BAMBINO CONTESO: DALLA PARTE DI LIAM GABRIELE, DAVANTI AL TRIBUNALE

 

Un disegno fatto a scuola, per la mamma, quando era  in casa famiglia

  Bimbo conteso, la madre teme il suicidio di Liam

          L'esperto: "Grave fargli cambiare scuola"

 Di Roberta Lerici  

Commozione, testimonianze, ricordi e tanto dolore sono stati i protagonisti della conferenza stampa di oggi davanti al Tribunale di Roma.Un modo per comunicare lo sconcerto per gli ultimi provvedimenti presi contro Liam Gabriele, che però vuole che lo si chiami Leone, perchè un piccolo leone lo è  davvero.Ma la paura della mamma, Manuela Antonelli, è che suo figlio non regga l'urto di questo ennesimo traumatico distacco, aggravato dall'ultimo provvedimento del tribunale dei minori, che gli impone anche il cambiamento della scuola. Teme che il bambino tenti di nuovo il suicidio, come aveva già provato a fare in casa famiglia, l'estate scorsa.

 

C'erano le mamme dei suoi compagni di scuola, stamattina, a confortare Manuela e a testimoniare che Leone a scuola stava bene, amava i suoi compagni e anche quando per cinque mesi lo avevano chiuso in una casa famiglia, a scuola non lo aveva mai detto.Perchè non ha mai voluto che il suo dramma diventasse pubblico. Ma tutte le cautele usate da Manuela Antonelli in questi anni per preservare il bambino, sono andate in fumo quando suo padre ha riempito il web con le sue vecchie fotografie e successivamente, quando viveva nascosto con la mamma, il PM ha lanciato il "Wanted" ordinando ai media la diffusione delle sue foto con le generalità complete. C'era anche suor Rita, stamattina, insieme a una consorella, e ha definito questa storia nel modo più appropriato:"Un inutile calvario"

L'ultima notte passata insieme alla mamma, Leone non ha dormito.Piangeva, implorandola di non andare a quell'udienza in tribunale."Vogliono separarci, non andare" .Ma Manuela si fida della giustizia e si presenta in aula.All'uscita, viene arrestata. Le avevano promesso che avrebbe rivisto suo figlio non appena scarcerata, ma non è accaduto.E' dal 26 gennaio che Manuela non sa più nulla di suo figlio, ma fatto ancora più grave, suo figlio non sa più nulla di lei. Il tutore nominato dal tribunale riferisce che Liam sta bene.Ma possono bastare queste due parole a tranquillizzarci? E cosa vuol dire "stare bene", dopo aver perso tutti gli affetti più cari, per questi illuminati "padroni dell'infanzia"?

Il professor Sabatello, perito del tribunale ha detto che separandolo dalla madre il bambino correva il rischio di una grave alterazione dell'equilibrio psichico.Il professor Cancrini che lo ha in cura da due anni ha detto la stessa cosa.

E allora, se degli esperti hanno sconsigliato di separare Leone dalla madre, come mai dei non esperti si sono assunti la responsabilità di non ascoltarli, agendo in modo completamente opposto? E come mai hanno aggravato ancor più le cose obbligandolo a cambiare scuola? E come mai il tutore nominato dal tribunale pare abbia chiesto informalmente di far sospendere al bambino la psicoterapia che segue da due anni nel centro del professor CANCRINI.Forse per farlo curare da qualcun'altro? Ma le madri, i terapeuti e le scuole, non ci cambiano come i vestiti.

Questo dovrebbe esser spiegato ai giudici* di Liam Gabriele McCarty, anni 8, colpevole per aver detto e ripetuto troppe volte di non voler vedere suo padre e di subito abusi.

