Pedofilia, Pino la Monica: il suo consulente Stefano Zanetti nei guai

 

di Roberta Lerici

Il sociologo Stefano Zanetti, consulente di Pino La Monica, attualmente sotto processo per abusi sessuali su alcune allieve dei suoi corsi di teatro,è indagato perchè avrebbe contattato un teste per convincerlo a ritrattare.Se questo fosse vero, saremmo di fronte ad un fatto di eccezionale gravità. Speriamo che la magistratura faccia luce sul caso, punendo severamente l'eventuale responsabile di queste vergognose azioni. Nella foto, un membro del comitato "Insieme per Pino", nato per sostenere l'innocenza  del maestro di teatroa.Ricordiamo che tre giorni fa, La Monica ha revocato il mandato all'avvocato Francesco Miraglia, affidandosi all'avvocato Tullio Virgili. La Monica è accusato di abusi sessuali su una decina di bambine fra i 9 e i 12 anni e di possesso di materiale pedopornografico.

Ecco l'articolo della Gazzetta di reggio del 6 novembre 2009 

Abusi su minori. E’ finito sotto inchiesta il sociologo Zanetti Oggi ricomincia il processo e La Monica sarà affiancato dal nuovo legale Virgili L’ex difensore: «Ringrazio il pm Pantani»  

Questa mattina ricomincia il delicato processo che vede alla sbarra - per abusi su minori e detenzione di materiale pedopornografico - Pino La Monica, ma negli ultimi giorni i colpi di scena sembrano non finire mai: prima il collegio giudicante che cambia con ovvie «ricadute» giudiziarie, poi l’improvviso cambio del difensore dell’imputato (è subentrato a Francesco Miraglia il collega Tullio Virgili) ed ora la chiusura dell’inchiesta nei confronti di un consulente della difesa, cioè il sociologo bolognese 40enne Stefano Zanetti, accusato di subornazione di testimone.  Secondo quanto «filtra», il sociologo avrebbe avvicinato un testimone per cercare di farlo ritrattare. Un’indagine che potrebbe aver avuto origine in una delle udienze - a porte chiuse - già tenutesi davanti alla Corte e gli accertamenti dei carabinieri sono stati coordinati dal pm Maria Rita Pantani (che rappresenta l’accusa in aula ed ha seguito tutta l’inchiesta sul caso-La Monica).  Nello scorso gennaio era stato annunciato - con un comunicato-stampa - l’ingresso di Zanetti nello staff difensivo insieme allo psichiatra Camillo Valgimigli: ma nell’udienza del 10 giugno i due consulenti della difesa erano stati allontanati dall’aula perché il pm Pantani aveva contestato la loro presenza, rimarcando che si tratta di un processo a porte chiuse e che la legge prevede possano assistere alle testimonianze solo l’imputato e il suo difensore. Valutazioni fatte proprie quel giorno dal tribunale che con un’ordinanza aveva fatto uscire dall’aula i due consulenti. Oggi «debutterà» in udienza il nuovo avvocato difensore Virgili («Sono stato contattato mercoledì, chiederò alla Corte i termini a difesa per poter valutare con attenzione gli atti di un processo davvero molto delicato») che affiancherà La Monica sempre più deciso a battersi in aula: «Ora ho bisogno - ha anticipato mercoledì alla Gazzetta l’attore-educatore 36enne - che il mio difensore lavori in profondità sugli atti e ho scelto un nuovo legale. E intendo anche essere interrogato, ma non sotto la forma delle “spontanee dichiarazioni”». Nel comunicato di commiato l’avvocato Miraglia ha rimarcato d’aver rinunciato all’incarico «per motivi strettamente personali» sottolineando poi i risultati quasi insperati raggiunti e ringraziando, infine, anche il pm Pantani «affrontata spesso con toni aspri ma sempre con il rispetto del ruolo».www.bambinicoraggiosi.com 6 novembre 2009  

Commenti

La Monica, aggiornamenti 8 novembre

Qui troverete l'articolo relativo all'udienza del 7 novembre 2009http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1619

Zanetti è accusato

Zanetti è accusato di....non condannato per.... .ma immagino che per alcuni il piacere di vedere il giustiziere nei guai sia tale da superare ogni desiderio di giustizia. Sul blog di frassi si grida al mostro quasi con gioia allo stesso modo in cui in altri luoghi si grida "E' un santo!". In entrambi i casi il bisogno di giustizia c'entra molto poco. Due faccce della stessa orrenda medaglia.

