Torino: La psicologa smaschera il pedofilo. La bimba confessa,"Esistono giochi belli e giochi brutti... "

"Mi ha chiesto di giocare al dottore, io l'ho semplicemente accontentata" 
Informatico di 55 anni: tra le vittime anche il figlio. Un precedente negli anni Ottanta.
Sarah Martinenghi

"Esistono giochi belli e giochi brutti. Brutti come quello che mi ha fatto il papà del mio compagno": è stata una confessione choc quella di un bambina di sette anni, che a scuola ha raccontato di essere stata abusata dal padre di un suo coetaneo. Ed è stato proprio grazie all´istituto scolastico che di fronte al sospetto delle molestie sessuali ha chiamato una psicologa, che la polizia è riuscita ad arrestare il pedofilo: M.A., 55 anni, di professione informatico. E´ accusato di violenza sessuale nei confronti di suo figlio e di tre bambine, e durante le indagini è emerso che aveva riservato le stesse morbose attenzioni negli anni Ottanta anche nei confronti di un´altra figlia ormai adulta.
Durante la perquisizione gli è stato sequestrato il computer: all´interno c´erano migliaia di immagini pedopornografiche. L´uomo all´inizio ha confessato, poi ha ritrattato, giustificandosi così nei confronti della prima bambina: "Mi aveva chiesto di giocare al dottore, io l´ho semplicemente accontentata".
L´indagine del settore fasce deboli della procura è cominciata quando la madre di una bambina di sette anni si è presentata al commissariato Mirafiori: "Mia figlia è stata invitata a casa di un suo compagno di scuola, e quando è tornata mi ha raccontato che il padrone di casa le aveva abbassato le mutandine e l´aveva toccata, facendo la stessa cosa anche a suo figlio". L´ispettore Angela Lolli si è subito allertata. La piccola è stata ascoltata, e ha confermato l´accusa, spiegando che aveva provato fastidio. A quel punto gli inquirenti hanno deciso di ascoltare il suo compagno, ma il bambino si è trincerato dietro un emblematico silenzio: "È un segreto - ha detto - e i segreti non si possono raccontare". Le indagini sembravano non trovare sbocco, ma i sospetti ormai erano diventati troppo pesanti. Così la scuola ha deciso di chiamare una psicologa, perché parlasse con i piccoli alunni della seconda elementare, cercando di far emergere le loro problematiche. La psicologa ha iniziato a chiedere ai bambini quali fossero i loro giochi preferiti. E di fronte alla confessione choc della bambina, il suo compagno è riuscito finalmente a sbloccarsi, raccontando il suo terribile segreto.
Il tribunale dei minori, allertato, ha subito disposto l´allontanamento del bambino, e quando la polizia si è presentata a casa dell´uomo, lui a quel punto ha parzialmente ammesso i fatti tirando in ballo anche una bambina di nove anni, figlia di amici. Subito ascoltata, lei ha confermato le molestie subite, e a sua volta ha spiegato agli inquirenti di sapere che l´orco aveva fatto le stesse cose anche nei confronti di suo figlio, e persino nei confronti di un´altra bambina ancora. Di fronte a tali ammissioni la procura ha chiesto e ottenuto l´arresto dell´informatico, che ora è assistito dall´avvocato Paola Pinciaroli.

(La Repubblica 08 febbraio 2008)