Rignano, il sindaco e il fantasma

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Ottavio Coletta racconta la sua città divisa tra colpevolisti e innocentisti

FLAVIA AMABILE

Era fresco di nomina Ottavio Coletta. Aveva conquistato il secondo incarico come sindaco e si sentiva tranquillo, ormai conosceva il suo paese meglio delle sue tasche, amministrarlo sarebbe stata una passeggata. E va bene che nelle sue tasche c’era una tessera di An, ma in quel periodo era molto più difficile prevedere la scomparsa del partito di Fini che il terremoto che stava per abbattersi sulla sua Rignano Flaminio. Era sindaco dal 2001, il suo paese l’aveva visto esplodere, da 5800 abitanti a 8200. Merito dei romani, tutti innamorati di quel piccolo centro immerso nel verde. Trenta chilometri da Roma, prezzi infinitamente meno cari, la tranquillità di sapere che i problemi della grande capitale non sarebbero arrivati, perché lì ci si conosce tutti. E poi all’improvviso accade qualcosa di incredibile, l’orrore sembra essere proprio dove meno te l’aspetti. Per capire se quell’orrore sia esistito davvero oggi si aprirà davanti al tribunale di Tivoli la prima udienza di un’inchiesta senza precedenti nel suo genere: centinaia di migliaia di atti depositati, perizie e una consulenza, dichiarazioni e controdichiarazioni. Alla fine forse si riuscirà a sapere se i ventuno bambini della scuola materna «Olga Rovere» hanno subito abusi sessuali come hanno raccontato. E se a commetterli siano stati tre ex-maestre (Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci) un autore tv (Gianfranco Scancarello) e una bidella (Cristina Lunerti).

 

E’ vero, oppure no? E’ questa la domanda che da tre anni ha cambiato la vita del paese. Lo ha diviso, lacerato, trasformato in un luogo dove si gira per bande. Da una parte gli innocentisti, convinti che i bambini abbiano inventato tutto. Da molto tempo hanno anche un loro riferimento nel governo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi. Dall’altra i colpevolisti, persuasi che il paese sia stato per alcuni anni un covo di orchi. In mezzo, un drappello di non schierati, quelli che hanno preferito non prendere posizione e lui, Ottavio Coletta, è il loro modello. «Nessuno - a parte i diretti interessati - può sapere che cosa sia accaduto. Io però sono il sindaco di tutti e voglio rispettare tutti», afferma. continua a leggere