*Angela Rivellese, dott. Claudio Cottatellucci, dott. Bruno Calabrese, dott.Maria C.A. Leo 

Autore Roberta Lerici-4 febbraio 2010-awww.bambinicoraggiosi.com 

 Bimbo conteso. L'esperto: "Grave fargli cambiare scuola"

4 febbraio 2010

Roma, 4 feb. - "E' una decisione altamente negativa". Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutica e responsabile dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, boccia la decisione del Tribunale di Roma di obbligare Liam Gabriele, il bambino conteso dalla madre italiana e dal padre americano e ora affidato dal tutore a uno zio materno che non vedeva da tempo (da giorni la madre non sa nulla del figlio), a cambiare anche la scuola che frequentava a Roma. Le mamme dei suoi compagni di classe hanno solidarizzato con la mamma di Liam, specificando che i loro figli chiedono continuamente del bambino. "E' un errore grave, dopo aver strappato il bambino alla madre, toglierlo anche dalla sua scuola, dall'ambiente cioe' nel quale ha gli amici, probabilmente il solo rimastogli che sente suo- spiega Castelbianco. E tutto questo per mandarlo in un'altra scuola, in un altro ambiente, dove lui, diffidente e vulnerabile dopo quello che ha vissuto e che sta vivendo, fatichera' a inserirsi, a fidarsi di persone nuove. A meno che- chiude lo psicoterapeuta- l'obiettivo non sia un altro: strapparlo dai suoi affetti in Italia e creare cosi' le condizioni per rimandarlo in America".

 Bimbo conteso, la madre teme il suicidio di Liam

Udienza lampo per Manuela Antonelli, la donna arrestata il 28 gennaio (e poi scarcerata due giorni dopo con l'obbligo di firma) per aver sottratto al padre americano il figlio Liam, di 8 anni. Al presidente Miceli, la donna, ha dichiarato stamane di opporsi alla richiesta di estradizione avanzata dagli Usa dove vive il padre del ragazzino e ha parlato di un possibile rischio suicidio per il minore "Stanno sottovalutando il fatto che tutte le perizie dicono di non separare madre e figlio. Liam è a rischio depressione e suicidio. Già in passato ha avuto comportamenti autolesionistici". E' il grido di allarme di Manuela Antonelli, la donna che da due anni lotta per avere in affidamento suo figlio Liam, di otto anni, conteso dal padre americano. Conferenza stampa davanti la sede giudiziaria romana, poco prima dell'udienza, davanti al presidente della IV sezione penale della Corte d'appello, Domenico Massimiliano Miceli, che dovrà decidere se estradare Manuela Antonelli negli Usa.

E' lo stesso giudice che il 30 gennaio scorso scarcerò la donna, arrestata due giorni prima perchè ritenuta responsabile di sequestro del figlio (Liam non fu portato in una casa famiglia come aveva stabilito il tribunale per i minorenni), in esecuzione di un ordine di estradizione da parte degli Usa. "Sono passata per una delinquente che ha sottratto suo figlio e l'ha nascosto - ha detto ai giornalisti Manuela Antonelli, la madre di Liam, bimbo conteso col marito americano -. Se l'ho portato via dalla casa famiglia è solo perchè sapevo che l'avrei perso per sempre. Io so solo che il bambino non può stare con una persona che è assente dalla sua vita da quattro anni".

Liam, infatti, secondo il tribunale per i minorenni, dovrà vivere dallo zio materno, Gianluca Antonelli. "E poi - ha aggiunto - Liam ha detto chiaramente perchè non vuole vedere il padre". L'uomo, infatti, era stato accusato in Italia e negli Usa di averlo violentato sessualmente; ma è stato assolto. "Stanno annullando Liam. Solo perchè non vuole vedere il padre, non gli consentono di vedere la madre". E uno dei legali della donna, l'avvocato Antonella Tomassini, ha aggiunto: "Il bambino mi ha detto: 'Promettimi che mi riporti da mamma'".

L'incontro con la stampa è stato organizzato per due motivi fondamentali: da una parte "esprimere lo sdegno generale nell'apprendere che il tribunale dei minori ha autorizzato lo zio di Liam a fargli cambiare la scuola"; dall'altro "la richiesta ai magistrati di fissare un'udienza immediata, prima del 12 febbraio, per stilare un programma d'incontri madre-figlio in maniera protetta". Ultima fase, l'udienzai: Manuela Antonelli si è opposta alla richiesta di estradizione di cui adesso partirà l'iter previsto dalla legge. (la repubblica 04 febbraio 2010)