Zanetti un santo?

E in quali altri luoghi si grida che è un santo?
Cosa c'è di santo in una accusa così?
Con una accusa così la giustizia c'entra eccome.
Bella tecnica difensiva, niente di nuovo sotto il sole.
Non mi dica che adesso organizzerete una fiaccolata anche per lui?
Non c'è limite al ridicolo.

Non ho mai organizzato nè

Non ho mai organizzato nè partecipato a nessuna fiaccolata del tipo cui lei fa riferimento, né mai lo farei. Non ho niente a che vedere con Pino la Monica per il quale non nutro nessuna simpatia. Non ho né simpatia né rispetto per uno che tiene 400 foto pedopornografiche sul suo pc, sia chiaro. Detto questo però, credo che stia diventando un'abitudine troppo diffusa e, a mio avviso, pericolosa, parlare di un indagato come se fosse già stato ritenuto colpevole. Credo che si dovrebbe parlare in base a fatti concreti e accertati. Non mi piace chi grida "al mostro"(Frassi blog) né chi grida "al santo" ( Pino è un uomo 'speciale'...comitato etc etc..). Entrambe le posizioni sono ipocrite e fuorvianti.

Posizioni ipocrite e fuorvianti?

Scusi sa, ma o io non la capisco, oppure è lei che crede di commentare su un blog diverso.
Zanetti è accusato, infatti qui non si riporta nessuna condanna. Se poi ci si stupisce (!) di quello di cui è accusato, almeno qui mi sembra il minimo.
Non è un gran bel reato quello della subornazione, e quando poi si commette in un processo per pedofilia mi sà molto peggio.
O NO?
Sa qui non si tratta di cioccolatini.
E non mi sembra una posizione ipocrita e fuorviante.
La Monica è accusato, infatti qui non si riporta nessuna condanna. Se poi ci si indegna di ciò di cui è accusato, bè, almeno qui, mi sembra il minimo.
Di certo ci sono i 400 files MONOTEMATICI pedoporno (nel senso che non aveva un misto di porno e pedo) ma solo pedo. Importante ricordare che lo aveva ammesso lui stesso di averceli perchè ci stava studiando sopra!!!
Di certo ci sono denunce partite in tempi diversi, in modi diversi, da paesi diversi. Tutte confluite verso un unico maresciallo solo perchè titolare delle indagini.
Mi sembrano tutte cose concrete.
Cosa c'è di ipocrita e fuorviante.
Poi ci sono blog dove lo fanno santo e blog dove chi è accusato di questo reato la "PEDOFILIA" ripeto pedofilia, non chi ruba cioccolatini, non ha una delle migliori audience.
Sa com'è, da una qualche parte i genitori bisogna pur farli sfogare no?
O è ipocrita anche questo?
Lei non è nè di qui nè di là?
Beata lei che vive nella bambagia, beata lei che non è stata colpita da questo tumore e badi bene che ci metto anche i parenti dell'indagato, anche loro non se la passano bene.
Neanche lui, ma lui è l'unico che se l'è cercata, a tutti gli altri è piombata addosso.
Bene, se è stata nella bambagia fino adesso, non venga a insegnarci nulla, non venga ad accusarci di essere ipocriti o fuorvianti, noi stiamo bene così, e lei anche.

