“Ecco gli omicidi in nome di Satana”

 

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 In televisione la giovane folignate che ha trascinato in tribunale il padre e i suoi amici. Intervista choc a Le Iene: “Violenze sessuali e morte, la setta agiva così”.

PERUGIA  “Hanno fatto, fanno e continueranno a fare riti satanici...”. Irene M. venticinque anni circa, ha rilasciato una lunga intervista al programma televisivo “Le Iene”, per ripetere quanto denunciato prima ai carabinieri e poi al pubblico ministero Antonella Duchini. I giudici, lo scorso gennaio, hanno emesso una sentenza che solo in parte (dove dichiara prescritti gli eventuali reati) le riconosce attendibilità, per cui al collaboratore della trasmissione televisiva - il perugino Casciarri - ha ripetuto le sue verità.

Che parlano di uno spaccato terribile, orripilante, agghiacciante del satanismo in Umbria. Una sorta di horror “de noantri”, con protagonisti contadini, operai, artigiani, infermieri. Con riti sanguinari celebrati da uomini e donne (una angosciante sacerdotessa, descritta come vestita di abiti sacerdotali) e con sacrifici cruenti. Non solo un leprotto sgozzato, per di più davanti a bambini, ma anche con il sacrificio di almeno due piccini (che in televisione l’altra sera la vittima ha definito “mori”, come se fossero insomma di carnagione tale da poter essere individuati come stranieri). Uno dei quali, con un atto coraggioso, avrebbe cercato di difendere proprio la testimone-accusatrice e che per questo sarebbe stato portato in una stamza e ucciso. Ucciso anche un secondo bambino che sarebbe stato - incredibile e orrendo a ripetersi - ammazzato e poi letteralmente smembrato e le cui parti sarebbero state sotterrate (e talvolta disseppellite) sulla montagna folignate. Un racconto da tragedia greca. La giovane donna ha riferito anche il particolare di una bambina che sarebbe stata “incisa” con una lama mentre si trovava immersa nell’acqua di una vasca da bagno, che sotto i suoi occhi era diventata sempre più rossa di sangue. I fatti sarebbero avvenuti agli inizi degli anni Novanta e anche successivamente, a cominciare da quando la vittima aveva pochi anni e veniva prelevata dal padre, che sarebbe stato uno dei membri più influenti della setta satanica, per partecipare alle immonde cerimonie. Secondo la denunciante lei stessa sarebbe stata vittima di soprusi di tipo sessuale, proprio durante questi agghiaccianti rituali, in parte celebrati al chiuso, in parte in radure in mezzo ai boschi. A sostegno del racconto della vittima, “Le Iene” hanno mostrato immagini di alcune zone, abitazioni e chiesette sconsacrate della montagna folignate e dei boschi appenninici in cui sarebbero si sarebbero verificate le sanguinarie cerimonie. L’inchiesta penale era iniziata quando Irene M., allora minorenne, sotto analisi di una psichiatra, nel corso di una seduta, aveva fatto riemergere dall’inconscio - come dichiarato dalla stessa professionista che l’aveva in cura e che aveva fornito una sorta di certificazione di attendibilità al racconto - questi dolorosi ricordi che la sua psiche aveva sepolto nel più profondo della coscienza. A quel punto la ragazza si era presentata in una stazione carabinieri della zona di Foligno e aveva presentato una dettagliata denuncia. Che il riaffiorare dei ricordi costasse profondo dolore alla ragazza (anche se dalle immagini dell’intervista televisiva questo aspetto non si è notato) era emerso anche davanti al gup Paolo Micheli, quando Irene per due o tre udienze aveva dovuto interrompere la ricostruzione degli angoscianti eventi colta da singulti e pianti irrefrenabili. L’altra sera in tv Irene (che ha parlato col volto nascosto da una “effetto di regia” televisiva e gli occhi coperti da una striscia nera) ha sostenuto che quei personaggi continuano e continueranno a celebrare le loro cerimonie sataniche. Ma ha anche aggiunto che continueranno a farlo perché “sono protetti molto in alto” e si sentono quindi protetti da un senso di impunità Elio Clero Bertoldi

il corriere dell'Umbria 5 febbraio 2010