PEDOFILIA, ARCHIVIO 2001: L'ARRESTO DEL MEDICO MILIARDARIO RICCARDO SPERONE

ROMA, RICCARDO SPERONE È IL SETTIMO ARRESTATO NELL' AMBITO DELL' INCHIESTA. IL LEGALE: STA MALE, AVEVA COMINCIATO A DISINTOSSICARSI DAGLI STUPEFACENTI Banda di pedofili, in cella anche medico miliardario Incastrato dalle sue vittime: dava ai ragazzi due milioni per un incontro. Nel mirino altri professionisti. "Ci drogava, poi tanti regali: macchine, orologi, moto e telefonini" Roma, Riccardo Sperone è il settimo arrestato nell' ambito dell' inchiesta. Il legale: sta male, aveva cominciato a disintossicarsi dagli stupefacenti Banda di pedofili, in cella anche medico miliardario Incastrato dalle sue vittime: dava ai ragazzi due milioni per un incontro. Nel mirino altri professionisti ROMA - Il settimo arresto nell' inchiesta sulla pedofilia è quello più eclatante. Riccardo Sperone, medico plurimiliardario diventato ricco con le convenzioni pubbliche che hanno ricoperto d' oro i suoi noti centri diagnostici romani, è stato ammanettato ieri a mezzogiorno. I carabinieri lo hanno bloccato mentre era alla guida della sua Bmw da 150 milioni. «Era stordito, ma non ha detto nemmeno una parola», ha raccontato il sottufficiale che gli ha consegnato l' ordine di custodia cautelare firmato dal giudice per le indagini preliminari Fabrizio Gentili. Sperone è accusato di corruzione di minorenni, cessione di sostanze stupefacenti, induzione e sfruttamento della prostituzione. Imputazioni pesantissime. Ma l' indagine non è finita: sembra che il medico organizzasse festini con colleghi. Alcuni sarebbero stati già individuati ed i loro nomi iscritti sul registro degli indagati. Con l' arresto di Sperone, gli inquirenti ora sono convinti di aver raccolto elementi decisivi per chiudere il cerchio attorno ai principali esponenti della banda di pedofili che era riuscita addirittura a mettere le mani sulle liste degli studenti custodite al ministero della Pubblica Istruzione. In carcere, oltre al medico, ci sono adesso l' ex poliziotto Roberto Marino, l' ex carabiniere Giuseppe Buonviso ed Andrea Lavalle (reclutatori dei ragazzini), il bidello della scuola Don Luigi Rinaldi Franco Scoppetti (nelle aule deserte, di notte, venivano girati filmini hard e scattate foto oseè), Andrea Salvatucci (il «factotum» del medico, soprannominato «Andreina») e C.R., il pensionato che aveva consegnato i suoi due figli all' organizzazione per farli prostituire. Ad incastrare il medico sono stati gli interrogatori degli ultimi giorni del pubblico ministero Maria Monteleone: al Palazzo di Giustizia sono sfilati decine di ragazzi. Tutti pronti a raccontare come e dove fossero stati «ingaggiati», quando avevano conosciuto il «dottore», quanto fosse stato generoso con chi di loro era diventato un habituè delle sue «alcove». I minorenni hanno confessato di aver ricevuto fino a due milioni per un incontro hard e tanti, costosi regali: orologi e telefoni alla moda, motorini e perfino macchine. E hanno aggiunto che Sperone li convinceva con le buone o le cattive a sottostare ai suoi desideri erotici: se non dicevano di no a nulla, venivano ricompensati con una montagna di denaro. Altrimenti, il medico ricorreva alla cocaina, li drogava per renderli «malleabili». Era il momento atteso dai militari del Comando Provinciale dei colonnelli Baldassare Favara e Vittorio Tomasone dall' autunno dello scorso anno: avevano raccolto tante voci, tanti racconti più o meno dettagliati su questo misterioso medico a cui la banda finita in cella dieci giorni fa forniva giovani adescati con i metodi più disparati. Ma contro di lui non c' erano prove, solo qualche foto sfocata sequestrata alla gang. Le agghiaccianti confessioni dei bambini hanno convinto i magistrati della necessità di chiuderlo a Regina Coeli per evitare che le violenze continuassero. Il difensore, Mariano Buratti, sostiene però che è malato: «Ha un forte esurimento nervoso, non riesce nemmeno a camminare. Stava cercando di disintossicarsi dagli stupefacenti, deve essere aiutato». Flavio Haver Dalla denuncia agli arresti: tutti i punti della vicenda L' INCHIESTA Era partita lo scorso settembre dopo le dichiarazioni di una madre. Sono sette le persone arrestate, e dieci gli indagati, tra i quali altri medici, uno psicologo, il proprietario di alcune discoteche, e ad altri professionisti L' IDEOLOGO E' un ex poliziotto di 37 anni. Lavorava da due anni al Provveditorato agli studi come consulente informatico. È in carcere da ottobre. Ha sempre negato di avere mai violentato dei bambini I TESTIMONI I bambini coinvolti nel «giro» di pedofili sarebbero 128, quelli «schedati» trentamila. I minori stanno testimoniando, e avrebbero fornito riscontri alle accuse raccolte dalla Procura di Roma. Alcuni di questi ragazzi avrebbero confermato di aver subito violenze LA CACCIA Le vittime venivano definite «selvaggina», e venivano trovate in sale giochi, campi da calcio, discoteche, parchi. Per avere rapporti con loro, i componenti della banda le portavano in scuole chiuse, oppure in case isolate acusticamente LA TEORIA L' ex poliziotto aveva elaborato in una serie di scritti le sue teorie sulla pedofilia, e aveva fondato un movimento chiamato «Fronte di liberazione dei pedofili». Il braccio armato, «Brigata pretoriana», doveva servire per