Telecamere negli asili: a Nola webcam per seguire i bambini da casa

 

A NOLA LA PRIMA SCUOLA DELL'INFANZIA DOTATA DI WEBCAM
Note di Roberta Lerici
In America questo sistema viene già usato, ed avendo firmato tutti (genitori e insegnanti) una liberatoria, si supera il problema della violazione della privacy.La cosa importante è che sono gli stessi genitori a controllare cosa fanno i propri bambini, e non persone esterne.Anche eventuali manomissioni, guasti, o oscuramenti delle telecamere, verrebbero immediatamente segnalati.Qualcuno ha osservato che non si potrebbe mai garantire una visualizzazione di tutti gli ambienti dell'asilo, ma in realtà, anche se questo fosse vero, si potrebbe comunque notare l'assenza del proprio bambino dalla classe, o un suo eventuale malessere.
 
 
Ovviamente le webcam dovrebbero essere montate anche sulle uscite, in modo da evitare che i bambini vengano portati fuori dall'asilo come a Rignano, a Vallo della Lucania, e in altri casi giudiziari in corso. Penso che questo sistema, garantirebbe anche gli insegnanti e non dovrebbe mai essere preso come una mancanza di fiducia. E' un po' come i ristoranti in cui si offre ai clienti una visuale sulla cucina, per mostrare che non c'è nulla che venga fatto senza criterio.
 
Nola: la prima scuola dell'infanzia con le webcam 
 
L ’idea è stata sviluppata da un asilo privato della cittadina bruniana. Con il semplice gesto di un click i genitori potranno costantemente vigilare sui propri figli durante la loro permanenza presso la struttura. Vigilare sui propri figli, monitorarli costantemente mentre si trovano al di fuori delle mura domestiche. Dopo le agghiaccianti immagini circolate negli ultimi giorni sull’asilo di Pistoia, nel quale due maestre indegne maltrattavano i bambini, l’angoscia e l’attenzione delle famiglie che affidano i propri piccoli a strutture per l’infanzia è salita notevolmente. Da queste vicende scaturisce la necessità di porre fine ad episodi come quello avvenuto in Toscana e, nel contempo, offrire la possibilità a tutti i genitori di monitorare, attraverso una tecnologia informatica in tempo reale, cosa accade ai propri figli durante le ore che passano in tali strutture. Una soluzione potrebbe esserci e si chiama Webcam, soluzione che è stata invocata, per esempio, attraverso una mozione presentata da un consigliere comunale di Firenze che le vorrebbe in tutti gli asili e scuole della sua città oppure, attraverso la fondazione di un gruppo, che conta oltre mille iscritti a pochi giorni dalla sua nascita, per la promozione di una legge: "Telecamere fisse negli asili", su face book, il popolare social network.
 
Questi esempi testimoniano il desiderio concreto sia di rappresentanti della politica che dei semplici cittadini di "sfruttare" la tecnologia del supporto informatico come possibilità valida per rispondere a queste necessarie esigenze. Ma, nel frattempo che si discute sulla necessità di "imporre", tramite una legge, l'istallazione di telecamere in tutte le scuole primarie, c'e qualcuno che ha già provveduto (a sue spese) a fare di questa idea una realtà tangibile che sarà operativa già dopo la pausa natalizia. Si tratta di un asilo privato di Nola, "la Pantera Rosa" diretto da Annamaria Pietraforte, che ha fatto dello slogan "Anche se i vostri figli sono con noi si trovano sempre con voi" il suo punto di forza (nella foto un frame). A spiegarci quanto sia semplice realizzare un sistema di vigilanza del genere, è proprio il figlio della direttrice della scuola d'infanzia, Sergio Sedia. "Abbiamo istallato in tutto 3 webcam wireless nella nostra struttura. L'operazione è stata realizzata in maniera semplicissima e con costi bassissimi, a volte basta solo la volontà e la coscienza pulita per fare certe cose". Effettivamente un impianto come quello della "Pantera Rosa", in grado di offrire la possibilità di riuscire a monitorare fino a 50 bambini, è costato ai titolari circa mille euro senza nessun costo aggiuntivo per lo spazio virtuale visto che: "abbiamo sfruttato uno spazio gratuito offerto da un server che i genitori potranno usare per visionare l'attività dei propri figli. Chiaramente tutto questo avviene dopo la firma dei genitori di una liberatoria che ci autorizza ad attuare la misura". Qualcuno di fronte a questa tecnologia potrebbe dichiararsi scettico, magari pensando a possibili pericoli che potrebbero nascere dall'uso degli occhi elettronici in questi luoghi sopratutto perché le riprese finiscono poi su uno spazio della rete. Ma ecco la soluzione: "Per prevenire episodi spiacevoli e tutelare i minori, ogni genitore verrà dotato di un nome utente e una password per accedere alle immagini delle webcam. – ha precisato Sergio Sedia– Questi dati però, ogni mese verranno cambiati per rendere ancora più remota la possibilità di qualsiasi abuso o manipolazione". I piccoli scolari della scuola resteranno quindi, grazie a questa nuova tecnologia, sempre in contatto i propri genitori a cui verrà offerta la possibilità di orientare, attraverso le frecce della tastiera del pc, l'angolazione sulla quale si vuole posare l'occhio elettronico. "Insomma – ha concluso il figlio della direttrice della scuola privata– non è vero che al sud succedono solo cose spiacevoli. In questo caso infatti, siamo i primi a dare l'esempio a tutta l'Italia e lo facciamo a Nola. Sono disponibile a fornire alle istituzioni e ai cittadini tutte le delucidazioni e le idee a riguardo. Il mio indirizzo mail è il seguente: panterarosa.nola@Virgilio.it. Perché tutti insieme possiamo fare tanto". Autore: Valeria Cuomo
13 dicembre 2009-fonte