Sono la mamma separata di una bambina di cinque anni abusata dal padre.

 

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Testimonianze

Il nostro calvario/tragedia è iniziato il 10 agosto di un anno fa. Allora la bambina al ritorno da una vacanza col padre fece il primo di una serie di racconti/rivelazioni dal contenuto agghicciante, devastante. L'ultimo di questi racconti risale a due mesi fa. In essi la bambina descrive inequivocabilmente gli abusi subiti dal padre. Non solo li descrive, ma utilizzando anche un linguaggio del corpo, li mima. Sono fermamente convinta che inculcare in un bimbo simili esperienze, se non patite è impossibile. Ad oggi mia figlia, nonostante io mi sia rivolta immediatamente alla magistratura, non ha ottenuto alcun provvedimento di tutela. Il pregiudizio nei confronti delle madri che denunciano fatti di abuso pare sia incoercibile e io, sulla mia pelle, lo ho tragicamente provato.

Denunciando gli abusi subiti da mia figlia, con sgomento, mi sono resa conto che nei miei interlocutori non sempre è scattata la solidarietà, ma piuttosto a volte si è levato un muro di sospetto nei confronti della madre. Ed è questo un ulteriore trauma nel trauma che qualunque madre patirebbe sentendosi riferire dalla propria bimba di cinque anni gli abusi subiti. Non essendo stato adottato finora alcun provvedimento la bambina, che avrebbe dovuto essere sottoposta ad un percorso psicologico di sostegno, è stata abbandonata a se stessa, o meglio, alle sole cure materne che, per quanto amorevoli, non sono quelle di un esperto psicologo. Nessun psicologo a cui mi sono rivolta infatti, mi ha risposto di poter prendere in cura la bimba, stante l'assenza di provvedimenti formali. Perchè paradossalmente, in assenza di atti formali, v'è bisogno dell'avvallo del padre abusante per curare il trauma seguente all'abuso dallo stesso padre cagionato. La bambina non ha nemmeno potuto frequentare l'asilo: le insegnanti avrebbero dovuto consegnare la minore al padre qualora egli fosse andato a prelevarla. La vita di mia figlia e mia è bloccata, ferma, paralizzata da quel dieci agosto di un anno fa. La bambina non vuole staccarsi dalla mamma se non con paura perchè riferisce che il padre le aveva detto che se raccontava di quei giochi brutti fatti con lui, la mamma sarebbe morta, non sarebbe tornata mai più. Quando mi separo da mia figlia per andare a lavorare, la bimba mi chiede:

 

 

 

 

 

 

 

"Vero mamma che moriremo insieme? Vero che torni? Vero che non muori? Vero che quel brutto papi ha detto solo una bugia?". Mia figlia mi chiede: "Perchè il papi ha fatto quei brutti giochi?". Io non so cosa risponderle, ma resto annichilita quando mi dice: "Forse ho fatto io qualcosa di sbagliato mamma? Forse è colpa mia?".

Allora devo raccogliere tutte le mie forze e rassicurarla circa il fatto che lei non ha commesso nulla di male, che lei non ha alcuna colpa di quanto purtroppo accaduto. E' una vita, questa, impossibile, con conseguenze gravi anche sul piano della salute fisica mia e delle persone che mi stanno vicino. E' impossibile esprimere a parole il dolore che si prova. Ora si aggiunge al danno anche la beffa: con una manovra a sorpresa, il padre abusante ha chiesto e ottenuto visite protette rivolgendosi al Tribunale dei Minori. Tribunale dei Minori che non conosce, se non in minima parte i fatti accaduti, perchè gravati dal segreto istruttorio presso il Tribunale Penale di ( ... ).

 

Dunque la bimba sarebbe costretta a rivedere il padre che ha abusato di lei e dal quale mi chiede protezione e aiuto: "Vero mamma che tu mi difendi da quel brutto papi?". Non intendo tediare oltre il mio lettore se non con un'ultima considerazione. Sui muri della città sono affissi manifesti con l'immagine di un gatto e la dicitura: la città non ti abbandona. Io mi rivolgo all'opinione pubblica: si parla con enfasi e in tutte le sedi, della tutela dei minori, ma mia figlia non è stata tutelata affatto, anzi è stata letteralmente abbandonata a sè stessa ed io con lei! E' possibile, vi chiedo, che un gatto sia più importante di una bimba ( ... ) che ha vissuto e sta vivendo una situazione devastante nella sua drammaticità,con conseguenze che potrebbero essere irreparabili per la sua vita futura? E tutto questo è giustizia? Io sono comunque una mamma che non cesserà mai di lottare fino a quando mia figlia non avrà ottenuto giustizia.

www.bambinicoraggiosi.com 22 gennaio 2010