ABUSI ALL'ASILO: APOLLONI E BALLARIO IN CARCERE

 

Una delle classi dove sarebbero avvenute le violenze sui bambini

LA SENTENZA DEFINITIVA OTTO ANNI DOPO LE DENUNCE DEI GENITORI.

IN POCHI GIORNI RACCOLTE 300 FIRME A SOSTEGNO DELLA MAESTRA.Carcere per gli educatori dell’asilo.Dopo la sentenza della Cassazione sugli abusi sessuali nella scuola di La Loggia

ALBERTO GAINO

la loggia Valerio Apolloni e Vanda Ballario sono in carcere, lui dallo scorso fine settimana, lei da ieri. L’ex direttrice della scuola materna «Bovetti» di La Loggia si è presentata al cancello del carcere delle «Vallette», dopo che i suoi avvocati, Nadia Garis e Luigi Chiappero, avevano anticipato alla procura generale: «L’accompagniamo noi». Niente carabinieri sotto casa per la fine di una vicenda giudiziaria iniziata otto anni fa con i carabinieri a casa dell’insegnante e di Apolloni, allora giovane presidente dell’ente morale che gestiva la scuola privata e convenzionata con il Comune. Otto anni per arrivare alla sentenza definitiva e alla condanna dei due a 2 anni e 10 mesi per abusi sessuali nei confronti di due bambini fra i 3 e i 4 anni, affidati loro. Conclusa la vicenda giudiziaria, comincia un’altra vita per questa donna e per quest’uomo. Vita da detenuti. La maestra ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica.

I due hanno già scontato, fra arresti in carcere e domiciliari, 5 mesi e 19 giorni. Restano loro 2 anni, 4 mesi e 11 giorni da trascorrere dietro le sbarre. Per i condannati di violenza sessuale non valgono né sospensione condizionale della pena (in ogni caso non automatica per Ballario e Apolloni se non dopo un certo periodo di ulteriore detenzione) né affidamento al servizio sociale. Con l’approvazione del recente «pacchetto sicurezza» sono cambiate le cose per un condannato per questo reato e con pena residuale non superiore ai 3 anni: può far domanda di essere affidato al servizio degli assistenti sociali del ministero della Giustizia solo dopo un periodo di «osservazione» (da parte di uno psicologo). Oggi non è inferiore ad un anno di reclusione. Apolloni è finito nel carcere di Saluzzo, Vanda Ballario in una cella dello speciale repartino femminile riservato alle «incolumi»: le donne - una decina attualmente - con forti contrasti con altre detenute o con il peso di una condanna per un reato infamante. L’abuso di minori lo è per definizione e nei fatti, la galera non lo perdona. In cella, a 46 anni, e «incolume», l’insegnante ha cercato di misurarsi nelle prime ore di detenzione con il nuovo spazio della sua esistenza. Agli agenti di custodia si è presentata dicendo: «So che, qui, lo dicono tutti, ma io sono realmente innocente». L’avvocato Nadia Garis taglia corto: «La signora Ballario si è presentata in carcere con dignità e coraggio». La prima reazione alla sentenza della Cassazione è stata la domanda di grazia. La seconda: presentare istanza di differimento pena in attesa del sì (o del no) del Capo dello Stato. Spettava al tribunale di Sorveglianza di Torino decidere. La scelta è stata: «Non aspettiamo». E ora l’avvocato Garis dice: «Ci si inchina alle sentenze, ma la verità storica non cambia: la signora Ballario è innocente. In questi anni ha continuato a lavorare nel mondo della scuola senza che una nuovola sia passata sulla sua testa. Anzi, ha continuato a ricevere attestati di stima in quell’ambiente». L’avvocato Luigi Chiappero aggiunge: «Dai primi di ottobre ad oggi sono state raccolte spontaneamente 300 firme di mamme ed ex alunni della materna di La Loggia e 50 nella scuola dove la signora ha insegnato sino a poco tempo fa, nell’hinterland torinese. Ma tutto questo non vale rispetto all’esecuzione della sentenza. La nostra cliente e il signor Apolloni sono innocenti. Ne siamo fermamente convinti e seguiremo ogni strada percorribile. Avevamo scelto il rito abbreviato perché le carte erano quelle. In appello si è deciso di riascoltare una mamma, con domande del presidente e senza che noi potessimo farne di nostre. E’ stata una testimonianza decisiva ai fini della condanna». LA STAMPA.IT 14 OTTOBRE 2009

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