PEDOFILIA RIGNANO FLAMINIO: LA SCUOLA OLGA ROVERE E L’ASSOCIAZIONE "FALSI ABUSI"

di Roberta Lerici 

Lo scorso anno, ai rappresentanti del Consiglio di Istituto della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, veniva distribuito un plico di circa 30 pagine dal titolo: “Scuole materne: i nuovi luoghi dell’orrore. Ma è veramente così?”. Il dossier era stato redatto dall’associazione Falsi Abusi di Vittorio Apolloni, il cui figlio è stato recentemente condannato per pedofilia.Quel dossier venne spillato insieme al verbale del consiglio di Istituto la cui copia è normalmente consegnata ad ogni membro dopo le sedute. All’epoca  a Rignano c’era un’indagine in corso, le insegnanti non erano ancora state sospese, e gli alunni e i genitori della Olga Rovere stavano vivendo una delle pagine più buie della loro esistenza.

Allontanati dall’edificio scolastico, i genitori dovevano vedersi passare i bambini piccoli dalle bidelle attraverso uno spicchio di cancello che non doveva mai aprirsi completamente per paura che si avvicinassero troppo. Al mattino, anche se piangevano, i bambini venivano presi in consegna (sempre attraverso quello spicchio di cancello) dalle bidelle. Fino a prima del blitz di carabinieri e ris nel mese di ottobre, i bambini di tre anni potevano essere accompagnati fino all’aula. Ma dopo il blitz, ai genitori fu interdetto l’intero edificio scolastico, incluso il giardino. L’interdizione, però, non era limitata alla scuola materna oggetto di indagine, ma abbracciava l’intero plesso scolastico, quindi anche le elementari e le medie. I genitori non capivano l’origine di questo atteggiamento ma poi seppero che, qualche giorno dopo il blitz, le insegnanti della materna avevano scritto una lettera al Consiglio di Istituto, nella quale chiedevano che venisse adottata tutta una serie di provvedimenti atti a salvaguardarle.Il Consiglio approvò quelle regole delle quali, solo molti mesi dopo, si capì l’origine.Ma cosa c’era scritto nel dossier di Falsi Abusi? Nella trentina di pagine che lo componevano c’era, fra l’altro, una sorta di vademecum per le insegnanti. Un decalogo che indicava il comportamento da tenere con i bambini dell’asilo per non essere “accusate ingiustamente di abusi”.

Ecco il decalogo:

1.      Non fornite neppure alcuna descrizione della vostra abitazione, degli oggetti e arredi in essa contenuti, del suo indirizzo e della sua tipologia.

2.    Se possedete animali domestici evitate di menzionarli o di descriverli.

3.     Se vi recate al lavoro con l'automobile, parcheggiatela non troppo vicino alla scuola evitando, se possibile, che gli utenti possano vedervi salire o scendere. Comunque non descrivetela mai, in particolare non nominate mai marca, modello e colore.  

4.    Evitate assolutamente di travestire i bambini ma, ancor di più, evitate di travestire voi stessi. Nell'attuale situazione riteniamo sia utile rinunciare alla tradizione del carnevale.

5.     Evitate di oscurare gli ambienti in cui si opera, per qualsivoglia motivo. 6.    Evitate l'uso di telecamere, apparecchi fotografici, videoregistratori, televisori, proiettori ecc.

 7.     Evitate, per quanto possibile, di far rappresentare ai bambini personaggi fantastici anche se legati agli universi fiabeschi (Cappucetto Rosso, Biancaneve, streghe, orchi ecc.) 8.    Evitate di farli ballare.

9.    Promuovete al massimo l'autonomia dei bambini quando si recano in bagno, cercando di limitare allo stretto indispensabile il vostro intervento .

10.                       Quando si rende necessario cambiare un bambino, consigliamo di chiamare a casa o sul luogo di lavoro uno dei genitori, invitandolo ad intervenire, comunque chiedendo la sua autorizzazione ad agire in sua vece. In questa seconda ipotesi stilare un verbale indicando ora, contesto e operatori presenti, che non dovranno mai essere meno di due (meglio se tre), e non dovranno mai essere, nelle diverse occasioni, gli stessi.

11.  Evitate al massimo il contatto fisico con i bambini, semplici atteggiamenti affettivi (baci, abbracci, coccole ecc. possono essere fraintesi).

12.Se notate lesioni, lividi o ferite di varia natura sui bambini, segnalatelo tempestivamente ad un dirigente (coordinatrici, direttore), senza curarvi delle motivazioni giustificative del bambino.

13. Pretendete che ogni segnalazione da voi fatta venga verbalizzata e che vi venga consegnata copia controfirmata del verbale.

