambini sanno già di cosa soffrono, perché ripetono le parole delle madri”  Bè, direi che queste righe non hanno bisogno di alcun commento.  

il Dott. Renato Farina, giornalista, già vice-direttore di Libero di cui cito un brano di un articolo che scrisse su Rignano:Maestre d'asilo pedofile? Fuori le prove
La pedofilia è il più infame dei reati. Quando la violenza sessuale colpisce piccini di tre, quattro o cinque anni essa assume un carattere demoniaco. Chi la commette è spedito fuori dal contesto umano. Sono gli orchi. Ma perché sono sempre maestre d'asilo, specie cattoliche?

** Al convegno afferma: “Si tratta di contagio collettivo…e poi spara: “i giornalisti sono tutti corrotti” (non so a proposito di cosa)  

l'On. Carlo Giovanardi, deputato e Presidente della Giunta per le Autorizzazioni a procedere, ha presentato un’interrogazione parlamentare perché riteneva i dati sugli abusi sui minori diffusi in un convegno organizzato a Milano nel mese di giugno 2007 inattendibili perché gonfiati , e questo non avrebbe fanno altro che alimentare psicosi.

Invece quei dati erano conformi a quelli del rapporto 2006 delle Nazioni Unite. Nei 21 paesi, sviluppati per la maggioranza, fino al 36 % di donne e 29 % degli uomini sono stati vittime di violenze sessuali durante l'infanzia. Quindi l’interrogazione era sbagliata e Giovanardi non conosceva i dati sugli abusi sui minori.

Su Rignano, subito dopo l’arresto delle maestre, ha presentato una interrogazione urgente perché venissero scarcerate. Oggi, al convegno e più tardi al Tg2, ha chiesto alla procura di Tivoli che indaga su Rignano “di chiudere subito l’inchiesta perché ormai è solo uno spreco di denaro, tanto si è capito che è una bufala. Risparmiate ai bambini questo strazio…”   

Mi domando come mai, se per loro la pedofilia a Rignano non esiste, queste persone siano convenute proprio qui per parlarne. Ma forse, riflettendo, se la pedofilia è una piaga che ha assunto dimensioni planetarie, meglio scegliere una cittadina come Rignano dove,  come dice l’avvocato Giosuè Bruno Naso,  “Non è successo niente, o quasi niente.”

Roberta Lerici 21 febbraio 2008