Su una cosa sola mi sento di

Su una cosa sola mi sento di esssere in accordo con lei. Non si tratta di cioccolatini, no. Quando si parla della vita di una persona non si tratta mai di cioccolatini. Quanto a quei genitori, penso abbiano bisogno di giustizia e non di sfoghi, anche se li comprendo. Io non vivo nella bambagia, il suo sarcasmo è fuori luogo. Ho la fortuna di non aver mai vissuto esperienze così pesanti, si. Questo mi permette però di esprimere opinioni più lucide, non contaminate dalla rabbia e dal desiderio di rivalsa su chiunque . Condannare o assolvere a priori è sbagliato e pericoloso

Solo un invito

Condannare o assolvere a priori è pericoloso, le dò ragione.
Questa storia va avanti da quasi due anni ormai. Già i tempi sono lunghi, poi ci si esaspera quando si arriva al quarto avvocato, al quarto psicologo, all'ennesimo rinvio e quando si è a piede libero viene pure meglio non crede?
Ci si esaspera quando saltano fuori giochetti vecchi come il mondo, non crede?
Ma lei i blog dove lo fanno santo gli ha letti tutti, o ci ha fatto solo una passatina veloce?
Nel caso, la invito a perderci un pò di tempo, poi se vuole ci dica dei due chi è quello più indecoroso e rivolga anche là i suoi insegnamenti di self-control, dopo però, così vediamo se poi ci riesce.

"Condannare e assolvere è pericoloso"

Avendo archiviato articoli, sentenze e documenti su di una serie impressionanti di casi di pedofilia, posso dire che sempre e ovunque, anche 30 anni fa, le comunità si sono divise fra innocentisti e colpevolisti e, anche quando non esisteva internet, i giornali hanno dato ampio spazio alle prese di posizione nei confronti di persone accusate di crimini terribili, a volte difendendole, altre condividendo le accuse.Fin qui, niente di nuovo.Quello che c'è di nuovo in questi anni, invece, è che l'anonimato consentito da Internet, ha permesso a tante persone di diffamare,accusare, e screditare le vittime, accertate o presunte, di violenza sessuale e pedofilia.In genere, infatti, non sono le presunte vittime a parlare, ma i difensori degli accusati e lo fanno talvolta in modo barbaro, proprio perchè coperti dall'anonimato. A mio avviso si può discutere anche sui blog, ma non si possono insultare persone che non si conoscono e con le quali non si ha mai avuto nulla a che fare. La mia attività di informazione, e mai di diffamazione, è molto seria.Seria perchè ogni frase pubblicata ha una fonte, una documentazione, o uno studio alle spalle.Si può non concordare, ma è frutto di ragionamenti e fatti che, a volte, non trovano spazio sui quotidiani.Cerco di lasciare ai lettori la possibilità di formarsi un'opinione propria e, quando ne esprimo una personale, chiarisco molto bene che non sto dando una notizia, ma una mia opinione.

Quando ho cominciato a pubblicare testimonianze dalle tendopoli dell'Aquila, queste erano in netto contrasto con quanto si vedeva alla televisione.Inizialmente ho ricevuto anche messaggi insultanti, ma ritenevo giusto dare voce anche a chi non ne aveva.Oggi che la verità è emersa ed è  acclarato che le case non bastano,la ricostruzione non è mai partita e tanti morti si potevano evitare, di insulti non ne ricevo più. Il mio intento non è mai stato quello di andare contro il governo, ma quello di informare, ovvero ciò che dovrebbero cercare di fare tutti coloro che parlano di fatti cronaca o di argomenti delicati come l'abuso sui minori. Si deve rispetto alle vittime, anche se sono solo presunte, così come si deve rispetto agli accusati, evitando di condannarli prima della sentenza, ma intanto si informa il pubblico su come procede il tale caso giudiziario. Una persona accusata ingiustamente, non dovrebbe aver bisogno di screditare le vittime,soprattutto se si tratta di bambini, altrimenti c'è qualcosa che non va.

La Monica

L'articolo su Zanetti riporta la notizia correttamente, infatti non è scritto da nessuna parte che sia condannato, è solo indagato (o accusato), quindi ciò di cui lo si accusa dovrà essere  dimostrato. Saluti.

E' un fatto gravissimo

E queste sarebbero le STRATEGIE DIFENSIVE INNOVATIVE?
Qualcuno scrisse una volta sulla presunta pochezza dell'impianto accusatorio
BRAVO BRAVO BRAVO
Oggi possiamo quindi ampiamente dubitare, e non solo, della pochezza dell'impianto difensivo.