14.Comunicate tempestivamente qualsiasi notizia,voce o semplice pettegolezzo che giunga al vostro orecchio inerente l'argomento pedofilia ai vostri diretti superiori.

15. Segnalate immediatamente qualsiasi comportamento sessuato sia ai genitori del bambino/a, sia al vostro dirigente. Anche se chi ha una conoscenza minima della psicologia dell'età evolutiva sa che certi atteggiamenti e/o comportamenti sono da considerarsi assolutamente normali, questa considerazione non vale per gran parte dei genitori e, purtroppo, anche per la gran parte dei giudici inquirenti.   

Le regole indicate dal signor Apolloni e dalla sua associazione, in pratica, furono adottate con l’approvazione del collegio docenti e della preside e il risultato fu questo:

1)     Furono sospese tutte le gite e tutte le recite

2)   I bambini non vennero più cambiati. Venivano chiamati i genitori ma se erano al lavoro o lontani, i bambini restavano bagnati o sporchi fino al loro arrivo.

3)    Agli alunni della scuola venne impedito per mesi di uscire in giardino, di andare in palestra e di fare la ricreazione fuori dall’aula.

4)   I genitori non potevano entrare a scuola, e un giorno che un bambino delle elementari si sporcò i pantaloni, fu chiamata la madre per portare il cambio. Alla madre però era vietato salire al primo piano per consegnarlo al figlio, e ai bidelli era vietato aiutare il bambino a cambiarsi. Dopo una accesa discussione, qualcuno si rese conto che se la madre non fosse salita dal figlio, sarebbero rimasti tutti lì per l’eternità. 

Ho sintetizzato molto i fatti , ma le riunioni, le discussioni e i provvedimenti contro alunni e genitori, sono stati talmente tanti, che potrei esaurire il mio spazio web se li raccontassi tutti.In fondo i  genitori dei quasi mille alunni della Olga Rovere, chiedevano soltanto di parlare con le insegnanti, di capire cosa potesse essere successo.

All’epoca non se ne sapeva molto. I genitori non ritenevano giusto far pagare ai bambini lo sconvolgimento dovuto all’indagine della magistratura e non sapevano assolutamente, così come non lo sanno ora, chi fosse colpevole e chi no. Chiedevano delle cose normali: il rispetto per i bambini che continuavano a frequentare la scuola e la sospensione cautelare delle insegnanti indagate.La sospensione è arrivata alla fine di febbraio, ma il “decalogo” è rimasto in vigore fino alla fine dell’anno scolastico, a parte qualche concessione.

Alla fine dell’anno, abbiamo chiesto la rimozione della preside Loredana Cascelli, perché a nostro avviso, non aveva saputo gestire l’emergenza in modo adeguato. Famosa fu la frase che pronunciò nella riunione straordinaria del Consiglio di Istituto, subito dopo il blitz, di fronte a decine di genitori accorsi per sapere cosa era successo:”Chi è venuto per parlare di quello che è successo, è pregato di  andarsene” . 

Nel mese di maggio, il signor Apolloni ha rilasciato un’intervista al quotidiano il Giornale, in cui ha dichiarato di essere stato contattato sin dall’inizio dalle maestre di Rignano e di aver fornito loro il “ decalogo” e alcuni consigli. Potete leggere l’intervista su questo sito. (Intervista Vittorio Apolloni) 

Veniamo a oggi:

All’Istituto Comprensivo Olga Rovere è arrivata una nuova preside, si cerca di andare avanti, di far respirare ai bambini un’aria diversa. Sono state eliminate quelle regole assurde, sono riprese gite e recite. Non so che clima si respiri alla materna, perché non ci sono più tornata dal giorno dell’apertura dell’anno scolastico in presenza delle Istituzioni, delle televisioni e tutto il resto. Mi aveva invitato Silvia Costa, assessore alla scuola della Regione Lazio, la quale ha cercato, con diverse iniziative concrete, di alleviare la grande sofferenza degli abitanti di Rignano. Senza il suo invito, non avrei mai scelto di percorrere di nuovo il corridoio di quella scuola. 

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato la notizia della condanna del figlio del signor Apolloni, Valerio Apolloni (anch’egli dell’associazione Falsi Abusi)  a due anni e dieci mesi per pedofilia nella scuola materna Bovetti di la Loggia. (Condananta anche la direttrice della scuola Vanda Bellario) Erano entrambi stati assolti in primo grado ma  la sentenza è stata ribaltata in appello.

Ecco, tra i tanti dubbi sul futuro della scuola Olga Rovere, c’è sicuramente una certezza: quella sentenza di condanna per abusi sessuali sui bambini della scuola materna Bovetti di la Loggia, non verrà mai spillata al verbale del prossimo Consiglio di Istituto.

FEBBRAIO 2008