Rignano, pedofilia all'asilo: Nuovi inquietanti particolari e una nuova indagata

 

ansa_10352309_02550.jpg (280×307)

             (un'immagine del giorno della scarcerazione delle maestre)

Note: su Il Messaggero di oggi compare anche la notizia di una nuova indagata, forse una donna dell'est. 

Rignano, c'è un'altra casa degli orchi

Dall'inchiesta trapelano particolari inquietanti. Bambini violentati e costretti a partecipare a riti orgiastici. L'atroce sospetto: piccoli portati fuori dentro degli scatoloni.  

«Questo autunno sono entrati i carabinieri del Ris e hanno lavorato per tre giorni». L'ombra degli «orchi» torna pesante come un macigno a Rignano Flaminio: l'incursione dei militari dell'Arma, alla quale fa riferimento un vicino, è una villa nella frazione di Montelarco, all'epoca dei fatti denunciati in vendita. È lì che ci sarebbe la stanza «rossonera», così descritta da alcuni bambini probabilmente abusati, saltata fuori venerdì scorso all'udienza davanti al gup di Tivoli, Pierluigi Balestrieri. Orchi che non hanno ancora un volto, anche se come indiziati hanno almeno un nome.

Insomma, le indagini sui presunti abusi sessuali subiti dai bambini della scuola materna «Olga Rovere» proseguono. E hanno un nuovo filone che nel numero in edicola oggi «Panorama» descrive con un'attendibilità di tutto rispetto. La prima prova si trova sul cancello della villa: un cartello avverte che la casa è sotto sequestro per accertamenti urgenti. Il nuovo fascicolo sarebbe un clone di quello approdato all'udienza preliminare per i fatti legati all'asilo, ed è affidato al pm Maria Domenica Perna. L'inchiesta è contro ignoti e per questo le attività di indagine non sono state integrate nel procedimento principale. Ma come si è arrivati a scoprire la nuova traccia di odiosa violenza? È presto detto.

Una delle presunte vittime, C. V., ha riconosciuto la casa. I suoi genitori hanno denunciato l'episodio ai carabinieri che sono entrati nella villa scattando, tra l'altro, numerose foto. Da quelle immagini altri bambini hanno «rivisto» le stanze della violenza. Ora, la fantasia dei bambini è fertile e spesso incontrollabile, ma è difficile pensare che le loro memorie abbiano deciso di consorziarsi per sintonizzarsi tutte insieme su particolari che potrebbero diventare inconfutabili. Il difensore di parte civile, Carlo Taormina, ha dichiarato che «il nuovo fascicolo è importante perché rivela fatti che potrebbero rafforzare le prove a carico degli attuali imputati e permettere di individuare altri personaggi sino a questo momento rimasti ignoti».

Trapelano altre notizie, da verificare nelle sedi ufficiali, ma difficili da smentire tout court, in quanto testimoniali. Si spera soltanto che quanto, con l'adeguato beneficio d'inventario, stiamo per rivelarvi provenga da una fonte «adulta». Perché l'eventuale piano diabolico ordìto dagli orchi prevedeva un rischio calcolato: essere scoperti o anche riconosciuti dai bambini, ma non «inchiodati» da prove difficili da costruire su testimonianze ovviamente incerte e contraddittorie, vista l'età delle vittime. Poiché in questi termini bisogna avere il coraggio di cominciare a parlare ufficialmente.

E proprio perché ci troviamo in uno stato di diritto. Non è una questione di suspence, ma la premessa era d'obbligo in quanto c'è chi sostiene che i bambini, mai visti uscire dalla scuola in orari lontani dalla campanella, quindi sospetti, sarebbero in realtà stati portati all'esterno in alcuni scatoloni. E qui, se la circostanza verrà provata, il teorema del «delitto» perfetto comincerebbe a scricchiolare rumorosamente. Proprio come i tavoli sui quali i bambini sarebbero stati fatti danzare, nudi, con sequenze tipiche dei riti orgiastici. Oggi nuova udienza per le parti civili davanti al gup di Tivoli. È facile immaginare che quanto detto venerdì scorso da Arianna Di Biagio - portavoce dell'Associazione dei genitori dei bambini di Rignano Flaminio (Agerif) - rivesta toni di attualità ancora più freschi: «L'udienza di oggi (quella del 15, n.d.r.) dimostra ancora una volta la necessità di arrivare al dibattimento».

Marino Collacciani 22/01/2010Il Tempo

LE TAPPE DELLA VICENDA

Rignano, una squallida storia di abusi nella "materna"

L'inchiesta ha portato all'arresto e alla successiva scarcerazione di sei persone. Chiesto il 28 luglio scorso il rinvio a giudizio per tre maestre, il marito di una di loro, e una bidella. Luglio 2006 I genitori di alcuni bambini della Materna Olga Rovere a Rignano Flaminio denunciano presunti abusi subiti dai loro figli. Il pm Marco Mansi della Procura di Tivoli apre un'inchiesta. Al centro finiscono 3 maestre - Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio - il marito della Del Meglio Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti, il benzinaio Kelum Da Silva. 24 aprile 2007 Gli indagati sono arrestati e portati a Rebibbia. Le accuse: maltrattamento di minori, atti osceni, sottrazione di persone incapaci, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale aggravata e di gruppo e associazione a delinquere. 10 maggio 2007 Il Tribunale del Riesame ne dispone la scarcerazione: «Non sussistono i gravi indizi di colpevolezza». La Procura ricorre in Cassazione e il pm chiede al Gip Elvira Tamburelli di procedere all'incidente probatorio sui bimbi, previa perizia psicologica. Il Gip accoglie la richiesta. Giugno 2007 Dalle analisi dei computer degli indagati non emergono né immagini pedopornografiche né passaggio di informazioni tra gli accusati. Gli accertamenti patrimoniali sono negativi. Inizia l'incidente probatorio sui piccoli. Si concluderà circa un anno dopo. 18 settembre 2007 La Cassazione rigetta il ricorso della Procura: «Inammissibile». Dicembre 2007 Dalle indagini dei RIS di Messina emerge che né il Dna né le impronte esaminate sui 130 peluche della Del Meglio appartengono ad alcuno dei bambini ritenuti sessualmente abusati. 13 gennaio 2009 La Procura di Tivoli chiude le indagini preliminari. 28 luglio 2009 Il pm chiede il rinvio a giudizio di 5 indagati: le tre maestre Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello e Cristina Lunerti. Per questa era stata chiesta l'archiviazione, ma il gip ne aveva disposto l'imputazione coatta. Accolte le richieste di archiviazione per un'altra maestra, Assunta Pisani, e per Kelum Da Silva. Tra i reati contestati, atti osceni, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza, violenza sessuale di gruppo e associazione a delinquere. 15 gennaio 2010 Nella terza udienza preliminare dinanzi al Gup Pierluigi Balestrieri, Scancarello e la Del Meglio rendono l'esame incrociato, preceduto da dichiarazioni spontanee: «A fronte del nulla assoluto raccolto a carico mio e di mia moglie in questo processo, non posso che domandarmi e domandare ancora una volta: "Perché sono qui?"». Rachele Zinzocchi Il Tempo 33 gennaio 2010