Asilo Pistoia, In tv la rabbia delle mamme e testimonianze sulle maestre

 

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 DOMENICA IN E DOMENICA CINQUE SULL'ASILO CIP E CIOP DI PISTOIA-"La bimba non vuol più mangiare"il racconto di una mamma

 PISTOIA. Una mamma che non ha avuto il coraggio di denunciare, un’altra che, pur avendolo fatto, dice di non aver ottenuto alcun risultato. Entrambe, anni dopo quegli episodi vissuti sulla propria pelle - e su quella dei loro bambini - si sono ritrovate nuovamente proiettate nell’incubo. Questa volta, da spettatrici, hanno assistito con sgomento ad una vicenda che ha fatto rivivere loro il frustrante senso di impotenza che avevano provato allora. Ieri, le due donne hanno portato la propria testimonianza in tv, ospite, una, di “Domenica in”, e, l’a ltra, intervistata nell’ambito di “Domenica 5 show”. Protagoniste, entrambe, del pomeriggio tv che, grazie ai programmi di RaiUno e Canale 5, hanno riproposto in tutta Italia la terribile vicenda dell’asilo Cip Ciop.

 

La signora Nadia, nella trasmissione condotta da Massimo Giletti, è stata la prima a raccontare la propria esperienza, che risale al 2000, quando sua figlia di 8 mesi frequentava l’asilo che Anna Laura Scuderi (la titolare del nido Cip Ciop arrestata assieme alla sua collaboratrice Elena Pesce) gestiva in viale Adua. «Quel giorno andò a prenderla mia sorella e ci accorgemmo che teneva un braccio ciondoloni. Arrivata a casa, comincia a tastarla e mi accorsi che sentiva dolore. La portammo al pronto soccorso e ci dissero che la spalla le era uscita, aveva una lussazione».

A quel punto Nadia chiese spiegazioni alla Scuderi, e si sentì dire che era stato un altro bambino. «In quell’asilo c’erano solo sette bambini, e il più grande aveva un anno. E’ impossibile che un bambino di un anno possa fare una cosa del genere. Ma la Scuderi mi disse che sarebbe stata la mia parola contro la sua e mi minacciò di farmi del male se avessi denunciato il fatto. E io ebbi paura e non feci nulla. Tolsi solo mia figlia da là». Nella trasmissione di Canale 5 condotta da Barbara D’Urso è stata la signora Marina a portare la propria testimonianza con un’i ntervista registrata. «Mandavo la mia bimba in quell’asilo - ha raccontato - ma l’ho tolta perchè lei tornando a casa mi diceva che non voleva più andare all’asilo, perchè la maestra le dava da mangiare prendendole le mascelle con le mani e la obbligava con il cucchiaino ad ingoiare. Questo è successo 5 anni fa; io ed altre mamme abbiamo sporto denuncia e non so perchè nessuno ha mosso un dito...

Il dolore più forte per ogni mamma è il senso di colpa di esserti affidata ad una persona sbagliata, ed è un rimorso che ti riporterai per tutta la vita». Il programma di Canale 5 ha lasciato molto spazio ai collegamenti in diretta con Pistoia. In piazza del Duomo un gruppo di genitori, insieme al sindaco Renzo Berti e all’assessore alla pubblica istruzione Rosanna Moroni, hanno portato le loro testimonianze. Moroni ha anche polemizzato duramente con l’intervento - in studio - di Vittorio Sgarbi, che era partito dalla vicenda pistoiese per attaccare il collaboratore Spatuzza e le sue parole contro Berlusconi. Altro collegamento con la casa di Daniele Sicari e Angela Saico, il babbo e la mamma di Alice, la bambina di 8 mesi picchiata più volte dalla Scuderi nelle immagini più terribili del video della polizia. Alla D’Urso che le chiedeva insistentemente di parlare dei suoi sentimenti riguardo alla Scuderi, Angela ha risposto: «Il primo istinto è stato di andare da lei e imboccarla con lo stesso metodo che ha riservato a mia figlia. Ma abbiamo deciso di appellarci alla giustizia e di metterci a disposizione. Ho smesso di piangere, ora voglio combattere». (IL TIRRENO 07 dicembre 2009)

PISTOIA/L'ASILO DEGLI ORRORI "La bimba non vuol più mangiare"il racconto di una mamma

