Abusi Fabrica di Roma, appello delle mamme

Le istituzioni incontrano le madri dei due ragazzi arrestati per presunti abusi sessuali su minorenni. All'incontro, svoltosi ieri mattina alle 11 in Comune, ha preso parte anche un assistente sociale che fornito spiegazioni e fornito sostegno a livello psicologico.

È stato un un approccio con le istituzioni, chiesto dai genitori dei ragazzi tornati in libertà qualche giorno dopo l'accertamento dei fatti denunciati ai carabinieri dalle rispettive famiglie dei minorenni che avrebbero subìto abusi. Soddisfatta una delle madri: «Finalmente ho capito il vero significato delle prescrizioni che il giudice minorile di Roma ha imposto a mio figlio. Sono così uscita dal turbine di ipotesi e incertezze. Dal colloquio è emerso che le istituzioni ci daranno un supporto per facilitare l'inserimento dei ragazzi nella vita normale. Adesso ho capito che non sarò sola nell'educazione di mio figlio, ma sarò affiancata da personale specializzato per tante ore al giorno». Fin qui le dichiarazioni della donna entrata anche lei nel vortice delle lamentele e del pettegolezzo insieme all'altra madre immigrata. È stato letto e spiegato loro il dispositivo del giudice minorile che tra l'altro non impone nessun divieto.
I ragazzi, pertanto, dovranno andare a scuola, le madri dovranno vigilare affinché studino, considerato che hanno un vistoso ritardo nella scuola dell'obbligo.
Inoltre dovranno praticare sport ed essere presenti al rientro pomeridiano a scuola.
L'opinione pubblica, indignata per l'eccessivo clamore dato alla vicenda che ha certamente gettato discredito su una comunità come tante, dove purtroppo si è verificata questa orribile storia di violenza tra coetanei, ha ripetutamente additato le istituzioni complici di un degrado morale per la mancata attenzione nei confronti di una società in continua espansione.
Assistenza, controllo, vigilanza spettano al tribunale dei minori. Intanto ieri a mezzogiorno è stata eseguita l'autopsia sulla salma della donna di Fabrica morta di stenti in ospedale: il figlio 39enne, come noto, venne arrestato e poi rimesso in libertà per sospetti maltrattamenti.

Ernesto Malatesta Il tempo 15 febbraio 2008