ASILO PISTOIA, LA MAESTRA CHIEDE PERDONO: MALATA O FREDDA CALCOLATRICE?

 

L'avvocato della Scuderi chiederà la perizia psichiatrica, lei il perdono.

DI Roberta Lerici

Si stanno scrivendo tante cose sul caso dell'asilo lager, e oggi la direttrice Anna Laura Scuderi chiede perdono per bocca del suo avvocato, definendosi "malata".Potrebbe essere questo il primo passo per chiedere l'infermità o la semi-infermità mentale? I suoi avvocati chiederanno una perizia.Questa sarebbe una delle pochissime volte che in un caso di maltrattamenti a scuola si chiede una perizia sull'imputato.Perchè? Perchè c'è il video, e non esistono altre vie di uscita dal punto di vista giuridico per evitare una condanna pesante.In altri casi di maltrattamenti gravi, però,  non si sono superati i 3 anni e mezzo,  condanna inflitta a  una maestra  recidiva, che prendeva a calci gli alunni con gli stivali "dalla punta a spada" (così chiamavano i bambini gli stivali della maestra), facendoli spesso finire al pronto soccorso.

Quindi, considerando che la Scuderi è incensurata, anche aggiungendo tutte le aggravanti possibili, non credo che possa andare incontro a una condanna troppo pesante.Consideriamo, poi, che scegliendo il rito abbreviato, la pena potrebbe scendere di un terzo. Secondo i suoi avvocati, l'infermità o uno stato di sofferenza psicologica, servirebbe, forse, ad attenuare l'odio che si è scatenato nei suoi confronti, e a giustificare in parte il suo atteggiamento nei confronti dei bambini? Queste, naturalmente, sono solo ipotesi, pensando a come gli avvocati possano difendere una persona che ha suscitato soltanto orrore nell'opinione pubblica ed è accusata di un reato che non può negare, o minimizzare.

Si è già parlato della mania di pulizia della Scuderi, del fatto che fosse sempre sola, che nessuno sapesse nulla di lei. Altro caso è quello dell'altra maestra Elena Pesce, che qualcuno dice sia parente di un funzionario della Provincia, ma non ci sono conferme in tal senso.Perchè la Pesce che è descritta come una ragazza normale, non ha detto nulla? Certo è che la Scuderi aveva ricevuto un richiamo dal comune per alcune segnalazioni, tanto che era dovuto intervenire il suo avvocato (fonte l'Unità). E allora? Il suo avvocato sapeva già che la sua assistita stava male? Tralasciando le strategie difensive, posso dire che ovunque ci sia stata una prova inconfutabile, si è deciso di ricorrere alla perizia psichiatrica.Ma quando la signora Scuderi, secondo il racconto di una mamma la cui bambina era tornata a casa con i lividi, la minacciava dicendole che se l'avesse denunciata avrebbero creduto a lei, stava male? Non si rendeva conto di quello che diceva? Quanto si guadagna con un accreditamento del comune? L'assessore Bartolomei in una riunione del consiglio comunale avrebbe detto che "bisognava privilegiare "il privato di qualità" (L'Unità) e avrebbe poi sponsorizzato il CiP e Ciop.Conosceva la Scuderi, conosceva il suo asilo?

Nessuna delle persone che hanno avuto a che fare con la Scuderi si era accorta che non era in sè? Se tutte le persone accusate di maltrattamenti o abusi fossero inferme, e non fredde calcolatrici, prive di sentimenti, vorrebbe dire che la cattiveria, nelle persone sane, non esiste.Ma sappiamo che non è così.I medici della clinica Santa Rita che toglievano polmoni sani riducendo persone normali a degli invalidi, erano tutti dei pazzi, o dei freddi calcolatori con l'unico interesse del profitto anche a discapito della vita umana? 

Asilo lager, maestra chiede perdono.Messaggio inviato tramite suoi avvocati

Anna Laura Scuderi, la titolare dell'asilo "Cip e Ciop" di Pistoia, in carcere per maltrattamento sui fanciulli, ha chiesto perdono alle piccole vittime, ai genitori e alla collettività tutta. Lo ha fatto tramite i suoi legali Stefano Panconesi e Alessandro Mencarelli. Intanto si mobilita anche il popolo della Rete che per le due arrestate chiede che non ci siano i "domiciliari facili". Già 800 le persone iscritte nel gruppo di Facebook. "Anna Laura Scuderi è malata e vuole essere curata". Ha aggiunto l'avvocato Mencarelli.

"In tempi brevi nomineremo un consulente tecnico, uno specialista psichiatrico, che metta Laura Scuderi in condizioni di aiutarla a capire e a far capire quello che è successo". Il legale ha poi annunciato la rinuncia al ricorso al tribunale del riesame. Una donna cambiata dal carcere dove avrebbe preso consapevolezza della vicenda dicendo ai suoi avvocati di essere pronta ad affrontare la complessa situazione che le si prospetta davanti. E' così che Anna Laura Scuderi - una delle due maestre arrestate dalla polizia per maltrattamenti ai bambini dell'asilo nido Cip e Ciop di Pistoia - viene descritta da uno dei suoi legali, l'avvocato Alessandro Mencarelli. "Sono stato a trovare la maestra Scuderi a Sollicciano - ha detto Mencarelli che la difende insieme al collega Stefano Panconesi -. La situazione è oggettivamente difficile: ma lei se ne è resa consapevole ed è pronta ad affrontarla".

