Processo don Ruggero Conti, un testimone: "Abusava di me una volta alla settimana"

 http://www.gay.tv/d@y/upl/d@y/userfiles/HS013044.jpgAL PROCESSO LA PRIMA TESTIMONIANZA DI UN GIOVANE. E IL PARROCO HA UN MALORE

I parrocchiani: «Don Ruggero è vittima di un complotto»

" Ecco come don Ruggero abusava di me" Rory Cappelli I corridoi del Tribunale penale di fronte alla 6° sezione ieri mattina erano "occupati" dai "suoi" parrocchiani: signore, coppie, famiglie con tanto di carrozzine, qualche giovane. Tutti lì per stringersi intorno al loro don Ruggero, il parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima, a Selva Candida, accusato di pedofilia da diversi ragazzi. Dovevano esserne sentiti quattro, ma dopo la prima testimonianza - durata oltre quattro ore - don Ruggero (che tra l´altro è stato il garante per la famiglia durante la campagna elettorale di Alemanno) si è sentito male: è intervenuto il medico del presidio di piazzale Clodio che ha diagnosticato uno stato ipertensivo stante il quale il processo è stato rinviato al 26 novembre. I parrocchiani intanto, fuori dall´aula (data la delicatezza dell´audizione l´udienza si è svolta a porte chiuse con la polizia che presidiava l´ingresso), recitavano il rosario e dicevano a chi voleva ascoltarli: «Don Ruggero è vittima di un complotto».

 

Chiamato dal pm Francesco Scavo a deporre, il testimone, oggi 21enne, ha raccontato nascosto da un paravento di essere stato vittima del prete, che si trova ancora in carcere, per ben due anni. Gli abusi sarebbero iniziati quando il giovane aveva 12 anni: «Mia mamma mi aveva affidato a don Ruggero», ha raccontato il ragazzo, «sperando che potesse seguirmi come un secondo padre.

Un pomeriggio mi trovavo nella canonica, il suo appartamento, per delle lezioni che non ci sono mai state: lui mi appoggiò la testa sulle parti intime. Il giorno dopo abusò di me». Così ebbe inizio l´incubo. Gli abusi, ha poi continuato, «avvenivano più o meno una volta a settimana», senza interrompersi neanche durante il campo estivo in Trentino, nell´estate del 2001. «Trovai il coraggio di parlarne con mia zia» che andò a riferire delle violenze alla curia: non fu però preso alcun provvedimento nei confronti di don Ruggero. Tanto che l'avvocato Mario Staderini, che si è costituito parte civile nel processo, sul punto ha chiesto «chiarezza» alle gerarchie vaticane. (l'espresso local 28 ottobre 2009)