In aula si sapeva da mesi

Si sapeva, chi era in aula questo fatto lo sapeva già da mesi.
Poi c'è chi ha il dovere di tacere, perchè i giudizi li devono dare i giudici.
Come anche le indagini, non le fanno i blog, neanche quelle.
Poi c'è chi le cose degli altri le starnazza in piazza o sui blog, naturalmente con una propria versione personale e di parte.
A nulla giova tutto questo, a nulla!

disgustoso

La Monica & soci: VERGOGNA!!!!!!!!!!

La Monica fans club

Ho saputo che alcuni amici lo hanno accompagnato in Tribunale ieri. Alla sua età? di chi aveva paura?. Ho saputo che c'era anche sua madre, in tribunale? Non era meglio risparmiarglielo? Pino non è un bambino. E' proprio vero che una madre per un figlio regge di tutto. Spero che gli occhi di sua madre non abbiano mai incontrato gli occhi delle madri delle bambine. Entrambe portano la stessa croce, ma dai due lati opposti. Non era meglio evitarle tutto questo?

Pino la Monica, uno dei primi articoli


Tre allieve della Val d'Enza: «Pino ci toccava»

 Hanno conosciuto l’educatore-attore Pino La Monica nella scuola media di un paese della Val d’Enza: seguivano le sue lezioni, ora l’accusano di pedofilia. Si tratta di tre ragazzine - con meno di 13 anni - che saranno interrogate, in maggio, nell’ultima tornata di «incidenti probatori». Quanto sarebbe avvenuto nell’istituto scolastico della Val d’Enza si aggiunge ad un quadro accusatorio pesante: undici le denunce contro l’insegnante 35enne per toccamenti vietati. La Monica è in carcere da un mese, respinge fermamente le accuse: ritiene di essere al centro di una suggestione collettiva, causata dall’influenzarsi reciproco fra ragazzine. Anche durante i tre interrogatori di venerdì era incredulo: «Non è vero, perché dice questo?».  «Tutto è stato ricostruito grazie alle puntali domande del giudice Cristina Beretti che ha ben condotto gli interrogatori - sottolineano gli avvocati difensori Vainer Burani e Mario Di Frenna facendo riferimento alle prime tre ragazzine di Correggio sentite venerdì - e i giochi rievocati sono quelli previsti dal protocollo che La Monica aveva presentato alla scuola. Ma tanti particolari non collimano - concludono i due legali - e il nostro assistito non sa darsi delle risposte su questi racconti. L’unica spiegazione è che la suggestione domina in questa vicenda».  La difesa parla anche di un’intera classe che si sarebbe dissociata dal gruppetto di ragazzine accusatrici.  Come è ormai chiaro da diversi giorni, sul caso di La Monica la comunità reggiana si è divisa in due: colpevolisti e innocentisti che non hanno mancato di dire la loro scrivendo ai giornali, mandando e-mail comparse sulla Rete, progettando iniziative (è sorto un Comitato pro Pino).  Da parte sua la procura - le indagini dei carabinieri di Correggio sono coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani - va avanti per la strada intrapresa e l’impressione è che l’inchiesta non sia molto lontana dall’essere conclusa. Per gli inquirenti non vi sono dubbi: La Monica ha costretto diverse alunne frequentanti le sue lezioni a subire e compiere atti sessuali, sussurrando frasi del tipo «Sei bella», «Sei una bella gnocca», «Ti amo...sei il mio amore».  A tutto ciò si aggiungerebbe il corposo materiale pedopornografico (centinaia di foto) scoperto nel computer dell’insegnante.  Dello stesso parere l’avvocato Marco Scarpati che rappresenta alcune minorenni che si costituiranno parte civile. Il legale non crede alla psicosi collettiva. «La Monica toccava e si faceva toccare - dice Scarpati - e i comportamenti palesemente sessualizzati sono stati tenuti da una persona che confondeva completamente il suo ruolo di educatore partecipando con i ragazzini a giochi altamente erotizzanti».  Le prossime audizioni protette sono in calendario per il 9 maggio sempre nella struttura predisposta dall’Ausl. Successivamente saranno sentite le ultime quattro ragazzine che puntano il dito contro La Monica: tre di loro sono della scuola della Val d’Enza prima citata e sono state individuate dopo una segnalazione giunta in procura in forma anonima.