Pedofilia: condannato a 18 anni Pasquale Modestino, "l'orco di Napoli"

 http://static.blogo.it/crimeblog/PasqualeModestino.jpg

Condannato l'uomo che aveva violentato un dodicenne mentre attendeva a piede libero l'esito di un altro processo in cui era imputato per pedofilia. La testimonianza della nipotina di sei anni, allora, fu messa in dubbio e per questo Modestino fu lasciato a piede libero. Di seguito la condanna di oggi e un articolo sul suo arresto, alla fine di febbraio 2009.

Pasquale Modestino, “l’orco di Napoli”, è stato condannato a 18 di carcere dal Tribunale del capoluogo campano per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. L’uomo, di 53 anni e dipendente del Servizio fognature, aveva violentato a febbraio un bambino nel sottopassaggio di piazza Carlo III: il piccolo era un compagno di giochi del nipotino acquisito. Arrestato pochi giorni dopo l’abuso, grazie alla descrizione delle piccola vittima, Modestino ha ascoltato la sentenza di primo grado: il giudice non ha concesso alcuna attenuante «in considerazione dell’estrema violenza e delle sofferenze fisiche – si legge in una nota della Procura – inferte dall’imputato alla vittima durante durante le fasi dell’aggressione». La sentenza è stata emessa dopo due ore e mezzo di camera di consiglio. Modestino è stato condannato a versare, a titolo provvisionale, 20mila euro di risarcimento danni alla vittima. I genitori del bambino, che sono stati assistiti dal difensore di parte civile, avvocato Luciano Santoianni, hanno seguito le fasi del processo. La mamma, però, alla lettura del dispositivo di sentenza ha preferito allontanarsi dall’aula.

blitz quotidiano 3 novembre 2009

Un articolo di febbraio 2009, quando si verificò il fatto: 

 Dodicenne struprato, arrestato l'orco

L'uomo è un dipendente comunale: aspettava in libertà un processo per pedofilia. E la folla tenta il linciaggio NAPOLI Ha negli occhi un lampo di terrore quando esce dalla questura di Napoli: unico tratto umano di un mostro «che di umano ha ben poco». Lo aspettano sputi e insulti dalla gente, appena mette piede fuori, e c’è chi percuote il tetto dell’auto della polizia su cui viene caricato. Pasquale Modestino, 53 anni, fermato oggi dalla Squadra mobile a Napoli, è accusato di aver stuprato un ragazzino di 12 anni, aiutandosi selvaggiamente con un bastone.

L'uomo era già indagato per violenza sessuale nei confronti di una bambina di 6 anni, che oggi ne ha 9: la nipotina della donna con cui attualmente convive. La Procura di Napoli, diversamente da quanto detto in prima battuta dalla polizia, aveva chiesto per lui il rinvio a giudizio. Ma l’uomo non fu arrestato: «Servono prove per farlo», spiega il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore, sollecitato in proposito. E trapela anche da fonti giudiziarie che la credibilità della bambina fu messa in dubbio, per la influenza esercitata proprio dalla nonna.

Un quadro fosco, cui va aggiunto un altro elemento scabroso: anche il padre dei due bambini è indagato per reati sessuali su minori. E non è chiaro con chi hanno vissuto i bambini fino ad oggi: alla domanda gli inquirenti rispondono solo confermando che sono stati lasciati in questo «ambiente familiare promiscuo». La storia dei due bambini viene fuori quando si incrocia con quella di un dodicenne, dunque, barbaramente violentato per strada due giorni fa, da Salvatore Modestino, un operaio del Comune di Napoli addetto alle fogne; da oggi sospeso dal servizio. Il ritratto che emerge è quello di un orco, che agiva coperto dalla sua famiglia, e che viveva con due minori, lasciati paradossalmente a sua disposizione - non vivevano proprio con lui che aveva più dimore, ma in una famiglia complessivamente promiscua - durante il procedimento sul suo caso.

E lui ha usato proprio il nome di un bambino di 8 anni, quello del nipote ’acquisitò, per ottenere la fiducia del dodicenne adescato l’altro ieri in mezzo alla strada, nella zona di Piazza Carlo III. Di fronte si è trovato un ragazzino forte, che sta reagendo bene e che oggi è stato dimesso dall’ospedale, dopo ore di colloqui con gli psicologi, e la visita di un calciatore del Napoli. Un amarissimo regalo, fra i pianti della madre e il silenzio esterrefatto del padre. Ma lui è uno «deciso», dicono gli inquirenti: talmente in gamba, da portare l’orologio in tasca, a 12 anni, per non farselo scippare mentre giocava a calcio in strada. «Sei amico di P.? - gli ha detto l’orco, facendo il nome del bambino di 8 anni - Sai che ore sono?».

Il tempo di togliere l’orologio dalla tasca per vederselo sfilare di mano dal vecchio: ha 53 anni, Pasquale Modestino, ma ne dimostra almeno dieci di più, ha pure tutti i capelli bianchi. Sembrava un gioco, «se lo rivuoi seguimi», gli ha detto ancora, chiedendogli di accompagnarlo al bar. Poi si è scatenata la ferocia di chi per agire sul corpo di un minore prima lo ha picchiato e poi ha usato un bastone. È proprio il nome del nipotino dell’operaio l’indizio: il bimbo viene identificato. Sarà poi il 12enne a procedere al riconoscimento fotografico dello stupratore, di cui aveva già fornito una descrizione precisa, aiutando gli inquirenti con dettagli sul luogo della violenza oltre che sulla sequenza dei fatti. La certezza scatta sull’orologio, che aveva colpito il piccolo: grosso e nero, l’uomo lo indossava anche nella foto.

Si attendono ancora gli esami del dna. La storia però, come detto, ha contorni anche più deprimenti. Nel corso delle indagini si scopre che Modestino viveva comunque in contatto con due bambini - i nipoti della compagna - nonostante fosse indagato per violenza sessuale nei confronti di uno dei due, la bimba di 6 anni. La denuncia risale a tre anni fa, quando all’ospedale Santobono fu segnalato alla Squadra mobile diretta da Vittorio Pisani il caso sospetto della piccola. I genitori cercarono di coprire le violenze sessuali commesse da Pasquale Modestino - e ricostruite attraverso relazioni psicodiagnostiche - sostenendo che fosse colpita da una infezione.

Falso, sempre secondo gli investigatori: la belva commetteva abusi sulla piccola di notte. Gli inquirenti non escludono che anche P., il fratellino, (il cui nome è stato usato come esca), possa aver subito violenze. I bambini saranno a questo punto sottratti alla famiglia: anche il padre è indagato per violenze sessuali su minore in ambito familiare. «Questo personaggio di umano ha poco - ha detto il questore Antonino Pugliesi - per l’efferatezza, la crudeltà totale, il disprezzo per i normali sentimenti di vicinanza e amore che si provano nei confronti dei bambini. Avrei dato qualunque cosa per essere lì, in quel momento. Purtroppo non c’ero. Purtroppo non c’erano i miei uomini. E questo lascia sempre il segno».

la stampa  25 febbraio 2009