azioni sovversive contro i nemici della pedofilia: magistrati, forze dell' ordine e sacerdoti I VERBALI «Ci drogava, poi tanti regali: macchine, orologi, moto e telefonini» ROMA - Un grande letto matrimoniale, specchi enormi alle pareti, pouf e divanetti sparsi un po' ovunque. E' una delle «stanze dell' amore» dove Riccardo Sperone riceveva le sue giovani vittime. Una camera «riservata» all' interno della sua splendida dimora sulla Flaminia. Qui il medico organizzava festini a base di sesso e cocaina. A lui il suo assistente Andrea Salvatucci riservava «le prede migliori». Le adescava nelle sale giochi poi prometteva soldi e regali per convincerli a seguirlo nelle case di cura, ma anche nella villa di Roma o in quella di Lavinio. Sceglieva i ragazzi che gli sembravano più disponibili e non faticava molto a trovare l' accordo. La prima ad accusare Sperone è A.S., la madre che con la sua denuncia ha fatto partire l' inchiesta. «Mio figlio mi ha raccontato che Andrea La Valle lo aveva accompagnato da un facoltoso medico che una volta gli aveva dato 800.000 lire per una prestazione sessuale». Il giovane all' inizio non conferma. «Ho paura - dice alla mamma - perché se racconto certe cose mi portano via da casa. In questa storia sono coinvolte altre persone e io non voglio accusarle». La donna lo rassicura e lo convince a parlare con i carabinieri. L. fa nome e cognome. Scattano pedinamenti e intercettazioni. Quando l' ex poliziotto Roberto Marino finisce in carcere arriva un nuovo riscontro. «Una volta - afferma - mi sono appostato fuori dalla clinica e ho visto alcuni giovani entrare. Il primo a raccontarmi del medico è stato L. (il figlio di A.S., ndr). Mi ha detto che aveva avuto rapporti sessuali con lui. So che spesso si cospargeva di cocaina e poi costringeva i ragazzi a prenderla con la bocca». Cominciano nuovi accertamenti alla ricerca di altri riscontri. Vengono rintracciate le vittime. Un giovane ammette di aver frequentato abitualmente il dottore. «Andavo spesso da lui e mi faceva molti regali. Telefoni cellulari, scarpe, orologi, una moto. Una volta mi ha dato addirittura una macchina usata. Quando ci incontravamo con lui c' erano molta cocaina e molto champagne. Lui voleva che prendissimo la droga, diceva che saremmo stati molto meglio». La scorsa settimana, quando scattano le manette per i presunti pedofili, sono decine i ragazzi che si presentano in procura o dai carabinieri guidati dal capitano Manzi. Raccontano violenze e abusi, parlano degli adescamenti e dei rapporti che avevano con il gruppo guidato da Marino. Molti fanno riferimento al medico. «Da lui - dicono - ci portava Salvatucci, che noi conoscevamo con il soprannome di Andreina. Il dottore è un uomo ricco e potente». La linea della procura è quella di sollecitare gli arresti soltanto in presenza di prove inattaccabili. «Mai come in questa indagine - hanno detto più volte i magistrati - abbiamo avuto tanti riscontri». Di fronte a verbali così precisi, il publico ministero Maria Monteleone decide di firmare una richiesta di custodia cautelare anche per Sperone. Lunedì arriva il via libera del gip Fabrizio Gentili. «L' indagato - si legge nell' ordinanza - ha una spiccata capacità criminale e la sua allarmante pericolosità sociale si può desumere dalla natura dei fatti contestati. Sperone è un uomo dalla totale mancanza di scrupoli e di senso morale che non ha esitato a costringere giovanissimi al consumo di stupefacenti per soddisfare i propri desideri sessuali». Gentili si sofferma anche sul pericolo di fuga, ma soprattutto sul rischio di inquinamento delle prove. «E' presumibile - scrive - che, visti gli sviluppi dell' indagine, Sperone non esiti a intimidire le vittime per convincerle a rendere versioni compiacenti». In questa inchiesta è già successo. Il figlio di C.R., l' uomo arrestato con l' accusa di aver violentato i suoi due ragazzi e di averli costretti a prostituirsi, si è presentato spontaneamente in procura per difendere suo padre. «Avete sbagliato tutto - ha detto - lui non c' entra niente. Non ha mai fatto nulla di male né a me né a mio fratello più piccolo». Sono cinquecento i Cd rom pieni di immagini e filmini sequestrati dai carabinieri. Migliaia le istantanee dei ragazzini in pose hard archiviate da Marino nel suo computer. Molte sono state sequestrate anche a casa di Andrea Salvatucci, il segretario di Sperone. In una si vede l' uomo che sniffa cocaina insieme ad alcuni ragazzini. La famiglia del medico aveva capito da tempo che qualcosa non andava. Più volte avevano cercato di farlo ricoverare, ma senza successo. L' uomo proseguiva la sua vita sregolata, continuava a organizzare festini e vacanze con minorenni. Ma la scorsa settimana, dopo gli arresti degli altri pedofili, si è precipitato dal suo avvocato Mariano Buratti e poi ha chiesto ai magistrati di essere interrogato. «Ho appreso da notizie di stampa di essere indagato. Sono a disposizione per illustrare ogni circostanza atta a chiarire la mia assoluta estraneità a reati così gravi e infamanti». Nessuno l' ha chiamato. Quando la richiesta è arrivata in procura, per lui era già stata firmata l' ordinanza che ne disponeva il trasferimento a Regina Coeli. Fiorenza Sarzanini Haver Flavio, Sarzanini Fiorenza Pagina 15 (30 maggio 2001) - Corriere della Sera