Per l'avvocato "si tratta di affrontare la vicenda facendo sì che questa ferita possa essere sanata per tutti, per la mia assistita, per l'altra maestra, per i bambini e lo loro famiglie". Prossimamente, ha aggiunto il legale, "la mia cliente avrà modo, tramite noi, di esprimere il suo pensiero e quello della sua famiglia". Si mobilita il popolo della Rete "Non facciamo" che quello dei maltrattamenti all'asilo Cip Ciop di Pistoia "sia un altro caso di domiciliari affrettati all'italiana".

E' l'appello lanciato su internet dal 'popolo di Facebook' attraverso uno specifico gruppo dedicato al caso dell'asilo pistoiese, che in pochi giorni ha raggiunto quasi 800 iscritti. Nella pagina del social network si invita ad aderire al gruppo perché "la punizione deve essere esemplare: non lasciamo soli i genitori, e non lasciamo alternative alla giustizia". Numerosi i commenti e le espressioni di rabbia che 'affollano' la pagina, dove sono riportati anche i video dei maltrattamenti trasmessi dai media che hanno spinto qualche utente a invocare "la pena di morte" per le maestre incriminate.

Al caso dell'asilo 'lager' pistoiese sono dedicati poi altri 5 gruppi su Facebook, anche se con pochi utenti, in cui si vuol riunire "tutti quelli che vorrebbero una vera condanna per le maestre degli orrori", e quanti vogliono dire "no a quello scempio... bambini maltrattati da due insegnanti. No al diritto alla difesa". TGCOM 7 DICEMBRE 2009

Quella ferocia è ricerca del profitto

di Jolanda Bufalini

Gli schizzi di fango arrivano «fino a noi», dove quel «noi» sta percomune di Pistoia, precipitato nella bufera per quel video «inconfutabile». Immagini la cui «ferocia»impone la domanda,comeè potuto accadere inuna città civilissima? «Vengono a visitarci da tutto il mondo, - dice l’assessore all’educazione Rosanna Moroni - lo posso dire, perché io sono qui solo da sette anni ma è da quaranta che siamo un modello». Però bisogna rispondere, perché l’asilo «Cip e Ciop» era accreditato, aveva la fiducia del comune. E, precisa la dirigente comunale Anna Lia Galardini, capire bene «chi sta dalla parte dei bambini». Ivoucher.«Da quest’anno c’è un regolamento regionale che prevede un voucher di 3000 euro a bambino», spiega Rosanna Moroni «e i parametri richiesti sono logistico-formali: lo spazio, la cucina, il rapporto numerico fra educatrici e bambini, titolo di studio...». C’era una pressione dei genitori per avere il voucher, «Una richiesta con motivazioni strumentali », riflette la Galardini «Nei nostri asili chiediamo la partecipazione dei genitori,- aggiunge - spieghiamo che non è bene lasciare i bambini troppo a lungo al nido». Il baby-parking di via Galvani, amministratrice unica della società, la direttrice Anna laura Scurati, ora agli arresti e tenuta lontana dalle altre detenute, per sua salvaguardia, invece, rispondeva all’esigenza del parcheggio. Anna Laura, prima del video-choc, era molto apprezzata, mite, accomodante: «Non ti preoccupare, ci penso io» era la rassicurante risposta a chi doveva lasciare il piccolo anche otto ore o a chi lo portava solo saltuariamente. E infatti, nella prima riunione dei genitori in assessorato, la gran parte era incredula. Solo dopo il video, in molti hanno cominciato a rileggere «le crisi di pianto, i disturbi del sonno dei bambini ». E a sentirsi in colpa. «Ma io non voglio colpevolizzare nessuno», dice Rosanna Moroni. Non è un segreto che «i bilanci comunali sono stati taglieggiati, noi non siamo in grado di rispondere alle richieste di mamme e papà che lavorano» e quindi si integra il pubblico con il privato. Impazzite. «Ma io non posso credere che siano impazzite in due. Perché facevano mangiare i bambini alle 10 e 30? Perché dovevano correre anche all’altro asilo di Quarrata. L’interesse dei privati è il profitto e non è facile fare profitti con i servizi all’infanzia», per questo ora Rosanna Moroni sorride amara pensando alle polemiche in consiglio comunale, dove il capogruppo di Forza Italia Alessio Bartolomei sosteneva che il 20% del bilancio comunale per questo tipo di servizi è troppo e «può essere sostituito dal privato di qualità». È stato proprio Alessio Bartolomei a «sponsorizzare il “Cip e Ciop” e a presentare in assessorato la signora Scuderi ». Per 30-35 bambini le educatrici dichiarate erano tre. Non troppo poche? «Il problema - spiega Galardini - è che per l’accredito la struttura dichiara un minimo, poi prendono qualche bambino in più, poi fanno i conti sulle presenze». E i controlli? I controlli non sono previsti dal regolamento ma, «cosa avrebbe potuto vedere un ispettore, se i genitori che vanno tutti i giorni non si sono accorti di nulla?». Eppure una segnalazione c’era stato, il 31 ottobre una mamma aveva mandato una e mail per dire che non avrebbe iscritto lì il bambino, perché circolavano brutte voci. Dall’assessorato era partita la verifica ma la signora non aveva saputo dir di più. La direttrice del “Cip e Ciop” era stata richiamata e ciò aveva suscitato un intervento del suo avvocato. 05 dicembre 2009 fonte l'Unità