«Non voleva più mangiare, aveva lo sguardo perso nel vuoto, non accettava più di essere lasciata sola in una stanza». Angela Saito e il marito stavano pensando di far visitare la loro bimba da uno specialista prima di scoprire gli orrori dell’asilo Cip e Ciop. Intanto sul caso di Pistoia arrivano continue novità. L'avvocato di una delle maestre lascia: "Sono padre di un bimbo di 18 mesi e non me la sento". Il vescovo tuona contro gli abusi delle immagini in tv PISTOIA. «Non voleva più mangiare, aveva lo sguardo perso nel vuoto, non accettava più di essere lasciata sola in una stanza, neppure per un attimo». Angela Saito e suo marito Daniele stavano pensando di far visitare la loro bimba da uno specialista prima di scoprire gli orrori dell’asilo Cip e Ciop. «Non voleva più essere presa in braccio da donne giovani, neppure da me. Ero stupita, ma adesso capisco il motivo». Angela era preoccupata, non capiva cosa stesse accadendo alla sua bimba. «Era cambiata - racconta - non era più calma e sorridente». Cos’ha notato? «Era diventata molto paurosa, non voleva stare da sola. Dovevo trasportare il seggiolone da una stanza all’altra, anche per pochi istanti, altrimenti urlava e piangeva. Poi, strizzava gli occhi, urlava e rifiutava la pappa». E’ stato un cambiamento improvviso? «E’ stato un crescendo. Aveva smesso di accettare il cibo dal cucchiaio e chiudeva la bocca appena vedeva la pappa. Accettava di mangiare soltanto prendendo da sola dei pezzettini di cibo. Per alimentarla, siamo stati costretti a ricorrere al latte, benché sia allergica e per questo gli stanno venendo degli sfoghi. Poi, non voleva più venire in braccio a me». Perché? «Adesso ho capito. Perché abbina le donne giovani a una possibile “ cosa brutta”, mentre dai maschi o dalle donne anziane si lascia prendere tranquillamente. Questo atteggiamento si era molto intensificato negli ultimi giorni. Inoltre, la bambina era triste e guardava nel vuoto. Vedere una creatura di poco più di un anno che si eclissa fa male al cuore». Voi come avete reagito? «Cercavamo di tirarla su, di giocare con lei il più spesso possibile, di coccolarla. Non riuscivamo a capire il motivo di questi cambiamenti e avevamo deciso che se fossero continuati avremmo portato nostra figlia da uno specialista. Avevamo cercato anche di insistere per farla mangiare, non certo come facevano all’a silo, e lei reagiva urlando». In queste settimane la bimba è dimagrita? «Si sente la differenza nel prenderla in braccio. L’abbiamo nutrita con latte e biscotti, ma è dimagrita. La cosa più triste è che è insicura, non si fida, si vede chiaramente. Tende le braccia e poi le ritira, un atteggiamento strano alla sua età». Non c’erano indizi che riconducessero questi comportamenti a quanto accadeva all’asilo? «No, i bambini piangono spesso quando vanno all’asilo. Non era certo una cosa strana, anche perché all’uscita salutava la maestra con la manina. Era contenta perché la mamma veniva a prenderla, ma non c’era contentezza nei suoi occhi. Qualche volta avevo notato graffi e piccole escoriazioni che si potevano attribuire al contatto con gli altri bambini». Gli altri genitori che dicevano? «Non avevamo contatti. Al Cip e Ciop ciascuno andava a riprendere il proprio figlio alla fine dell’orario di lavoro e quindi era difficile avere contatti con altri genitori. Inoltre, era vietato entrare dentro, dovevamo lasciare la bambina sulla porta». Avete segnalato questo disagio alle maestre? «Ho parlato con Anna Laura Scuderi, mi sono raccomandata che la bambina fosse cambiata più spesso, visto che aveva la dermatite. Le ho detto che era irrequieta, attribuendo questo atteggiamento al fatto che forse non le piaceva più la pappa. La Scuderi mi ha tranquillizzato e si è offerta di aiutarmi nello svezzamento. Ho parlato anche con Sandra, la cuoca, e anche lei mi ha rincuorato dicendomi che una volta dentro la piccola sorrideva e giocava con gli altri bambini. Non potevo certo immaginare che a una creatura di poco più di un anno venisse dato il pranzo alle 10,20 della mattina. A quell’ora non poteva avere fame e veniva forzata. La Scuderi mi sembrava una persona severa, ma non avrei mai immaginato niente del genere. Pensavo che fosse in grado di fare una carezza». Qual è stata la sua reazione quando le due donne sono state arrestate? «Non certo di incredulità. Non sono una di quelle mamme che diceva che non era possibile, tanto che prima ancora di sapere che mia figlia era coinvolta nelle torture sono andata in Questura a chiedere che venisse fatta giustizia. Poi, quando ho visionato il video sono svenuta». E adesso? «Adesso voglio giustizia, spero che non le concedano attenuanti e che le diano il massimo della pena. Quella è una persona diabolica, non deve più avere a che fare con i bimbi, neppure per gonfiare un palloncino. Dopo quello che ha fatto deve pagare in tutte le forme possibili: morali, materiali, monetarie». (il tirreno 06 dicembre 2009)