CETARA: UNA RETE DI PEDOFILI VENDEVA I FILMATI DELLE VIOLENZE

COSTIERA AMALFITANA DA CETARA UNA RETE DI PEDOFILI. SI VENDEVONO I FILMATI DELLE VIOLENZE SESSUALI

Passare al setaccio la maggior parte del materiale sequestrato, interrogare i tre principali imputati e sentire, eventualmente, ulteriori testimoni. Sono queste le prioritá intorno alle quali stanno lavorando gli investigatori, coordinati dal procuratore capo Franco Roberti e dal sostituto Cristina Giusti, per fare luce sulle violenze sessuali e gli abusi sulla 14enne di Cetara.

• Una storia talmente assurda che sembra non essere vera, talmente tante sono le brutture e gli orrori contenuti nei racconti che sono saltati fuori dal sommerso, proprio grazie al coraggio e alle dichiarazioni della quattordicenne. • Che per sette anni, invece di sognare il principe azzurro e le fate, avrebbe vissuto in un mondo di orchi. E, fatto ancora più grave, tra i mostri ci sarebbero stati anche il padre e il fratello, oltre che il vicino di casa.

• Gli episodi noti, tuttavia, almeno stando a quanto trapela dagli inquirenti, potrebbero anche essere sola la punta dell’iceberg. Solo una piccola parte, insomma, di un sistema molto più complesso e radicato, che potrebbe coinvolgere molte altre persone che, direttamente o indirettamente, avrebbero preso parte ai giochi erotici con più di un minorenne nel centro costiero.

• Una presunta rete di "pedofili", dunque, i cui confini potrebbero estendersi anche al di lá del comprensorio amalfitano.

• Perciò, in questa fase riveste particolare importanza l’analisi dei computer, dvd, hard disk, pen drive e videocassette, sequestrati nel corso del blitz di mercoledì mattina, messo a segno dai carabinieri del comando provinciale e del Ros di Salerno, diretti dal comandante Gregorio De Marco e dal colonnello Francesco Merone.

• Alcuni di quei file, al vaglio dei tecnici della procura, potrebbero pure nascondere molti altri segreti e, soprattutto, tirare in ballo ulteriori persone che avrebbero partecipato agli in contri o visionato i filmati girati da una donna.

• Perché si teme che le pratiche sessuali, alle quali sarebbe stata costretta la quattordicenne, siano state filmate, come, del resto, avrebbe raccontato la stessa ragazzina agli investigatori.

• E, perciò, si ipotizza pure che foto e video siano stati immessi sul fiorente mercato pedopornografico.

• Intanto, nelle prossime ore, saranno ascoltati dai magistrati titolari dell’inchiesta, i tre arrestati: XX, 53 anni, papá della bimba, di professione pescatore, XX., 21 anni, fratello della quattordicenne e disoccupato, e XX., 55 anni, invalido, il vicino di casa che avrebbe avuto, in tutta la storia, il ruolo principale.

• Un passaggio, quest’ultimo, di vitale importante che potrebbe fare ulteriore chiarezza sulla vicenda, anche in virtù delle intercettazioni telefoniche e ambientali. In base alle quali sarebbe giá stato possibile delineare, almeno in parte, le singole responsabilitá e i relativi ruoli nel torbido menage a cui era stata costretta per sette lunghissimi anni la bambina. Non è nemmeno escluso, tuttavia, che i giudici decidano di ascoltare ulteriori testi, anche perché, durante l’operazione, sono state effettuate ben diciotto perquisizioni. E nella maggior parte dei casi nei confronti di persone che abitano nella stessa zona dei principali indiziati, nella parte alta del paese.

• Il sospetto di un vero e proprio mercato pedopornografico nel quale era stata sfruttata la 14enne di Cetara si fa sempre più forte in queste ore. Gaetano de Stefano

POSITANO NEWS 30 GENNAIO 2010